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L'Italia peggiore
Domenica 12 Dicembre 2010 15:50

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Una ragazzina di tredici anni inghiottita dal nulla in un pomeriggio di fine autunno in uno sperduto e tranquillo paesino del nord.

Yara Gambirasio, questo il nome dell'adolescente di Brembate di Sopra in provincia di Bergamo, manca da casa da oltre quindici giorni, è uscita per andare in palestra e non ha fatto più ritorno.

Gli inquirenti, da subito iperattivi, brancolano nel buio fino a qualche giorno fa, quando approdano ad una prima svolta: coinvolto nella scomparsa della ragazzina sarebbe un marocchino.

Troppi gli elementi a suo carico che non quadrano.

Il giovane straniero, fermato su una nave diretta in Marocco salpata qualche giorno dopo la scomparsa, lavorava nello stesso cantiere dove, secondo l'olfatto dei cani, Yara avrebbe fatto tappa prima di sparire.

Ancora, diverse le intercettazioni telefoniche dove il ragazzo chiedeva alla propria fidanzata di distruggere una scheda del telefonino e invocava il suo Dio Allah.

Per taluni tanto basta per condannarlo come colpevole assieme a tutti i suoi connazionali; non per gli investigatori però, che sebbene sulle prime sospettino fortemente di lui, in seguito lo scagioneranno pienamente.

Tutto frutto di coincidenze e di errate traduzioni dall'arabo (sic); il destino di una persona e di un popolo a volte è nella mani di un interprete.

L'Italia è un Paese inquisitorio e razzista?

E' un'affermazione questa cui non ho mai voluto dar credito; la patria del garantismo giuridico e la culla della cultura cattolica come incubatrici di rozzezza e intolleranza, una scelleratezza dell'intelletto prima ancora che una contraddizione in termini, questo è ciò che credevo fino a qualche tempo fa.

"Chi non ha una casa e un lavoro, già in difficoltà per la diversità di usi e costumi, è più facile che delinqui." E' il manifesto della Lega Nord, tanto vituperata dai valori della sinistra quanto guardata con rispetto e attenzione dagli uomini che militano nei partiti progressisti.

"L'assistenza sanitaria non può essere per tutti, le risorse sono limitate e il discrimine non può che essere la cittadinanza. Il diritto ad essere curati spetta innanzitutto agli italiani poi a tutti gli altri".

Altro principio della Lega ugualmente aborrito dalla cultura di sinistra ma rispettato e in parte condiviso dagli uomini che in quegli ideali dicono di riconoscersi.

"L'imputato non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva" art. 26 secondo comma della Costituzione Italiana.

"La responsabilità penale è personale" (sic) art. 27 primo comma della suddetta.

Il diritto all'esistenza come valore intrinseco dell'essere umano, da tutelare e rispettare a prescindere da qualsiasi altro fattore.

Sono questi i valori che segnano il discrimine tra la civiltà e la barbarie.

Sono questi gli ideali in cui da sempre mi riconosco come uomo prima ancora che come giurista.

Sono queste le "utopie" di un giovane evidentemente già vecchio che lungi dall'appartenere a questa o quella patria si sente solo un cittadino del mondo sempre più convinto che il male non è mai di un popolo ma solo dei singoli.

Cordialmente

Scritto da Raffaele de Chiara   
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