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A QUARANT'ANNI DALL'ESECUZIONE DI ALDO MORO E DELLA SUA SCORTA
Martedì 13 Marzo 2018 09:50

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Noi non vogliamo essere gli uomini del passato, ma quelli dell’avvenire. Il domani non appartiene ai conservatori ed ai tiranni; è degli innovatori attenti, seri, senza retorica. E quel domani nella civile società appartiene, anche a questo, largamente, alla forza rivoluzionaria e salvatrice del cristianesimo. Lasciamo dunque che i morti seppelliscano i morti. Noi siamo diversi, noi vogliamo essere diversi dagli stanchi e rari sostenitori di un mondo ormai superato.

                                                                 Aldo Moro

                                            Quarant'anni fa le Brigate Rosse hanno voluto interrompere l'attività di mio padre, così come hanno fatto con

troppe altre persone, tutte seriamente impegnate a migliorare la nostra vita sociale. Lo hanno portato via con loro il 16 marzo 1978, dopo averlo ucciso a freddo , in un assurdo delirio di pallottole e di sangue, i cinque uomini della sua scorta, a noi cari, erano con lui quel giorno.: Oreste Leonardi ( Che ha scattato la fotografia che compare in alto ) Domenico Ricci, raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi. Lo hanno tenuto prigioniero per quasi due mesi per poi assassinarlo il 9 di maggio dello stesso anno. Aveva solo sessantuno anni e avrebbe potuto fare ancora tante cose per il suo Paese e per noi. Molte circostanze del suo rapimento e della sua morte sono ancora da chiarire. Il governo di allora fu decisamente tiepido. Nulla di serio fu fatto per salvarlo. Fu schernito e disprezzato e, in sostanza abbandonato.  

                                                                             Agnese Moro

 

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La dedica di Agnese Moro sul libro: Un uomo così

Scritto da Mario Arpaia   
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