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L'intellighenzia del Sud contro l'autonomia del Veneto sbaglia bersaglio
Domenica 09 Dicembre 2018 08:40

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L'INTELLIGHENZIA DEL SUD CONTRO L'AUTONOMIA DEL VENETO SBAGLIA BERSAGLIO

Sul Mattino di Napoli si ripetono da settimane interventi delle élite meridionali per allarmare i cittadini del Sud, come questo del 2 dicembre scorso del prof. Gianfranco Viesti: http://www.ow7.rassegnestampa.it/Cavalieridellavoro/PDF/2018/2018-12-02/2018120240706588.pdf. Sono mesi che Viesti sostiene che l'autonomia del Veneto "è una vera e propria secessione dei ricchi" e che con la sua attuazione "i principi costituzionali di uguaglianza possono essere, a breve, stravolti", promuovendo anche una petizione contro il riconoscimento dell'autonomia differenziata alla nostra Regione (https://www.change.org/p/gianfranco-viesti-no-alla-secessione-dei-ricchi). Forse il prof. Viesti confonde il Veneto con una delle Regioni a statuto speciale confinanti. Ecco allora qualche dato di realtà. 

Il primato drammatico del numero di suicidi in Veneto a causa della crisi economica dal 2012 ad oggi, che lo vede precedere in classifica la stessa Campania, conferma che la ricchezza dei Veneti non è quella derivante dalle grandi imprese pubbliche, assicurative e della finanza, ma quella prodotta da tantissimi piccoli e medi imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi, che devono reggere alla sfida della competitività nonostante un fisco e una burocrazia oppressivi. Anche l’incidenza della povertà relativa delle famiglie, passata tra il 2007 e il 2017, in Veneto, per gli effetti della crisi, da un quarto a metà di quella nazionale (dal 2,5% al 6,1%), risulta nell’ultimo anno anche se di poco più elevata di quella registrata al Nord (5,9%). Certo, si tratta di un dato molto inferiore a quello delle regioni del Sud, ma conferma l'aumento dell'impoverimento relativo delle famiglie venete, colpite da ultimo anche dal fallimento delle due banche popolari. 

Quanto alla violazione del principio di uguaglianza, i numeri della Ragioneria dello Stato dicono che a dolersene dovrebbero essere proprio i Veneti. Anche dall'ultimo Report sulla Spesa pubblica regionalizzata risulta infatti che la spesa finale statale per abitante nel 2016 è stata di euro 2.802 in Veneto contro i 3.737 euro in Campania. In particolare la spesa per abitante in istruzione scolastica è stata di 636 euro in Campania, contro i 477 euro in Veneto. Il che conferma che la spesa statale attuale è molto variabile fra le diverse regioni ed è più alta proprio dove si produce meno ricchezza e i servizi sono peggiori. Il che significa che la redistribuzione statale delle risorse fiscali include sprechi, inefficienze e clientele che non favoriscono i cittadini del Sud mentre stanno impoverendo i cittadini di alcune regioni del Nord. 

C'è da stupirsi che i Veneti chiedano di cambiare questo sistema? No, c'è da stupirsi che certa intellighenzia del Sud lo difenda.

 
 

CARA MINISTRA, LA SPESA STORICA NON E' NE' EQUA, NE' EFFICIENTE!

Lo dico alla Ministra Barbara Lezzi che, rispondendo in Aula durante il question time di mercoledì 28 novembre scorso all'on. Maria Teresa Bellucci, in merito a "Iniziative di competenza volte a evitare una riduzione delle risorse disponibili per le regioni del Centro-Sud, in relazione alla definizione delle intese per la concessione di forme e condizioni particolari di autonomia richieste dalle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto", ha dichiarato: “il Governo sta lavorando per rispondere alle richieste di autonomia di alcune regioni del Nord del Paese, nell’assoluto rispetto del principio di solidarietà, che tutte le Regioni devono osservare. Il completamento dell’iter, garantisco, non comporterà un surplus fiscale trattenuto al Nord”. 

Chiedo: a quando l’applicazione anche del principio di responsabilità? La spesa pubblica attuale pro-capite è infatti molto variabile fra le diverse regioni ed è non solo slegata dal reddito ivi prodotto, ma anzi tende ad aumentare dove si produce meno ricchezza. Il che significa che nella spesa storica sono inclusi sprechi ed inefficienze, che a quanto pare non si vogliono eliminare. 

Se queste sono le premesse, chiedo anche al Presidente Zaia, che appena un anno fa annunciava ai Veneti che avrebbe preteso di trattenere i 9/10 del residuo fiscale sul territorio: di quale autonomia differenziata vogliamo parlare? 

Scritto da Mario Arpaia   
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