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Se questo è un premier
Domenica 07 Novembre 2010 10:08

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«Meglio amare le ragazze che essere gay» potrebbe costituire la boutade di un bulletto di provincia piuttosto che la battutaccia di un vecchiaccio assalito dal cruccio di non poter ripetere più le conquiste della passata giovinezza, ma non lo è. A pronunciare quelle parole è niente meno che il presidente del consiglio in persona Silvio Berlusconi.

Per alcuni è semplicemente una battuta, per altri una frase cinicamente studiata e pronunciata con maliziosa dovizia di pause e toni; in qualche modo si è già in campagna elettorale e al momento il suo avversario più temibile è il governatore della Puglia e leader di SEL Nichi Vendola, dichiaratamente omosessuale.

Per me invece è semplicemente un'affermazione su cui riflettere.

Meglio amare le ragazze che essere gay.

Abbiamo visto Berlusconi baciare la mano del pontefice e lasciarsi andare vizioso con dolci giovincelle appollaiate lascivie sulle sue gambe.

L'abbiamo osservato partecipare al forum della famiglia e mentre inneggiava la sacralità e l'inscindibilità della stessa in nome della comune fede cristiana e dei suoi valori, l'abbiamo ritrovato a detta della moglie da cui sta divorziando a «frequentare minorenni».

L'abbiamo ascoltato etichettare "coglioni" coloro che avessero votato alle elezioni a sinistra per poi dichiararsi il presidente di tutti.

Alla luce di tutto ciò, ed è solo una piccola parte delle "incongruenze" del personaggio, chiedo a tutti coloro che lo hanno votato e lo continuano ad amare ed elogiare: è questo un premier?

Lo chiedo a quelle mamme i cui figli sono omosessuali e con grande fatica cercano di fare accettare la propria condizione agli "altri" a chi stoltamente crede di essere "normale" e migliore solo perché ama un persona con un sesso diverso.

Lo chiedo a chi baciato dal dono della fede cattolica crede realmente nei suoi dogmi e nei suoi dettami e si vede suo malgrado costretto al rito blasfemo del baciamano da parte di un peccatore indefesso e fiero di esserlo.

Lo chiedo a quei genitori che con grandi sacrifici hanno messo su famiglia crescendo con non poche rinunce i propri figli e si ritrovano poi a parlare con il presidente mentre la propria bambina, ormai quasi adulta, inebriata da una fama promessa e ancora di là da venire, è tra le sue gambe pronta a soddisfare qualunque suo perverso desiderio.

Lo chiedo a quei intellettuali di destra che credono nella cultura del confronto e nella ricchezza della diversità e che si ritrovano a eleggere chi offende senza ritegno gli elettori di un partito a lui avverso, colpevoli semplicemente di non pensarla come lui.

Lo chiedo agli italiani tutti, è questo un premier degno di rappresentare l'Italia in Europa e nel mondo?

Cordialmente

Raffaele de Chiara

Scritto da Raffaele de Chiara   
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