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IL MONDO CHE VOGLIAMO
Sabato 02 Marzo 2019 15:37

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Un fiume di persone colorato e allegro. Una partecipazione straordinaria. Poco dopo la partenza del corteo antirazzista di Milano, c'è già un numero: "Siamo 200mila", dice Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali in prima linea nell'organizzazione. La coda della marcia non fa in tempo a muoversi per l'inizio della manifestazione che la testa è già in Duomo, a un paio di chilometri di distanza: la piazza è subito piena e la folla canta "Bella ciao". Tanti, tanti bambini. E un dragone cinese, in rappresentanza della numerosa comunità cinese. Felice il sindaco Beppe Sala, che vede nella giornata un segnale di un prima e un dopo: "E' un momento di grande cambiamento per il Paese, è questa la nostra visione dell'Italia. Uno spartiacque per la società. Uno spartiacque tra apertura e chiusura, tra qualche sogno autarchico, che si manifesta nell'idea di trasmettere solo canzoni italiane alla radio, e una visione internazionale".

La manifestazione

Partita alle 14 in via Palestro angolo corso Venezia per arrivare in Duomo, è subito un successo (anche oltre le aspettative) la lunghissima passeggiata nel centro della città, accompagnata dalla musica, dai colori, dai balli e dalle speranze di decine di migliaia di persone. Più che una manifestazione tradizionale, quello di oggi è un grande evento con un afro street party finale in piazza Duomo del dj italo nigeriano Simon Samaki Osagie, l’inventore dell’ultima moda britannica in fatto di flash mob musicali a tema politico, venuto appositamente da Londra. "People-prima le persone", contro tutte le discriminazioni, vuole infatti sfidare il governo sui diritti, sul rispetto, perché - per usare sempre le parole di Sala: "Un'altra visione del mondo è possibile". L'idea è stata lanciata in autunno da sei sigle del terzo settore (Insieme Senza Muri, Anpi, Acli, Sentinelli, Mamme per la pelle e Action Aid).

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Le adesioni

Pullman e delegazioni da tutta Italia e numeri da record, 1.200 fra enti e associazioni presenti con striscioni loro, 40mila adesioni solo su Facebook, 700 Comuni aderenti, 20 presenti in piazza anche con il gonfalone e gli assessori, fra questi quello di Riace. Tanti i politici, leader nazionali e segretari generali di sigle come Cgil, Cisl, Uil, Arci, Emergency, Amnesty International, Medici senza frontiere. Tutti uniti in nome della tolleranza e del rispetto dei diritti delle persone e delle minoranze, in un ventaglio larghissimo che va dai migranti all’universo Lgbt, dai disabili alle donne. 

Cronaca

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In strada 200mila persone

Obiettivo dichiarato era quello di uguagliare quel traguardo del 20 maggio del 2017 che portò in piazza sempre a Milano 100mila persone e di superare i 50mila arrivati in piazza del Popolo a Roma per il raduno #primaglitaliani del leader leghista Matteo Salvini. Ma la risposta di Milano anche stavolta c'è stata: "Siamo 200mila! - twitta Majorino a un'ora dalla partenza - corteo allegro, festoso e tranquillo, di tutti i colori". Nessun comizio finale e discorsi paludati, tutto si conclude al tramonto, al suono dell’inno "People have the power" di Patty Smith. E il potere di Milano, ancora una volta, è stato quello di portare in strada la voce di chi chiede un altro approccio alle tematiche dell'immigrazione, delle famiglie arcobaleno, della società che cambia "restando umana".

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"Da questa piazza va ricostruita la sinistra"

"Abbiamo bisogno delle persone e di tornare alle persone": dice Nicola Zingaretti, candidato alle primarie del Pd, al corteo con lo sfidante Maurizio Martina, che su Twitter scrive: "Oggi e domani. Per la primavera democratica #primalepersone", postando un'immagine dei due insieme. "Da qui, da manifestazioni come questa, va anche ricostruita la sinistra. Questo governo non garantisce lavoro, sviluppo e benessere ma distribuisce tanto odio, rancore e divisione. L'Italia non può essere questo", spiega Zingaretti. "Non è una piazza per mandare un messaggio Salvini - sottolinea il segretario generale della Cgil Maurizio Landini - ma al paese che chiede di partecipare e di cambiare le politiche economiche. Questo è un governo che fa politiche sbagliate e non sta combattendo le disuguaglianze. Questa piazza va oltre la sinistra, chiede l'unità sociale per riconoscere il lavoro come fondamento del Paese". "Qui invece c'è vita, speranza e voglia di andare avanti", le parole di Laura Boldrini, ex presidente della Camera.

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Il mondo della politica

Tanti i volti della politica che non sono voluti mancare all'appuntamento e sfilano nel lungo serpentone accompagnato da una decina di carri musicali, fra cui quello dedicato alla legge Pillon e all’omofobia (dei Sentinelli) e quello a forma di barcone di volontari e sostenitori delle ong Mediterranea, Open Arms e Sea Watch. In corteo la giunta e i consiglieri comunali, l’ex sindaco Giuliano Pisapia, Pier Luigi Bersani, i presidenti di Toscana e Lazio, Enrico Rossi e Nicola Zingaretti, il radicale Marco Cappato, il segretario generale Uil Carmelo Barbagallo e l'aggiunto della Cisl Luigi Sbarra, Sergio Cofferati.

I volti dello spettacolo

Decine di volti del mondo dello spettacolo e della cultura: fra loro, Malika Ayane, Silvio Soldini, Giobbe Covatta, Claudio Bisio, Luca Bigazzi, Amelia Monti, Lella Costa. Ma il grosso, sono i cittadini, giovani e anziani, single e famiglie. C'è anche Ornella Vanoni: "Perché tutto questo odio? Spero che questa piazza abbia un senso - dice - siamo qui per dire che non siamo razzisti. Una città importante come Milano deve diventare multietnica come lo sono Parigi e New York".

Scritto da Cgil, Cisl, Uil, Arci, Emergency, Amnesty International, Medici senza frontiere   
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