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L'Italia e le sue Narrazioni
Lunedì 13 Dicembre 2010 14:17

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IMPROVVISAMENTE L'INVERNO SCORSO

Regia: Gustav Hofer, Luca Ragazzi

Anno di produzione: 2007

Durata: 80'

Paese: Italia

Produzione: Hiq Productions

Il film racconta la storia di Luca e Gustav, una coppia che sta insieme da otto anni, e di quello che gli è successo improvvisamente l'inverno scorso, quando un'ondata inaspettata di omofobia ha sconvolto la loro quotidianità.

A Febbraio, dopo mesi di discussioni, il governo Prodi – come da programma - ha presentato una proposta di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali. e da lì è partita un'offensiva mediatica e politica di proporzioni inaspettate.

Il paese si è così diviso tra chi era a favore dei Di.Co. (il nome del disegno di legge) e chi gli sparava contro. Dai pulpiti delle chiese e dai salotti televisivi, si è arrivati a livelli parossistici di intolleranza.

Gustav ha cercato di convincere Luca a realizzare un documentario sull'argomento sentendo l'opinione della gente comune, delle associazioni religiose, dei politici di destra e di sinistra (tra gli altri Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Barbara Pollastrini, Franco Grillini, Cesare Salvi, etc...) in occasione di manifestazioni e contromanifestazioni varie, e contemporaneamente per mesi e mesi hanno seguito la discussione generale al Senato. Con un disagio crescente nei due protagonisti, il film registra, non senza ironia, mesi di polemiche sterili, strumentali e attacchi gratuiti.

Quello che ne viene fuori è un quadro poco edificante, e alquanto contraddittorio, del Belpaese.

NICHI

Regia: Gianluca Arcopinto

Anno di produzione: 2005

Durata: 50'

Paese: Italia

Produzione: La Fabbrichetta

Nichi, un film diretto e prodotto da Gianluca Arcopinto, da un'idea di Alessandro Contessa. La vittoria nelle primarie aveva acceso i fari su un uomo capace di parlare al cuore della gente, Nichi è dunque il ritratto del vincitore delle regionali, ma anche, nelle parole del regista: "un atto d'amore nei confronti di un uomo. Di un'idea. Di un partito che non c'è più. È un modo di ricordare Enrico Berlinguer. È lo stupore di scoprirsi a rileggere Le Ceneri di Gramsci. È l'emozione che nasce dalla rabbia. È la sfida impossibile. È la parola che genera il sogno. È la paura. È comunismo. Cattolicesimo. Poesia. Lotta. Fabbrica. Famiglia".

IL FARE POLITICA

Regia: Hugues Le Paige

Anno di produzione: 2005

Durata: 86'

Paese: Belgio/Francia

Produzione: Lapsus, Arte Cinema, Dérives, RTBF

Hugues Le Paige, regista, produttore e attivista politico belga, arriva in Toscana nel 1982 per girare un reportage sul "caso Pci e sul suo successo". Là incontra Fabiana, Carlo, Claudio, Vincenzo. Un'impiegata, un operaio, un vigile, un artigiano. Età tra i 27 e i 44 anni. Comunisti, duri e puri. Come la loro fede di poter cambiare il mondo. Nel giugno del 1984 Le Paige con la sua cinepresa segue i funerali di Berlinguer attraverso lo sguardo di quei quattro militanti. Le Paige seguirà i quattro protagonisti per oltre 20 anni, fino al 2004, filmando l'evoluzione delle loro vite e del loro coinvolgimento nella politica.

LATINA/LITTORIA

Regia: Gianfranco Pannone

Anno di produzione: 2001

Durata: 74'

Paese: Italia/Francia

Produzione: Fandango, Tele +, Les Films D'Ici, Hysteria Film

Littoria era la città modello di Mussolini, costruita dove non c'era nulla nel 1932, 100 chilometri a sud di Roma sulle ampie paludi che il Duce aveva bonificato.

Quando il fascismo crollò alla fine della guerra, Littoria prese il nome di Latina: l'Italia si vergognava di questa città, tutta bianca e squadrata, nata per esaltare le glorie del fascismo, che Mussolini era orgoglioso di far immortalare alle troupe del cinematografo.

Poi vennero quarant'anni di Democrazia Cristiana. Mentre in molte case della borghesia "buona" le statue del Duce rimanevano al loro posto, la città esplodeva: nascevano industrie e la popolazione cresceva fino a 100.000 abitanti. Negli anni '80 arrivava la crisi per tutte le città industriali: disoccupazione, povertà, crisi d'identità. Quando nel 1992 il 70% della popolazione di Latina votò per Aimone finestra, un sindaco che si definisce "francamente fascista", un combattente entusiasta che non si arrese mai neanche nei gli ultimi giorni della Repubblica di Salò. La vittoria di Finestra rappresentò per Littoria-Latina una ribellione contro una specie di disgrazia storica, come se la città dimenticata andasse in cerca del passato della sua identità nel passato: a quegli anni favolosi del fascismo e della gioventù.

