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"Non speculate sulla pelle dei ragazzi" Sulla scuola il monito di Avvenire
Venerdì 03 Settembre 2010 14:24

"La signora ministro - afferma il giornale dei vescovi - ha affrontato con gagliarda e dunque controversa volontà riformatrice sia l'Università che la scuola. Una partita personale e politica su cui sta scommettendo molto"

ROMA - Secondo il giornale dei vescovi Avvenire il ministro Maria Stella Gelmini ha affrontato la questione del precariato nelle università "con gagliardia", scommettendo molto sulla sua controversa volontà riformatrice.  Uscirà domani nel giornale dei vescovi un editoriale contenente un duro monito a chiunque lavori nel mondo della scuola, non ultimo il ministro dell'Istruzione.

"Nell'anno scolastico che sta per cominciare - si legge nell'editoriale - non si guardi ad altri interessi che non siano quelli dei ragazzi, non si sfrutti il loro nome per richieste e pretese, per quanto comprensibili. Non si faccia carriera sulla loro pelle. Il che vale per il ministro, e per ogni adulto che ha una funzione nella scuola". "La signora ministro - continua l'articolo - ha affrontato con gagliarda e, dunque, controversa volontà riformatrice sia l'Università che la scuola. Una partita personale e politica su cui sta scommettendo molto".

Partita sulla quale il giudizio dei vescovi rimane sospeso. "Nonostante gli sforzi e i molti problemi lasciati per strada - spiega l'editoriale - anche quest'anno il panorama dell'avvio del nuovo anno scolastico appare confuso e pieno di ombre". "Speriamo - auspica Avvenire - che prevalga in tutte le parti la buona volontà di salvaguardare l'essenziale e di evitare, anche e soprattutto là dove le condizioni non sono buone, che si esacerbi il tutto, ma si faccia in modo che i bambini e i ragazzi non patiscano maggiore disagio".

"In giro - osserva Avvenire - ci sono un sacco di furbastri che campano sulla e nella scuola e però dei ragazzi gliene interessa assai meno del giusto". Mentre "trattare male la scuola - avverte il giornale dei vescovi - è il reato più grave oggi in Italia", oltre che un peccato ignominioso. E chi lo fa meriterebbe di essere portato davanti ad un "plotone di esecuzione" di ragazzi armati di "pistole ad acqua, elastici, schioppi di legno o mitragliette con i suoni elettronici". Un plotone che, a guardare come vanno le cose "sarebbe schierato dalla mattina alla sera".

 

Scritto da La repubblica   
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