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Solidarietà per Delia! Salviamo il Bar Hobbit di Ventimiglia
Sabato 22 Settembre 2018 15:42

Un appello e l’articolo di Melting Pot

Abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per impedire la chiusura del Bar Hobbit di Ventimiglia, centro di solidarietà e antirazzismo alla frontiera francese. Da anni il Bar é il luogo di riferimento per le centinaia di rifugiati bloccati in condizioni disumane sul confine. Delia, proprietaria del bar, distribuisce vestiti, un pasto caldo, caricabatterie, un bagno attrezzato di tutto e un luogo accogliente e solidale a tutti quelli che arrivano a Ventimiglia da viaggi interminabili, violenze e guerre. Offre un rifugio sicuro per le donne incinte, minori e vittime di tratta e li aiuta a mettersi in contatto con volontari e organizzazioni. Tuttavia tutto questo potrebbe presto finire, perché Delia si trova costretta a vendere il bar a causa dell’ostracismo di buona parte della popolazione locale, che ha marchiato il bar come “il bar dei neri” o “degli immigrati”.

Sostieni Delia nel suo progetto di solidarietà e aiutaci a diffondere questa campagna, non permettiamo che si chiuda un luogo vitale per la sopravvivenza delle persone in transito a Ventimiglia!

https://www.gofundme.com/manage/solidarieta-per-delia

Solidarietà per Delia! Salviamo il Bar Hobbit di Ventimiglia

Crowdfunding per sostenere Delia, il cui bar è diventato l’anima della solidarietà a Ventimiglia

“Ventimiglia Aperta”, un gruppo di amici e amiche di Delia promuove un crowdfunding per sostenerla. «Non permettiamo che scompaia uno dei pochi luoghi di umanità e solidarietà che resistono a Ventimiglia! Aiutaci a sostenere Delia e a continuare il suo progetto di solidarietà attiva: ogni donazione, anche piccola, ci aiuta a comprare cibo, acqua, bevande e a coprire le spese del bar».

- Vai al crowdfunding: https://www.gofundme.com/solidarieta-per-delia/donate

A Ventimiglia, 9 km dalla frontiera francese, passano decine di migliaia di rifugiati ogni anno. Fuggono da guerre, da torture, da violenze. Tentano di varcare il confine per raggiungere familiari o conoscenti in Francia, Inghilterra e altri paesi europei, rischiando la vita durante il tragitto.

Una volta superata la frontiera spesso incontrano abusi, detenzioni e respingimenti dalla polizia francese. Questi tentativi durano mesi, mesi in cui uomini, donne e bambini rimangono bloccati a Ventimiglia, senza accesso ai servizi primari: acqua potabile, bagni pubblici, cibo, un luogo dove dormire, a parte il campo della croce rossa, militarizzato, desolato e distante. I rifugiati sono oltretutto soggetti al razzismo e all’ostracismo di buona parte della popolazione locale, ostile a chiunque non abbia la pelle bianca.
In questa situazione drammatica, tuttavia, una piccola parte della popolazione resiste:
tra questi Delia, il cui bar è diventato l’anima della solidarietà a Ventimiglia.

La storia di Delia inizia 3 anni fa, quando invita a entrare e offre un pasto ad alcune donne e bambini seduti sul marciapiede di fronte al bar. Da allora, grazie al passaparola, il bar è diventato un punto di riferimento per tutti i rifugiati che transitano da Ventimiglia, oltre che per i volontari e le organizzazioni solidali.

Delia, soprannominata “Mamma Africa”, ha aiutato migliaia di persone in transito, offrendo vestiti, un pasto caldo, un abbraccio e un luogo accogliente a chiunque ne avesse bisogno. Ha distribuito scarpe, aiutato a decifrare documenti, assistito nella ricerca di alloggio, offerto pasti gratuiti a donne, bambini e a chiunque non può permettersi di pagare. Al bar Hobbit si possono caricare i cellulari e si può utilizzare il bagno (attrezzato di spazzolini, dentifricio, sapone, assorbenti e fasciatoio) senza obbligo di consumazione. I bambini hanno un angolo tutto loro, che Delia ha creato raccogliendo giocattoli usati. Il bar è spesso l’unico rifugio per i più vulnerabili, donne incinte, minori, vittime di tratta.

Tuttavia la solidarietà di Delia l’ha resa invisa al vicinato e a una parte di popolazione di Ventimiglia, che ha messo al bando il Bar Hobbit, soprannominandolo il “bar dei neri” e il “bar degli immigrati”. Insulti, aggressioni e atti vandalici fanno ormai parte della quotidianità di Delia. L’isolamento, la perdita della clientela e pressioni di vario genere hanno spinto il bar in una situazione economica sempre più grave. Delia non è più in grado di sostenere le spese ed è stata costretta suo malgrado a mettere il bar in vendita.

Non permettiamo che scompaia uno dei pochi luoghi di umanità e solidarietà che resistono a Ventimiglia! Aiutaci a sostenere Delia e a continuare il suo progetto di solidarietà attiva: ogni donazione, anche piccola, ci aiuta a comprare cibo, acqua, bevande e a coprire le spese del bar.

IN “BOTTEGA”

Della solidarietà a Ventimiglia – e dunque di Delia – si è parlato qui Notizie da Ventimiglia / 2 e qui Ventimiglia: tragedie, solidarietà, provocazioni e… balle

Scritto da Solidarietà per Delia! Salviamo il Bar Hobbit di Ventimiglia   
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