Gianfranco Pannone torna a Latina, dove è cresciuto, per indagare sulle origini di questa sorprendente "ribellione", osservando di nuovo questa strana città e seguendo alcuni personaggi rappresentativi: il sindaco ovviamente, ma anche uno scrittore-operaio, un prete che opera in una parrocchia che si trova nella difficile periferia della città, un libraio frustrato da una città ignorante, un consigliere comunale comunista.

Come se attraverso degli appunti di viaggio, scarni e incisivi, si potessero ricercare qualche risposta nella memoria e nel presente.

ARMANDO E LA POLITICA

Regia: Chiara Malta

Anno di produzione: 2008

Durata: 73'

Paese: Italia/Francia

Produzione: Vivo Film, Sacrebleu Productions, ZDF; in collaborazione con Arte Cinema

Armando e la politica è il personalissimo viaggio attraverso l'ultimo decennio della politica italiana di una giovane regista italiana emigrata in Francia; Chiara Malta, protagonista del film, mette in scena una sorta di spy-story alla ricerca della vera identità di suo padre Armando che, socialista e vicino al sindacato per una vita, dopo la rivoluzione di tangentopoli e della politica dei primi anni Novanta, si è inaspettatamente avvicinato per due anni a Berlusconi e al centrodestra. Adesso Armando nega nel modo più assoluto, ma Chiara non ci sta e indaga, con tutti i mezzi che il cinema le mette a disposizione, per scoprire quale sia la verità. Così attraverso i tanti linguaggi di questo insolito film, che fonde l'animazione e i materiali privati girati in Super8, alle riprese in 16mm e in digitale, la domanda si trasforma e si allarga, fino ad sondare il labile confine tra vero e falso nella politica, nelle sue categorie, nel cinema, nella vita.

L'ITALIA DEL NOSTRO SCONTENTO

Regia: Elisa Fuksas, Lucrezia Le Moli, Francesca Muci

Anno di produzione: 2009

Durata: 85'

Paese: Italia

Produzione: Faro Film, Rai Cinema

L'Italia del Nostro Scontento è suddiviso in tre capitoli.

La sezione dedicata all' "Ambiente" è affrontata da Elisa Fuksas.

Si tratta di un viaggio attraverso il nostro paese: la gente che lo abita, le sue storie e le sue opere, tutto questo per raccontare come negli ultimi cinquant'anni l'Italia si sia trasformata.

Come il costume sociale, l'incremento demografico, lo sviluppo industriale, l'abitudine all'abusivismo, i piani edilizi scellerati, che oggi potrebbero drammaticamente trovare nuovo vigore nelle ultime proposte del governo, abbiano inciso sull'ambiente fisico dell'Italia e di conseguenza, sulla sua gente. Che l'ambiente influenzi l'uomo e le sue azioni è teoria largamente diffusa e condivisa in sociologia e letteratura.

Il capitolo "Giovani" affrontato da Francesca Muci, ci portera' in giro per l'Italia, alla scoperta dei profili più disparati, con lo scopo di scattare una fotografia che colga lo spirito del tempo.

Giovani per sempre e adulti prematuri, stretti tra mode, paure e mercato.

Il viaggio nell'Italia sarà complementare al viaggio "nelle" persone. Proveremo a vedere l'Italia attraverso gli occhi dei suoi giovani inquilini, con il supporto delle domande che volta per volta verranno poste, nella speranza di creare un dibattito aperto.

In questo modo forse riusciremo a conoscere meglio il nostro Paese attraverso le parole, i gesti e gli sguardi di chi lo vive quotidianamente. Con gioia e dolore, con fatica e passione, con leggerezza e rabbia e con stupidità e seria voglia di cambiare.

Il capitolo "Politica" de "L'Italia del Nostro Scontento" infine, che vede alla regia Lucrezia Le Moli, vuole fare il punto su alcune realtà e contraddizioni del nostro tempo, intervistando e confrontandosi con persone qualunque ma appassionate, e poi con rappresentanti della cosiddetta "società civile". Gente comune e professionisti, studiosi e studenti, lavoratori e disoccupati chiamati a rispondere ad una serie di domande per capire di cosa parliamo quando parliamo di politica.

Scritto da aamod   
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