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"L'Uomo Nero" di Lirio Abbate, Guy Chiappaventi e Flavia Filippi
Domenica 16 Settembre 2018 07:43

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La TV la 7, ha avuto il merito di trasmettere l’altra sera “Massimo Carminati 'L'uomo Nero “ https://youtu.be/fjtBZPh9Kxo

Presentato da Enrico Mentana, il documentario "L'Uomo Nero" di Lirio Abbate, Guy Chiappaventi e Flavia Filippi (voce narrante di Luca Ward) ricostruisce con testimonianze e documenti inediti la storia criminale di Massimo Carminati. Parte dagli anni dell'estremismo di destra, fino a mafia Capitale. Il film racconta la paura che incute il Nero, soprattutto ai testimoni del processo in cui è imputato e per il quale i pm hanno chiesto ai giudici del tribunale la condanna a 28 anni di carcere per associazione mafiosa. E poi ci sono le intercettazioni audio e video che raccontano Carminati.

Un pugno di uomini, il pool guidato dal Procuratore Capo di Roma, Pignatone, il magistrato, che ha rivoluzionato la Procura, definita da sempre il Porto delle nebbie. Un documentario da non perdere, una chiave per capire il baratro dove siamo precipitati. Sembra un film di fantasia, invece è pura realtà. L’intreccio di malaffare che stringe come una morsa l’intero paese. Una delle ragioni che ha mandato al governo dell’Italia, una classe politica di irresponsabili che rischia di far uscire il paese dall’Europa e precipitarci tra i paesi del Mediterraneo. Sen non ci fosse stato il Presidente Mattarella, saremmo già fuori dal contesto civileeuropeo. La foto del tavolo del ristorante è raccapricciante, sono seduti uno a fianco all’altro compreso il Ministro del lavoro Poletti, capo delle cooperative rosse, a fianco a Buzzi, capo della cooperativa che accoglieva i migranti e presentato come uomo della provvidenza, tanto da indure all’errore l’ex Presidente della Repubblica Scalfaro, a premiarlo per meriti umanitari. Le Coop rosse, un centro di potere enorme sorretto dalla CGIL, il sindacato che per l’ 80/% hai poi spostato il proprio consenso sui 5 stelle. E la Lega Nord.

 
C'è una foto che racconta alla perfezione la parabola di Salvatore Buzzi, secondo la procura di Roma capo della nuova Mafia capitolina insieme all'ex fascista Massimo Carminati. Lo scatto risale al 2010, e immortala una cena in un centro di accoglienza organizzata da Buzzi e la sua cooperativa, "29 giugno".
Attorno al tavolo ci sono tutti quelli che a Roma contavano qualcosa. Politici di destra e sinistra, assessori e esponenti del clan dei Casamonica, tutti insieme appassionatamente. Buzzi, detenuto negli anni '70 e '80 per omicidio, poteva dirsi più che soddisfatto: era riuscito infatti a far sedere fianco a fianco l'allora sindaco Gianni Alemanno (oggi indagato con Buzzi per associazione mafiosa), l'ex capo dell'Ama Franco Panzironi (arrestato con Buzzi), un esponente del clan dei Casamonica in semilibertà, l'attuale assessore alla Casa Daniele Ozzimo (al tempo consigliere Pd e pure lui indagato oggi dai magistrati: si è dimesso ), il portavoce dell'ex sindaco Sveva Belviso e il potente parlamentare del Pd Umberto Marroni, seduto, sorridente, vicino a Panzironi.
Scritto da Mario Arpaia   
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