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Espresso conferma: Schifani indagato per mafia
Venerdì 01 Ottobre 2010 09:05

La direzione dell’Espresso, "in merito all’indagine sul presidente del Senato, Renato Schifani, conferma l’esistenza di una inchiesta iscritta quest’anno nel registro generale notizie di reato della Procura della Repubblica di Palermo", per concorso esterno in associazione mafiosa. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dalla direzione del settimanale, che domani sarà in edicola con un’inchiesta. Si tratta - precisa il settimanale - di un "atto dovuto" dopo alcune dichiarazioni ai magistrati di Gaspare Spatuzza e del pentito Francesco Campanella. Il fascicolo che riguarda il presidente del Senato, sostiene sempre L’Espresso, e’ stato aperto pochi mesi fa e gli interrogatori in corso hanno come oggetto il suo passato di avvocato civilista, i suoi rapporti con gli uomini dei Graviano e il suo presunto ruolo di collegamento fra lo stragista di Brancaccio e Dell’Utri nel periodo che ha preceduto la nascita di Forza Italia. Secondo ledichiarazioni di Spatuzza, Schifani avrebbe incontrato in diverse occasioni, all’inizio degli anni ’90, il boss Filippo Graviano nel capannone dell’imprenditore Pippo Cosenza, che il presidente del Senato assisteva all’epoca nella sua qualita’ di avvocato civilista. Di questi presunti rapporti Spatuzza aveva gia’ parlato con i pm di Firenze; dichiarazioni depositate dalla procura generale nel processo d’appello in cui Marcello Dell’Utri e’ stato condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. "Il verbale con le dichiarazioni del guardaspalle dei Graviano trasmesso dai magistrati di Firenze e un esposto presentato da Campanella proprio nei confronti del presidente del Senato - scrive L’Espresso - hanno convinto i pm palermitani della necessita’ di esercitare l’obbligatorieta’ dell’azione penale. Gia’ in passato, ricorda il settimanale, Schifani era stato indagato nell’ambito di inchieste su appalti pilotati dalla mafia a Palermo, e la sua posizione erapoi stata archiviata. E anche in quel caso le principali accuse arrivavano da collaboratori di giustizia.

Scritto da Mario Arpaia   
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