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Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime di tragedie causate dall'incuria dell'uomo e dalle calamità naturali.
C. 197 Murgia e C. 3351 Rossa.
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Sabato 14 Agosto 2010 16:36

Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime di tragedie causate dall'incuria dell'uomo e dalle calamità naturali.
C. 197 Murgia e C. 3351 Rossa.

SEDE REFERENTE

Martedì 20 luglio 2010. - Presidenza del presidente Donato BRUNO.

La seduta comincia alle 14.15.

Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime di tragedie causate dall'incuria dell'uomo e dalle calamità naturali.
C. 197 Murgia e C. 3351 Rossa. (Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Annagrazia CALABRIA (PdL), relatore, rileva che le proposte di legge delle quali la Commissione inizia oggi l'esame prevedono l'istituzione di una nuova ricorrenza civile, dedicata alla memoria delle vittime di tragedie (proposta n. 197) e di disastri ambientali e industriali (proposta n. 3351), causati dall'incuria dell'uomo e dalle calamità naturali.
Passando ad esaminare in dettaglio i due progetti di legge, ricorda che la proposta n. 197, all'articolo 1, comma 1, individua il giorno 31 ottobre (ricorrenza dei tragici eventi di S. Giuliano di Puglia del 2002) quale giornata nazionale in memoria delle vittime di tragedie causate dall'incuria dell'uomo e dalle calamità naturali, precisando al comma 3 che tale giornata è considerata solennità civile ai sensi dell'articolo 3 della legge 27 maggio 1949, n. 260, recante disposizioni in materia di ricorrenze festive, senza che però la stessa determini riduzione dell'orario di lavoro negli uffici pubblici, né, qualora cada in giorno feriale, costituisca giorno festivo o comporti riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge 5 marzo 1977, n. 54, recante disposizioni in materia di giorni festivi. Al comma 2 del medesimo articolo 1, la proposta di legge prevede che le amministrazioni pubbliche, nell'ambito delle rispettive competenze,

 

 

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realizzino e sostengano iniziative volte a celebrare il ricordo delle vittime di disastri, di crolli e di sciagure naturali e di tragedie causate dall'incuria dell'uomo, nonché ad attuare politiche di prevenzione e di riduzione della vulnerabilità del territorio nazionale, anche attraverso attività di informazione da svolgere nelle scuole di ogni ordine e grado. L'articolo 2 dispone l'istituzione di un apposito comitato organizzativo, disciplinato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, per la promozione e il coordinamento delle iniziative di cui all'articolo 1. Tale comitato svolgerà le proprie attività a titolo gratuito. L'articolo 3 precisa che dall'attuazione della proposta in esame non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, mentre l'articolo 4 stabilisce l'entrata in vigore della legge il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La proposta di legge n. 3351, invece, all'articolo 1 indica il 9 ottobre (ricorrenza della tragedia del Vajont del 1963) come giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo, differendo in questo dalla proposta di legge precedentemente illustrata. All'articolo 2, stabilisce che possono essere organizzati sul territorio nazionale, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni, cerimonie, incontri e momenti comuni di ricordo dei fatti accaduti e di riflessione, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di promuovere attività di informazione e di sensibilizzazione, d'intesa con i Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dello sviluppo economico, nonché con le regioni e con gli enti locali, per sviluppare una maggiore consapevolezza sulla necessità di tutelare la salute e il patrimonio ambientale del Paese.
Con riguardo al rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite, pur non potendosi riscontrare un esplicito riferimento costituzionale, è plausibile ritenere che l'istituzione di una nuova ricorrenza civile della Repubblica, che richiede, per sua natura, una disciplina unitaria a livello nazionale, rientri nell'ambito della materia «ordinamento civile», che l'articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione riserva alla competenza legislativa esclusiva dello Stato. Con riferimento, invece, alla previsione di celebrazioni, manifestazioni e iniziative, anche nelle scuole, contenuta in entrambe le proposte di legge, possono assumere rilievo le materie di competenza legislativa concorrente, di cui all'articolo 117, terzo comma, della Costituzione quali «promozione e organizzazione di attività culturali» e «istruzione».

Sabina ROSSA (PD), dopo avere ringraziato l'onorevole Calabria per la puntuale relazione, ricorda che la sua proposta di legge riproduce analoghe iniziative assunte nelle precedenti legislature ed è oggetto di ampia condivisione da parte di colleghi appartenenti a diversi gruppi parlamentari, sia di maggioranza sia di opposizione. La giornata nazionale che tale proposta di legge è volta ad istituire potrebbe, a suo avviso, costituire un'utile occasione di riflessione, specie per i più giovani, sugli elevati costi, anche in termini di vite umane, del mancato rispetto del territorio e degli equilibri ambientali. La scelta della data del 9 ottobre è dettata dal valore tristemente simbolico della tragedia del Vajont, inserita dalle Nazioni Unite, in un documento del 2008, tra i cinque peggiori esempi di cattiva gestione ambientale. Quella tragedia è per l'Italia simbolo di sofferenze e sacrifici, ma anche di volontà di riscatto e di ricostruzione. Auspica, pertanto, la rapida approvazione del provvedimento in esame.

Raffaele VOLPI (LNP), pur riconoscendo alle proposte di legge in esame il merito di porre all'attenzione del Parlamento una questione di indubbia rilevanza, osserva che, come la Commissione ha avuto modo di rilevare a fronte di analoghe iniziative, sono ormai numerose le giornate dedicate alla commemorazione di eventi o alla riflessione sulle problematiche più disparate, con il conseguente rischio di una svalutazione di tali ricorrenze. Sarebbe utile, pertanto, verificare,

 

 

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innanzitutto, in che misura simili ricorrenze costituiscano un'effettiva occasione di riflessione e di approfondimento. Ritiene, inoltre, che potrebbe essere più fruttuosa un'iniziativa nei confronti del sistema scolastico, affinché possa assolvere ancora meglio al proprio ruolo di formazione civica delle nuove generazioni. Per le ragioni sin qui esposte, dichiara, in conclusione, di non condividere le proposte di legge in esame.

Donato BRUNO, presidente, fa presente che, nella documentazione predisposta dagli uffici, è disponibile un elenco delle ricorrenze civili e religiose, suddivise tra quelle istituite con legge ovvero con atto di diversa natura.

Gianclaudio BRESSA (PD) osserva, rivolto al collega Volpi, che, più che sul numero delle ricorrenze, occorrerebbe soffermarsi sull'importanza della scelta di proporre determinati temi alla riflessione e alla coscienza civile del Paese. In particolare, il tema in discussione concerne il rapporto tra lo sviluppo e la tutela ambientale ed è dunque, con tutta evidenza, un tema di grande attualità. Osserva, inoltre, che le proposte di legge in esame perseguono, tra l'altro, proprio l'obiettivo auspicato dal collega Volpi, cioè quello di sollecitare il sistema scolastico a promuovere la riflessione, specie dei più giovani, sulle grandi questioni del nostro tempo.

Pierluigi MANTINI (UdC), pur riconoscendo la fondatezza di alcune delle preoccupazioni espresse dal collega Volpi, dichiara di apprezzare le proposte di legge in esame, in quanto esse appaiono idonee a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica su una problematica di drammatica attualità, peraltro senza recare oneri per la finanza pubblica. Inoltre, tale iniziativa appare tanto più apprezzabile in un Paese che, come l'Italia, è particolarmente esposto al rischio di tragedie naturali, per ragioni legate alla conformazione del territorio, ma anche all'intervento umano.

Donato BRUNO, presidente, invita tutti i colleghi a un'attenta riflessione sulla problematica oggetto delle proposte di legge in esame. Quindi, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

 

Scritto da Mario Arpaia   
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