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Perché il mondo della scuola si oppone all'autonomia delle Regioni
Giovedì 28 Febbraio 2019 07:39

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Gabbie salariali. Unità e coesione sociale in pericolo. Università del Sud a rischio chiusura. I motivi della protesta dei sindacati. Che organizzano mobilitazioni e scioperi.

L'autonomia regionale non piace al mondo della scuola. Che è sceso in campo per dire il suo secco "no" all'intesa. Per la prima volta le maggiori sigle sindacali si sono compattate: Fic Cgil, Cisl scuola, Uil Scuola Rua, Gilda Unams, Snals Confsal, Cobas, Unicobas scuola, insieme con le associazioni di docenti e studenti hanno espresso unitariamente il «più netto dissenso riguardo alla richiesta di ulteriori forme di autonomia in materia di istruzione avanzata dalle Regioni Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia».

 

UN MILIARDO IN PIÙ A LOMBARDIA E VENETO

In particolare al Veneto potrebbe arrivare 1 miliardo di euro in più per la scuola, stessa cosa per la Lombardia, mentre l'Emilia, pur essendo tra le Regioni che tra le prime ha chiesto l'autonomia differenziata, punta sulle competenze legislative più che su strutture e personale. Le cifre sono comunque alte, e secondo i sindacati così si «pregiudica la tenuta unitaria del sistema nazionale»: per questo hanno chiesto la mobilitazione che fermi «un disegno politico disgregatore dell'unità e della coesione sociale».

I DOCENTI LANCIANO UNA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

Un gruppo di docenti, "Professione insegnante", ha anche lanciato una petizione su Change.org, raggiungendo in poche ore quasi 2 mila firme. Nel documento si legge: «La regionalizzazione della pubblica istruzione è una proposta incostituzionale, non trova spazio nelle proposte che mirano a diversificare l'offerta formativa già abbastanza flessibile per via dell'autonomia scolastica che di fatto in molti contesti è risultata fin troppo deleteria».

 
 

Già oggi il personale della scuola in Alto Adige guadagna 300 euro netti al mese più del resto d'Italia, in Valle d'Aosta 250 euro in più; Veneto e Lombardia promettono 200-300 euro in più

Unicobas scuola

Per l'Unicobas con l'autonomia differenziata la scuola farà da apripista: incardinando per la prima volta la regionalizzazione del personale questo governo aprirà la strada alle gabbie salariali anche per la sanità e i servizi del Meridione. Stefano D'Errico, segretario nazionale Unicobas scuola euniversità, ha spiegato: «Già oggi il personale della scuola in Alto Adige guadagna 300 euro netti al mese in media più di quello del resto della Penisola, in Valle d'Aosta sono in media 250 euro in più; il Veneto e la Lombardia promettono 200-300 euro in più al mese. Ma cosa accadrà agli altri insegnanti in altri territori d'Italia? Parecchie università del Sud sarebbero persino costrette a chiudere».

SCIOPERO IL 27 FEBBRAIO, GLI STUDENTI BLOCCANO LE LEZIONI

Unicobas scuola e università e il sindacato Anief hanno proclamato uno sciopero per l'intera giornata di mercoledì 27 febbraio 2019, mentre gli studenti dell'Uds, l'Unione degli studenti, hanno annunciato mobilitazioni per una settimana dal 15 al 22 febbraio, bloccando didattica e lezioni.

Scritto da LETTERA 43   
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