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Un Grande uomo torna a Foggia per ripetere il "Miracolo". Noi ci crediamo! Crediamo nel suo lavoro.
Venerdì 16 Luglio 2010 13:22

zeman1E’ stato uno dei più innovativi allenatori italiani di calcio e la sua visione critica del mondo che ci gira intorno, farmacie comprese, gli è costato l’indesiderabilità da parte del potere. Porte in faccia Zdenek Zeman ne ha prese parecchie ma, sigaretta tra le labbra e voce bassa e tagliente, se n’è sempre fatta una ragione. Ora, per gli appassionati del football, torna in panchina ad allenare il Foggia. Chiamato da Pasquale Casillo che già lo volle nel 1986. L’imprenditore uscito indenne dalle accuse di legami con la camorra è tornato anch’esso al suo vecchio amore e ha comperato la società rossonera che milita adesso in Prima Divisione. L’ultimo campionato è stato disastroso a dire il vero. E i ricordi del bel tempo che fu non hanno trovato adeguati investitori in questi anni. Ma il miracolo già fatto dalla coppia Casillo Zeman in passato potrebbe ripetersi. I tifosi sono tornati a parlare della squadra e di calcio e c’è grande attesa per i programmi e le parole che Zeman dirà per le mete future, con la serietà che lo contraddistingue. Tutti sono consapevoli della difficoltà dell’impresa. Riportare sù dall’inferno il Foggia non sarà un compito da poco. Certo Zeman è Zeman. Ed è l’unico che senza bacchetta magica può cambiare il corso delle cose. Casillo lo sa bene e lo ha richiamato subito. Le sfide sono belle e questa lo è senza dubbio alcuno. Ci vorrà molta pazienza, anche perchè i caratteri dei due personaggi sono noti e, sia pur avendo anni fa trovato un modus vivendi, non è detto che si riesca a ricreare un clima favorevole ai miracoli.Sicuramente i nuovi passi del Foggia saranno da seguire con attenzione e, per quanto riguarda i romanisti, con molto affetto. Con l’augurio che ci siano ancora nella città, e nei vivai della regione, dei campioni da scoprire come negli anni d’oro del Foggia. Senza i quali anche uno come Zeman poteva fare poco, e tutt’oggi poco potrà fare.

Scritto da Gerardo Monizza   
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