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Energia elettrica senza inquinamento: il futuro- dedicato a GRETA THUNBERG
Lunedì 11 Marzo 2019 17:07

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Non si vive di solo pane, ma anche di “paradigmi energetici di successo”,  in un periodo di crisi internazionale in un firmamento appannato due tecnologie luccicano più delle altre: vediamo con molto interesse lo sviluppo delle Fuel Cell (elettronica e micromeccanica in fotoincisione chimica) per la produzione di energia elettrica di potenza, e la Pirolisi (impianto di trasformazione dei rifiuti urbani che procede a una decomposizione termochimica, in assenza di ossigeno, con produzione di gas di sintesi e di oli combustibili di poco pregio, le cui composizioni variano in funzione dei materiali in ingresso).

    Il futuro sarà tutto elettrico, la fiamma libera nelle civili abitazioni rappresenta un pericolo molto forte, esplosioni e perdite di vite umane sono all’ordine del giorno, perciò la ricerca deve guardare con più attenzione alle tecnologie sicure e a bassissimo impatto ambientale. I suddetti sistemi hanno bisogno di investimenti per arrivare a maturazione ed essere commercializzati, ma le loro peculiarità potrebbero cambiare le sorti economiche dell’Italia. Auguriamoci che queste NT oggetto di ricerca del Politecnico di Torino e del CNR-ITAE di Messina, possano sortire risultati importanti sul territorio nazionale. 

    La Tecnologia Fuel Cell appena accennata serve per la produzione di energia elettrica, senza emissioni climalteranti, si alimenta con idrocarburi tradizionali, perciò è in grado di valorizzarne le proprietà e non ne contraddicono il consumo. È in linea con l’accordo di Parigi COP 21 per dare una risposta concreta al problema dei cambiamenti climatici e della qualità dell’aria che oggi respiriamo nelle nostre città. Tecnologie che, oltre ad essere “green”, contribuirebbero alla riduzione di emissioni di CO2.

    La tecnologia Fuel Cell è pulita, non inquinante, al pari del fotovoltaico o dell’eolico, ma con standard di efficienza molto più elevati, ridotta occupazione del territorio e, soprattutto, non soggetta alla discontinuità tipica delle tecnologie rinnovabili. È un sistema che cattura CO2 e crea guadagno, riduce la quantità d’inquinamento immesso nell’atmosfera senza il costo della carbon tax, scoraggia l’emissione di carbonio e permette di scambiare i diritti sul mercato libero di chi non inquina (certificati bianchi).  

    Se si uniscono le forze si riesce con successo, a basso costo, a creare nuova occupazione. Senza inquinare si può trasformare l’enorme massa di rifiuti in energia elettrica di potenza. Presso l’Hysytech di Torino è stato realizzato con successo un impianto pilota per la gassificazione dei rifiuti, trattasi di un “Pirolizzatore a letto fluido” il primo in Italia ad altissima temperatura. È una tecnologia brevettata, che recupera il 99,5% dei contenuti energetici del materiale conferito.

    Per rivitalizzare l’Italia e creare milioni di nuovi posti di lavoro, si deve investire nella formazione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, trasferendo a questi speciali lavoratori le più avanzate informazioni di rilevante valore politico, economico, scientifico ed ecologico.

    I prossimi cinquant’anni saranno decisivi per l’umanità dando lavoro a milioni di giovani senza speranza, perciò tutto il mondo s’aspetta che l’Italia detti tempi e progetti originali (come avveniva anni fa), con particolare attenzione al Continente africano che coltiva il germe della terza guerra mondiale.

    Nel Rapporto Censis 2016, tra le altre cose c’è scritto: “s’individua la macro causa del male italiano nella pericolosa faglia che si va instaurando tra mondo del potere politico e corpo sociale. È una ferita che ci rende quasi una “società dissociativa”, dove i due mondi sopra indicati vanno ognuno per conto proprio, con reciproci processi di rancorosa delegittimazione”; il rapporto procede con un giudizio critico sul Job Act. 

L’elevazione del sindacato.

    La storia e le vicende di questi anni dimostrano che, di fronte al disimpegno industriale, il territorio viene abbandonato. Nell’intervento che ha chiuso i lavori del seminario di Mestre su “Bonifiche, recupero urbano e territorio”, Emilio Miceli, segretario generale della Filctem Cgil, sostiene che esse sono un’opportunità per un nuovo sviluppo. “La questione su cui interrogarsi è se – continua il segretario generale della Filctem Cgil – a fronte dei grandi cambiamenti del modo di produrre e della rivoluzione energetica, l’Italia saprà riorientare l’orizzonte delle nostre aree industriali e saprà indirizzarle verso tecnologie virtuose e non inquinanti. Ovviamente, la precondizione è quella di rompere quegli interessi extra-legali che ruotano attorno ai grandi progetti di innovazione del nostro territorio”. Come non essere d’accordo con Miceli? Le Nuove Tecnologie energetiche possono cambiare le sorti economiche dell’Italia e, aggiungo, partendo dall’Ilva di Taranto. Il Sindacato non è più un’Istituzione di parte, ma deve partecipare attivamente allo sviluppo, specialmente per quanto concerne la sicurezza ambientale e del lavoro. Uno sforzo culturale in tal senso è condizione indispensabile. Il Sindacato può essere propositivo, presentando progetti integrati in tempo utile, prima che gli imprenditori decidano sempre per la riduzione dei posti di lavoro.

Scritto da Filippo Arpaia   
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