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Cosa Nostra storia della mafia per immagini
Martedì 12 Ottobre 2010 14:18

 

 

Sono trascorsi quasi 150 anni da quando la parola 'mafia' è comparsa per la prima volta, nel 1863, in un testo scritto: si trattava di un’opera teatrale i cui protagonisti erano uomini dotati di un profondo senso morale, spietati nei confronti dei prepotenti ma pronti a soccorrere i bisognosi, un’ immagine che rimane a lungo e tenacemente radicata nell’immaginario collettivo.



"È sorprendente come l'identificazione del mafioso con l'uomo d'onore, sopra le leggi ma con leggi proprie, giusto con i deboli e spietato con i prepotenti - dice Carlo Lucarelli nella prefazione - abbia dovuto attendere Tommaso Buscetta - nel 1984 - per essere appena incrinata". "Solo grazie alla sua testimonianza si è cominciato a comprendere la struttura di Cosa Nostra, la gestione del potere, il ricorso alla violenza e agli omicidi". 

 

Firmato Massimo Picozzi, uno dei maggiori esperti italiani di criminologia, questo volume è la prima storia fotografica mai realizzata di Cosa Nostra. "L'impegno - dice 'autore - è stato quello di restituire fatti e protagonisti attraverso le immagini, accompagnandole con didascalie narrative che non prevalessero sugli scatti nel loro valore di documento, nella loro capacità di trasmettere emozioni".

Partendo dalle origini del fenomeno mafioso in Sicilia, racconto e immagini attraversano epoche e continenti diversi: la grande emigrazione negli Stati Uniti con la formazione delle prime famiglie mafiose e il Proibizionismo, gli eventi che hanno accomunato le due organizzazioni - Cosa Nostra siciliana e Cosa Nostra americana, nettamente separate ma in continuo dialogo - come la liberazione del territorio italiano durante la seconda guerra mondiale e più recentemente le operazioni internazionali denominate 'Pizza Connection', 'Old Bridge' e 'Paesan Blues',  i sanguinosi conflitti tra le cosche mafiose, il maxiprocesso italiano del 1986, la stagione delle stragi. Si susseguono nomi e ritratti di criminali entrati nella leggenda popolare, come Al Capone e Bugsy Siegel, o assurti all'onore delle cronache per la loro efferatezza, come Totò Riina e Bernardo Provenzano.

Accanto ad essi spiccano le figure di coloro che sono stati vittime della mafia, a testimonianza del costante impegno civile di magistrati, forze dell'ordine e privati cittadini. Come evidenzia Pietro Grasso nel suo contributo, "la cultura della legalità va oltre la semplice osservanza delle leggi e delle regole…è la forza dei deboli, delle vittime dei soprusi e delle violenze, dei ricatti del potere". "La mafia banalizza i valori legati alla dignità della persona, li irride, li calpesta, perché è sopraffazione, intimidazione, prevaricazione, collusione, corruzione, compromesso, complicità. È l'eclissi della legalità". 

E questo libro vuole essere soprattutto la storia di chi ha combattuto tenacemente contro Cosa Nostra al prezzo della propria vita - tra gli altri Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino, Rocco Chinnici -, di chi si è ribellato o ha rifiutato di piegarsi a soprusi e prepotenze - come Peppino Impastato e Roberto Parisi -, o di chi non ha voluto smettere di denunciare pubblicamente i crimini dei mafiosi, come Mario Francese. Parte dei proventi derivati dalla vendita di questo libro sarà devoluta all'Associazione Vittime del dovere" (www.vittimedeldovere.it)

L'AUTORE
Massimo Picozzi (Milano 1956), psichiatra e criminologo, insegna Criminologia presso l'Università Carlo Cattaneo di Castellanza, dove dirige il Centro di Ricerca sul Crimine. Consulente delle Forze dell'Ordine, si è occupato in qualità di perito dei più importanti fatti di cronaca degli ultimi dieci anni. È considerato il maggior esperto italiano di criminal profiling, e accanto a numerosi articoli scientifici, apparsi sulle riviste specializzate nazionali e internazionali, è autore di quattordici volumi, tra cui Giovani e Crimini Violenti, Pedofilia e Un oscuro bisogno di uccidere. In coppia con Carlo Lucarelli ha scritto cinque saggi, tutti pubblicati per Mondadori. Nel 2009 ha curato Scienze Forensi, il primo trattato italiano di criminalistica, con la collaborazione delle Forze dell’ordine, di numerosi docenti universitari, magistrati e avvocati. Collabora con riviste e periodici a diffusione nazionale e ha scritto e condotto diverse trasmissioni televisive di approfondimento.

Scritto da Massimo Picozzi   
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