Iscriviti alla Newsletter:
Home
Quando il bambino ha difficoltà a comunicare:il Disturbo della Comunicazione Sociale Pragmatica
Sabato 12 Gennaio 2019 15:45

jpg.jpg

Parlando di bambini e di sviluppo esistono diversi disturbi che rallentano la loro crescita psico fisica, spesso limitandoli nella socializzazione oltre che nel rendimento scolastico.

Ultimamente è stato ufficialmente riconosciuto il Disturbo della Comunicazione Sociale Pragmatica (DCSP), in inglese Social Pragmatic Communicatione Disorder (SPCD).

Si tratta di un disturbo della comunicazione, da ricondursi nel più vasto gruppo dei disturbi del Neurosviluppo.

Il Disturbo Socio Pragmatico Comunicativo consiste nella difficoltà primaria nell’uso sociale della comunicazione e del linguaggio. Questo vuol dire che il bambino non riesce a comprendere e seguire le normali regole sociali della comunicazione verbale e non verbale, non riesce a gestire il linguaggio in base a chi lo ascolta ed al contesto, non riesce a seguire le regole sociali della conversazione, della comprensione, della narrazione.

In genere si evidenzia un ritardo dello sviluppo linguistico (Disturbo del linguaggio). Inoltre i soggetti che presentano questo disturbo sono spesso affetti da altri disturbi, come i DSM (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) o ADHD (Deficit di attenzione ed iperattività) e problemi comportamentali.

Non è facile diagnosticare questo disturbo, il quale si sviluppa in un contesto che richiede un rapporto almeno a due. Inoltre vi sono fortissime incidenze ed influenze di tipo culturale. Le regole che disciplinano le conversazioni (come ad esempio quelle relative alla turnazione nel parlare, alla interruzione, all’uso del contatto visivo, alla scelta degli argomenti, all’uso dell’umorismo ed alla capacità di relazionarsi con partner comunicativi) sono diverse da cultura a cultura e questo rende ancora più complessa la valutazione del disturbo, che dovrà tener conto anche del contesto culturale di provenienza del soggetto.

Tale disturbo è raramente identificato nei bambini che hanno meno di 4 anni. Dai 4 anni, se non 5, infatti è possibile valutare le capacità comunicative del bambino, poiché è a partire da questa età che il bambino acquisisce tutte le capacità linguistiche necessarie.

A volte le forme più lievi di questo disturbo non vengono identificate prima della adolescenza.

In ogni caso, quando si ha l’impressione che il bambino o il ragazzo abbia difficoltà a gestire la comunicazione con gli altri, a socializzare e parlare con gli altri, a saper organizzare una comunicazione normale fatta di botta e risposta, a saper riconoscere quando parlare e quando ascoltare rispettando le regole delle ineterruzioni, allora sarebbe opportuno richiedere il parere di un professionista. Potrebbe non trattarsi di un Disturbo della Comunicazione Sociale, ma solo della necessità di aiutare il ragazzo a riorganizzare le sue capacità comunicative. In altri casi, invece, potrebbe esservi il Disturbo, che quindi andrà curato, anche perchè fortemente invalidante, specie con la crescita, da un punto di vista sociale. Specialmente se il bambino già presenta altri Disturbi come quelli sopra elencati (DSA o ADHD ) o addirittura abbia già un ritardo globale dello sviluppo o un Disturbo d’ansia sociale, sarà opportuno dare una maggiore attenzione alle difficoltà comunicative dimostrate.

Scritto da pronto famiglia   
PDF
Stampa
E-mail
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna