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Veline, Velone e la fame bulimica di ricchezza e potere
Domenica 05 Settembre 2010 14:15

Veline, Velone e la fame bulimica di ricchezza e potere

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Oltre quattro mesi dall’assunzione dell’interim del ministero dello Sviluppo Economico da parte del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Più di diciassette settimane dalle dimissioni di Claudio Scajola, l’ex titolare del dicastero dimessosi per una sbadataggine, non si era accorto che buona parte della somma relativa all’acquisto della sua abitazione gli era stata versata da Diego Anemone, l’imprenditore coinvolto nell’inchiesta sui lavori del G8 alla Maddalena. Oltre centoventi giorni governati dall’ottovolante dei mercati borsistici e dal timore di un double deep ossia di una nuova ricaduta dell’economia globale dopo i primi timidi segnali di ripresa. Il mondo politico tutto pacioso ed ignaro, anestetizzato dalla strabordante volgarità di discinte veline e dal disgustoso spettacolo di pelli rattrappite e seni cadenti quotidianamente offerto  da attempate velone, seguita a vivacchiare come se nulla o poco fosse. Non un moto di indignazione, non un cenno di dissenso, non un qualsiasi gesto che possa far tradire l’irritazione verso un’inaudita anomalia che sempre più passa per normalità. Silvio Berlusconi è nel contempo: presidente del consiglio, imprenditore e titolare del dicastero che dovrebbe non solo trainare e favorire la crescita economica delle imprese italiane ma anche disciplinarne lo sviluppo con un sistema normativo chiaro ed efficiente. Controllore e controllato fusi ancora una volta assieme in capo ad un'unica persona: Berlusconi. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insolitamente loquace qualche giorno fa a chi gli chiedeva conto al riguardo ha risposto: «Manca un ministro? Allora passo la voce» Ecco che qualcuno cominci per davvero iniziando da Gianfranco Fini sedicente e lungimirante uomo di destra, l’unico al momento a quanto pare in grado di condurre una qualche opposizione allo scellerato personalismo del premier, passano per Nichi Vendola e terminando con i sempiterni Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema, Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli. A chiederlo sono le migliaia di disoccupati che un lavoro non l’hanno più, i tanti che un occupazione non l’hanno mai avuta e i tantissimi giovani che un lavoro non l’hanno mai cercato perché tanto farlo è inutile. Permettere di rubare i sogni e la speranza di un futuro migliore in nome di una bulimica fame di ricchezza e potere; il peggiore delitto sociale che un politico possa commettere.

 

Cordialmente

Raffaele de Chiara

Scritto da Raffaele de Chiara   
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