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Missione

"THE GLOBAL MOVEMENT FOR THE CULTURE OF PEACE"

This website is dedicated to serving the global movement for a culture of peace in accordance with the guidelines outlined in the UN Declaration and Programme of Action on a Culture of Peace. It is to aspire to provide a creative, inspiring and mutually supportive meeting place for groups and individuals, where we can learn how to work together for the creation of a fairer, healthier, more peaceful global environment in which every human being and all life forms, can live, evolve and prosper.

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"Siamo una rete globale di organizzazioni costituita da persone che hanno perso i propri cari a causa di guerre, armi nucleari, terrorismo, genocidio, criminalità organizzata e violenza politica o che sono stati personalmente colpite.

Lavoriamo Insieme per spezzare il cerchio della violenza e della vendetta e siamo impegnati ad onorare le memorie delle vittime e della dignità dei sopravvissuti."

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Sviluppando e difendendo opzioni ed azioni non violente nella ricerca della giustizia, speriamo di spezzare il ciclo della violenza generata dalla guerra e dal terrorismo. Riconoscendo la nostra esperienza comune con le persone che nel mondo sono state colpite dalla violenza, operiamo per creare un mondo più sicuro e più pacifico per tutti.


L'Associazione "Memoria Condivisa" nasce nel 2007 da un "sogno" che ha le sue radici nell'attenta analisi della realtà, per cui persone appartenenti al mondo della scuola, familiari delle vittime, cittadini, hanno unito le loro energie, mossi dall'unico desiderio di promuovere la partecipazione attiva alla vita della nostra nazione, la condivisione di scelte etiche per la realizzazione di una società giusta,.

Questi mirano, attraverso il ricordo di "uomini coraggiosi e onesti", vittime di stragi e di azioni terroristiche; la conoscenza del lavoro compiuto dalle istituzioni; la sperimentazione di modelli di comportamento rispettosi delle regole, a far emergere in ognuno e principalmente nei giovani (nostro futuro) quei valori che sono alla base del vivere comune per promuovere cittadini responsabili e consapevoli della necessità di realizzare la giusta dimensione sociale della propria esistenza.

Con tale prospettiva, l'Associazione, attraverso i suoi soci, da anni promuove quell'educazione strettamente legata al vivere, all'azione di ogni giorno, dimensione nella quale vanno inquadrate e rese significative le esperienze culturali dei giovani.

I valori etico-politici presenti nella Carta Costituzionale non devono essere assunti come entità metafisiche, ma come la risultante del processo civile del nostro paese, così come tanti uomini hanno dimostrato con la loro vita, impegnati nell'affrontare e nel risolvere problemi comuni.

Papa Giovanni Paolo II, oggi Beato, il 10 novembre 1990, durante la Santa Messa nel seminario maggiore di Napoli, affermava con parole profetiche:

"Non c'è chi non veda l'urgenza di un grande recupero di moralità personale e sociale, di legalità. Sì, urge un recupero di legalità!".

Nello scenario attuale, appaiono, invece, sempre più legittimi, atteggiamenti di condivisione e di accettazione di comportamenti illegali, espressione chiara dell'individualismo, dell' indifferenza verso l'altro in vista della realizzazione dei propri interessi.

Il "sogno" dell'associazione è ricostruire e ripensare lo Stato sociale recuperando e ridefinendo valori ormai perduti. 

IL VALORE:

della vita, della persona, della libertà, in cui ogni uomo impara a "farsi libero" nella percezione e nel rispetto della libertà dell'altro;

dell'amore, intimamente coniugato con l'esigenza della giustizia;

della famiglia, come luogo dove si promuovono l' "essere in relazione";

della solidarietà, vissuto come impegno per il bene comune;

della responsabilità, come osservanza delle leggi, come tutela e conservazione del beni pubblici in collaborazione con le istituzioni.

L'eclissi della legalità, il diffondersi di pratiche illecite, il dimenticare chi ha agito per il bene comune e ha accettato il rischio di perdere la vita sono le estreme conseguenze della perdita dei valori.

Davigo P. in "Appunti di cultura e politica" affermava: "In questo Paese si continua a confondere la malattia con i suoi sintomi, si pensa di poter curare la febbre buttando via il termometro".

L'Associazione ha aderito al P.O.N. dell'Istituto "Giannone", "Partecipare per crescere", nella certezza che educare alla legalità significa promuovere la cultura e l'applicazione dell'agire per il bene comune, affidare e conservare alle istituzioni una funzione propugnatrice e regolatrice.

Nell'attività compiuta in sinergia con le docenti dell'Istituto, priorità è stata data alla scelta di rendere i giovani allievi, coinvolti nel progetto, protagonisti del percorso loro offerto.

Le esperienze compiute hanno portato loro a relazionarsi al territorio inteso come "sistema di vita", come "spazio vissuto" dagli individui, uniti tra loro da rapporti sociali finalizzati alla realizzazione del bene comune.

L'azione maieutica realizzata ha indotto i nostri giovani a riflettere, a costruirsi l'abito di cittadini responsabili e desiderosi di "contagiare" con il loro agire tutti coloro che incontrano sulla loro strada.

Insieme, così, abbiamo riscoperto le "certezze" su cui fondare la dinamica sociale.

Il nostro "sogno" in questo percorso realizzato ha assunto l'aspetto della realtà, ha dimostrato che, unendo le forze, possono trionfare le ragioni dell'amore nella costruzione di una società che "vuole"diventare una comunità di pace.

Prof.ssa Teresa Natale

(ricercatrice universitaria)


RIFLESSIONI

Le riflessioni che sono state raccolte hanno lo scopo non soltanto di evidenziare il lavoro svolto, ma quello di “contagiare” chi, pur interessandosi dell’educativo, non crede in esso. Anche se mutano tempi e situazioni, ognuno nell’esperire il lavorare insieme, il sentirsi soggetto e oggetto di lavoro non può che beneficiare pienamente di questa sinergia.

Comunicare qualcosa di reale e mettere in moto processi di riflessione o di confronto determina il prendere coscienza della propria “personale ignoranza” e il sentire la necessità di impossessarsi di strumenti conoscitivi sempre più perfetti, per tendere a nuove conquiste, per impegnarsi a percorrere la strada giusta che porta alla convivenza pacifica.

Nell’attività svolta si è curato in modo particolare il “come della comunicazione”, facendo appello alla agilità di un modo di comunicare che si fonda sul coinvolgimento esistenziale delle persone via via incontrate. Ognuno ha utilizzato la modalità “in prima persona” per trasmettere esperienze irripetibili, scelte etiche e rischiose, tanto da richiamarci il “divampando accende” di platonica memoria.

Per conservare l’autenticità del “lavorare insieme”, si è qui trascritto la riflessione di ogni singolo corsista che ci riporta al vissuto individuale e all’evento che ha mosso la riflessione, per consegnarla poi al lettore.