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I bombardamenti del '43
Giovedì 22 Luglio 2010 15:28

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Nel maggio del 1943, gli anglo-americani decisero di sferrare l'offensiva per riuscire a sbarcare in Italia. Per ottenere ciò dovevano rendere inoffensivi i campi di aviazione di Foggia, indispensabili per avere il controllo dell'Europa meridionale e del Mediterraneo. Quando iniziarono i bombardamenti su Foggia, mancavano pochi giorni alla caduta del fascismo e pochi mesi alla stipula dell'armistizio del 3 settembre a Cassibile, ma Foggia verrà bombardata anche il 18 settembre. I bombardieri anglo-americani, in partenza dagli aereoporti del Nord-Africa, presero quindi di mira gli aereoporti foggiani, attuando la tattica del bombardamento a tappeto sulla città di Foggia, riuscendo così ad essere ancora più convincenti. Ai cittadini foggiani non fu neanche risparmiato il criminale mitragliamento da parte dei velivoli nemici (la guerra non è mai un affare pulito, ma anche in guerra esiste un'etica, infatti esistono i criminali di guerra ed i soldati). Le forze aeree anglo-americane erano, in quel frangente, sotto il comando inglese.

Dopo le prime disastrose incursioni aeree, la città di Foggia cominciò ad essere abbandonata dalla popolazione civile che poteva farlo. Rimase invece sul posto un gran numero di civili militarizzati quali ferrovieri, postelegrafonici, personale sanitario, vigili del fuoco ecc.; gli uffici del governo territoriale civile furono trasferiti in centri più sicuri, e quando, alla fine di settembre del 1943, gli alleati entarono nella nostra città, trovarono solo dei fantasmi (mi risulta che Foggia fu l'unica città italiana completamente evacuata durante il secondo conflitto mondiale).

Della Capitanata appena conquistata, gli alleati fecero un immenso campo di aviazione ed un trampolino di lancio per vincere la seconda guerra mondiale.

I foggiani sopravvissuti tornarono presto nella loro città ed insieme ad essi giunsero molti immigrati, che videro nella città da ricostruire un'utile opportunità di lavoro. L'ufficio del Genio Civile stabilì che il 75% dei vani preesistenti ai bombardamenti erano distrutti o inabitabili alla data del 1° gennaio del 1947.

Foggia aveva 79.000 abitanti nel maggio del 1943; ne avrà invece 59.000 nel luglio del 1945. Nessuno potrà mai dirci con esattezza quante sono state le vittime dei bombardamenti del 1943 sul maggiore centro del Tavoliere. Non avevano certo voglia di parlarne gli anglo-americani, che sono rimasti nella nostra città fino al 1947 e, quando sono andati via, il popolo foggiano li ha salutati in lacrime... chissà per quale motivo.

Nella seconda guerra mondiale ci sono stati 50.000.000 di morti, tra militari e civili; ogni giorno muoiono di fame, all'alba del terzo millennio, 24.000 persone, proprio quante le vittime di quella calda estate del 1943 a Foggia (è una mia stima personale). Di quelle vittime c'è stato, finora, un ricordo troppo sommesso: esse non vengono commemorate con imponenti manifestazioni pubbliche, non vengono celebrate messe in tutte le chiese il 22 luglio, vengono ignorate dalle scuole foggiane, dove si adottano libri di testo che, addirittura, non citano l'avvenimento, non hanno diritto nemmeno ad un monumento cittadino, mentre esiste un monumento ai caduti di tutte le guerre ed una via "Vittime Civili".

Perchè consentiamo che si cancelli una memoria così fondamentale per la nostra terra? Le nostre interpretazioni potrebbero essere poco gradevoli, allora lasciamo che il lettore dia le sue risposte.

Mentre attendiamo ancora il giudizio della storia sull'estate foggiana del 1943, a noi interessa aprire un dibattito cittadino, con l'obiettivo di rendere onore a quelle vittime innocenti ad oltre 60 anni dalla loro morte.

                                          dott. Lucio Pasquale Masullo

 (Comitato Commemorativo delle Vittime delle Incursioni Aeree del 1943 sulla Città di Foggia)

    
10 giugno 1940 - Gli altoparlanti in piazza XX settembre trasmettono la dichiarazione di guerra di Mussolini

    
10 giugno 1942 - Reparti della Regia Marina in piazza XX settembre
 

Scritto da Alberto Mangano www.manganofoggia.it   
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