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Milano, la Moratti e Podestà contestati in piazza Fontana
Lunedì 13 Dicembre 2010 07:40

CONTESTAZIONE_

Milano, la Moratti e Podestà

contestati in piazza Fontana

Urla e fischi contro il sindaco e il presidente della Provincia alla cerimonia per la commemorazione

delle vittime della strage. La protesta è proseguita anche mentre veniva suonato il Silenzio

di TIZIANA DE GIORGIO e SANDRO DE RICCARDIS

Milano, la Moratti e Podestà contestati in piazza Fontana

Prima del minuto di silenzio, c'è stato quello, più lungo, dei fischi, dei "vergogna, vergogna" all'arrivo del sindaco Letizia Moratti, del "fascista, non ti vogliamo, vattene" urlato a ripetizione dai megafoni al presidente della Provincia, Guido Podestà. Una protesta accesa ma senza scontri, che ha avuto inizio dal momento in cui le due cariche politiche si sono presentate alla cerimonia per la celebrazione del 41esimo anniversario della strage di piazza Fontana e hanno depositato due corone ai piedi della banca dove è avvenuta l'esplosione. A respingerli con "buuu" e urla, una cinquantina di giovani dei centri sociali, che hanno appeso lo striscione, fra gli alberi della piazza, "41 anni di segreti di stato e 16 anni di Berlusconi. Non restiamo a guardare".

La contestazione in piazza Le urla e i fischi http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/12/11/foto/milano_il_corteo_per_piazza_fontana-10084986/1/

 

"Vedo che sono molto giovani - ha detto a caldo Podestà - Evidentemente non hanno ancora avuto modo di approfondire il tema del terrorismo partito proprio da quella carneficina". Moratti, invece, ha preferito andarsene senza commentare le contestazioni, tenuta stretta dalla scorta, al termine della cerimonia. La protesta degli studenti, arrampicati anche sulla tettoia della fermata del tram, si è resa però subito silenziosa nel momento in cui hanno preso la parola i parenti delle vittime di quel 12 dicembre 1969, scandendo i nomi delle persone scomparse quel giorno. "La cerimonia non deve essere terreno di scontro" ha detto Carlo Arnoldi, presidente dell'Associazione familiari vittime di piazza Fontana. All'elenco è stato aggiunto il nome di Giuseppe Pinelli, sulla cui targa commemorativa sono stati deposti fiori. "Solo l'ultima delle vittime ma non la meno importante", ha detto ancora Arnoldi.

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Poi, una richiesta: "La pubblicazione e l'accesso a tutti i documenti delle varie inchieste ancora coperti da segreto". Subito dopo, il ricordo di quegli anni di sangue e tensioni, partite da piazza Fontana e continuate a piazza della Loggia, a Brescia: "La giustizia non ha potuto o voluto una verità - ha continuato Arnoldi - Tutti gli imputati sono stati assolti. Non abbiamo una verità giudiziaria, ci resta solo quella storica".

Sull'esigenza di verità anche le parole del presidente del Senato, Renato Schifani. "La violenza eversiva costituisce sempre una minaccia per lo Stato e ne mortifica la dignità - ha detto - Ricercare la verità resta un preciso dovere da compiere con onestà intellettuale con tenacia, senza pregiudizi". Nella piazza sono arrivate anche le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha manifestato attraverso il prefetto la propria solidarietà a Carlo Smuraglia, presidente dell'Anpi cittadino e ai familiari delle vittime di piazza Fontana. "Un attentato - sono le parole del Presidente - che ha profondamente segnato la storia di Milano e dell'intero Paese".

Presente n piazza anche Manfredi Palmeri, presidente del consiglio comunale, che ha chiesto di "ricordare dopo le vittime della strage, non solo Giuseppe Pinelli ma anche Luigi Calabresi. Un difficile percorso ha portato a poter pronunciare quei nomi insieme negli ultimi anni. Bisogna continuare nella costruzione della memoria condivisa".

http://static.repubblica.it/milano/autunnocaldo/?ref=HREC1-4

Scritto da Quotidiano La Repubblica   
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