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Da via Fatebenefratelli, la Questura di Milano , all'elezione di Dilma Rousseff in Brasile
Martedì 02 Novembre 2010 18:20

Dilma_Roussef

Dilma Roussef Presidente del Brasile

Via Fatebenefratelli la Questura di Milano, Valpreda, Pinelli,Calabresi, la Strage di Piazza Fontana, ricordate le bare in semicerchio nel Duomo di Milano. Sono passati quarant'anni, i capelli sono tutti bianchi ma le immagini di quella folle stagione sono una dietro l'altra, sono foto ancora nitide di corpi dilaniati, di divise forate, di volti dolorati. La Questura oggi è al centro di tutt'altra storia, è un'altra Italia, un paese illuso da false promesse, che ha creduto nelle favole abilmente raccontate, ha pensato che fosse possibile arricchirsi senza lavorare. Un paese che aveva iniziato a fare i conti con il passato, con coraggio, interesse e passione civile. Quattro anni fa ricordo come fosse oggi, la borsa piena di libri in spalla e un progetto, portare nelle scuole di Bari e di Foggia "la storia che a scuola non c'è", attraverso il raccontano dei familiari, lo Stragismo e il Terrorismo, da Piazza Fontana in poi. L'idea nacque dalla lettura tre libri, Il Silenzio degli innocenti di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, Guido Rossa mio padre di Fasanella e Sabina Rossa, Un uomo così di Agnese Moro. Tre libri che hanno in qualche modo cambiato la mia vita, portandomi a diretto contatto con i familiari delle vittime, e portando loro a raccontare nelle scuole ai giovani gli anni di piombo, la strage alla stazione di Bologna, Brescia e Piazza della Loggia, i Magistrati servitori dello Stato, i giornalisti coraggiosi, Walter Tobagi, il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro e della sua scorta, l'aereo dell' aviazione italiana precipitato in una scuola di Casalecchio di Reno, le vittime per Mafia e Camorra, Don Peppe Diana mentre si apprestava a celebrare messa. Ambrosoli come Falcone e Borsellino lasciati soli dallo Stato e uccisi perché colpevoli di essersi spinti troppo in la come il Generale Dalla Chiesa, anche lui lasciato solo dopo avergli promesso i pieni poteri. L'esperienza con Don Luigi Ciotti sulla legalità e le lezioni dell' ex magistrato Gherardo Colombo seduto sui gradini nell'aula Magna dell' Università di Bari, recentemente intestata ad Aldo Moro. Ricordo lo scetticismo e contemporaneamente l'interesse dei docenti alla tematica quale il terrorismo, la disponibilità della Direzione scolastica regionale. Fummo ricevuti dal Direttore Dott. Fiori e dalla Preside Positò, Presidente onorario dell' Associazione, ci incoraggiarono ad andare avanti.

Il bilancio ad oggi è senz'altro positivo, solo che l'Italia non è più la stessa, le Istituzioni che ci ricevettero e ci aiutarono anche economicamente, oggi sono sorde, non rispondono da tempo alle nostre richieste, non c'è più attenzione, quasi fastidio. Quattro anni fa non venti, tutti erano gentili e disponibili, oggi nessuno più risponde, e come trovarsi davanti un muro, oppure se ricevi una risposta è una promessa che difficilmente sarà mantenuta, un modo per toglierti davanti , è una risposta che molto probabilmente non avrà seguito, un modo per farti capire che non è più tempo, le storie che vorremmo continuare a far raccontare hanno perso di interesse,non emozionano più. Chiami i Comuni, le Province, le Regioni, le Università, scrivi, proponi, sono in pochissimi a rispondere, fanno finta di ascoltarti, i loro pensieri, i loro interessi sono da tutt'altra parte, eppure sono iniziative spesso a costo zero. Da tempo scriviamo al Rettore dell' Università di Bologna, desidereremmo che si gemellasse con l'Università degli studi di Bari, lettere, telefonate, promesse, assicurazioni, sono due anni, una iniziativa che non costa nulla, eppure... Abbiamo un progetto, ricordare le centinaia di persone scomparse nel naufragio del Piroscafo " Principessa Mafalda" un libro appena il libreria lo definisce il Titanic italiano. Abbiamo più volte scritto al Sindaco di Genova, dopo tanto insistere abbiamo ricevuto la risposta dall' Ufficio cerimoniale, la possibilità che venga intestata una strada o una piazza alla tragedia. La nostra grande soddisfazione essere riusciti a far approvare alla Camera dei Deputati la legge che istituisce la " Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo" ci siamo battuti con forza con il Comitato dei Sopravvissuti della tragedia del Vajont , determinante il contributo degli On. Rossa, Rubinato e Bressa.

E' realtà la Sezione di Memoria condivisa di Como, un gruppo di docenti ed un giornalista stretti intorno al ricordo della famiglia Mauri scomparsi nella strage della Stazione di Bologna, un Convegno li ricorderà il 28 p.v..

Siamo spaventati dal clima che si respira nel Paese, l'etica pubblica è a livello infimo, ci vorranno anni e anni per risalire la china, per ricreare nuovamente interesse nei valori e nei valorosi, in quelle persone che hanno dato la vita per difendere le Istituzioni, la Carta costituzionale, la democrazia. Siamo addolorati, il paese stava cambiando, avvertivamo forte nei giovani fame di sapere, di conoscere dalla voce dei protagonisti, dai testimoni chi è stato Battisti e perchè la dottrina Mitterand che assicurava impunità e asilo politico in Francia. Chi erano e quale il loro impegno, Alessandrini, Tobagi, Ambrosoli , Aldo Moro e tantissime altre personalità e le centinaia di vittime delle stragi di Stato e  del piombo delle Br .

Il Brasile ha appena eletta una donna Dilma, figlia della classe medio alta straniera che ha avuto successo, ha militato nel Colina, ( Comando de Libertacao Nacional ) e nel Var ( Armada Revolucionaria Palmares ), formazione della guerriglia contro la dittura degli anni sessanta. Prigioniera per tre lunghi anni ( 1970-72) fu anche torturata. Partecipò alla fondazione del Pat, quel "partito dei lavoratori" che, scelta la battaglia non violenta, è arrivata alla guida del paese con Lula.

In Italia il Ministro per le Pari Opportunità, una donna, Stefania Prestigiacomo dichiara: Nessuno si può permettere di dare lezioni di dignità. A questo governo non c'è alternativa.

Scritto da Mario Arpaia   
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