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Nichi Vendola e il sogno di una politica migliore
Domenica 25 Luglio 2010 12:07

 raffaele_na-.jpgIl leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola si candida alle primarie del centrosinistra in vista delle elezioni politiche del 2013. Il partito democratico, privo di idee, incapace di proporre alternative al berlusconismo e ai suoi epigoni lancia stoccate e cerca come può di difendere il lercio status quo. L’autocandidatura di Nichi Vendola «è fuori contesto» fa sapere il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, seguito a ruota dai maggiorenti del partito, «Nichi pensi alle idee» chiosa Goffredo Bettini a cui fa da spalla Franco Marini «Il Pd di tutto ha bisogno tranne che di candidati allo spariglio». Ma cosa rappresenta realmente Nichi Vendola? Omosessuale dichiarato e cattolico fervente.Uomo profondamente di sinistra ma capace di guardare oltre e di superare il culto del simbolismo veterocomunista. Fine intellettuale ma anche uomo del popolo in grado di parlare ai giovani e alle masse disilluse egli incarna il nuovo fatto di speranza e riconciliazione. Ebbi modo di ascoltarlo in veste di governatore della Puglia all’università di Bari durante un convegno organizzato dall’Associazione Memoria Condivisa per ricordare il trentesimo anniversario del rapimento di Aldo Moro. Ci fu una frase durante il suo intervento che allora mi colpì e che ancora oggi risuona viva nella mente: «La vita del mio avversario politico è sacra». Poche battute in cui ho ritrovato l’essenza pura del concetto di politica: il confronto sano e civile tra diversi. Durante il suo lungo discorso alla presenza della figlia di Moro Agnese ancora scossa e turbata dal ricordo di quell’angosciosa vicenda, non rinnegò nulla della sua ideologia politica ma tenne con veemenza a circoscrivere e a condannare le degenerazioni violente e perverse cui anche il pensiero più nobile può andare incontro. Quella venta ta di sana speranza, quell’orgoglio di chi lungi dalla consapevolezza di detenere verità assolute si limita semplicemente ad esporre il proprio pensiero, quella limpidezza d’animo di chi serve la comunità e giammai la usa per propri tornaconti mi è rimasta talmente impressa nella mente da essere divenuta mia guida personale nell’analisi spesso infida del pensiero politico. «La narrazione non basta a risolvere i problemi. E la politica non è filosofia o poesia. Se fosse così avremo peraltro poeti migliori che battono le piazze». Così Massimo D’Alema in uno dei tradizionali meeting estivi della sinistra. La politica come professione e la speranza di un futuro migliore come vano arzigogolo per incantare e acquietare le masse. Mentre la sinistra starnazza e affonda nel proprio guado ideologico io sogno una “congiura”, di poeti e filosofi.

Scritto da RAFFAELE de CHIARA   
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