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ILVA E NON SOLO:UNA LUNGA SCIA DI MORTI -nesletter
Venerdì 17 Agosto 2012 06:52
ILVA E NON SOLO:UNA LUNGA SCIA DI MORTI -nesletter
Giovedì 16 Agosto 2012 14:49

ilva

L'ILVA di Taranto

La storia dell'ILVA di Taranto e dell' inquinamento ambientale è una tragedia che si trascina da tantissimi anni, basta recarsi a Taranto e constatare sui muri, sui cancelli, ovunque la polvere rossa dell'acciaio. Immaginate la popolazione quanta polvere ha respirato. Taranto era nota per il Ponte girevole, per la produzione di cozze, erano speciali, grandi e veramente saporite, l'inquinamento le ha distrutte, sparite da anni dal mercato. Ci siamo battuti con un gruppo di parlamentari per ottenere la legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali ed industriali causate dall' incuria dell' uomo, ci siamo riusciti. Quest'anno per la prima volta celebreremo la Giornata a Stava il 9 di ottobre, grazie all'impegno e alla sensibilità della Fondazione Stava 1985 Onlus, ricorderemo nell' occasione la tragedia del Cermis distante pochi chilometri. L'Italia è un Paese in perenne emergenza a causa di una cultura che non ha mai messo la difesa dell' ambiente tra le priorità, il prezzo che stiamo pagando in termini di vite umane spezzate, travolte, è enorme. Pensate alla tragedia dell' amianto con l'Eternit, il contagio provoca il mesotelioma, un tumore che colpisce la pleura e provoca una morte straziante per soffocazione. La denuncia della lentezza delle bonifiche in tutta Italia causa di numerosi decessi fino al 2060.

Cimitero_Stava

Il cimitero di Stava

Sui lavoratori dell'Eternit di Bagnoli un'indagine epidemiologica non s'era mai fatta. L'ha voluta la Procura della Repubblica per questo processo. I dati sono significativi: rispetto ai 2336 uomini e donne che dal 1939 alla chiusura hanno lavorato nello stabilimento napoletano della multinazionale dell'amianto i morti sono stati 900 e di questi ultimi il 35.22% è stato colpito da tumori professionali legati all'esposizione all'asbesto. Ai 317 ex dipendenti Eternit deceduti «per cause di lavoro» vanno aggiunti 151 tuttora ammalati. «Si tratta di una forte concentrazione» commentano gli autori della ricerca, Massimo Menegozzo, docente universitario a Napoli, e Pietro Comba, dirigente dell'Istituto Superiore di Sanità.

Cimitero_Longarone

Il cimitero di Fortogna a Longarone

Per Guariniello e il pm Gianfranco Colace che lo affianca, è l'ennesima conferma dell'accusa di disastro doloso ai vertici dell'Eternit. Anche se, in cifre percentuali, l'ha rilevato lo stesso Comba, si trovano altrove le aree più colpite in Italia dalle concentrazioni di decessi rispetto ai casi di morte «attesi» nella popolazione generale: nell'ordine sono Casale Monferrato sede di stabilimento Eternit, il primo e il più grosso), Sant'Olcese, La Spezia, Broni, Deiva Marina (ancora in Liguria) e Collegno, in provincia di Torino, La Fibronit di Bari. «C'è coerenza in tutto ciò» spiegherà più tardi il professor Benedetto Terracini, il maggior esperto italiano di epidemiologia dei tumori professionali e consulente in questo processo per la parte civile Regione Piemonte. «L'amianto è nel nostro ambiente da 120 anni. In un primo periodo le fibre colpivano i lavoratori delle cave di asbesto e della produzione di cemento-amianto. Più recentemente, gli operai della cantieristica navale (La Spezia, Deiva, paese di mare vicino al cantiere di Riva Trigoso, ndr.) e ora quelli impegnati nella manutenzione delle tubazioni per fluidi caldi nella chimica e chi ne subisce l'inquinamento ambientale senza aver mai trattato per lavoro l'amianto».

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Abbiamo visitato i cimiteri di Longarone e Stava. Due tragedie che potevano facilmente essere evitate, invece gli uomini addetti alla sicurezza non hanno tenuto in nessun conto le leggi sulla sicurezza, non hanno vigilato, il profitto è prevalso sulla sicurezza di intere comunità. Siamo stati in val di Fiemme, siamo passati perla funivia del Cermis, ci siamo fermati ed abbiamo alzato gli occhi al cielo. Nel 1998 l'aviazione degli Stati Uniti (come già molte volte in passato) uccideva oltre venti persone, fra uomini, donne e bambini, senza che poi i colpevoli ne subissero le conseguenze. Questo non fu un "incidente" e i colpevoli furono rintracciati "solo" perché vi furono così tanti testimoni e prove drammaticamente inequivocabili dell' accaduto che l' USA AirForce non potè occultare...

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I resti della tragedia del Cermis

Mario Arpaia

Scritto da Mario Arpaia   
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