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Il sì di Fiorella Mannoia: invita a votare La Sinistra e concede l'uso di un brano al Pd
Venerdì 24 Maggio 2019 04:57

Europee, l'addio di De Masi, Marescotti e Giannuli ai 5Stelle: "Invitiamo a votare La Sinistra"

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L'attore e regista teatrale Ivano Marescotti 

Il sociologo, l'attore e il politologo spiegano: "Abbiamo militato o collaborato con il Movimento. L'alleanza con la Lega ha spento le nostre speranze. Serve una svolta radicale"

Due giorni fa si era mossa Fiorella Mannoia. Si era dichiarata delusa dai 5Stelle e aveva espresso un endorsement per La Sinistra oltre a concedere un brano al Pd di Zingaretti per il rush finale della campagna elettorale. Oggi scendono in campo, con un appello, altri tre nomi di spicco del mondo artistico-culturale che aveva appoggiato il Movimento alle ultime Politiche: il sociologo Domenico De Masi, il politologo e storico Aldo Giannuli e l'attore e regista teatrale Ivano Marescotti. Scrivono: "Abbiamo sostenuto, militato o collaborato con il M5S. La sua alleanza con la Lega ha spento le nostre speranze. Serve un segnale esplicito di cambiamento radicale. Invitiamo gli elettori del M5S delusi come noi a sostenere La Sinistra".

 


De Masi è stato anche consulente del Movimento 5 Stelle sui temi del lavoro (anche se già nei mesi scorsi aveva criticato il Decreto dignità e la scelta di allearsi con la Lega). Marescotti - romagnolo doc, da sempre su posizioni di sinistra - aveva scelto i 5Stelle alle Politiche, lo aveva dichiarato pubblicamente prima del voto (salvo poi in autunno dire, in un'intervista a Repubblica, "questo governo è dominato da una destra razzista"). Giannuli aveva appoggiato il Movimento fin dal 2013. In un articolo su Micromega gli riconosceva tre meriti:  "Aver abbattuto il falso bipolarismo Fi-Pd, aver posto in termini politici e non solo giornalistici il tema della casta ed aver impedito che la protesta che stava montando sfociasse in movimenti di estrema destra come Alba Dorata o il Front National". Poi, anche lui, ha maturato il distacco.

I tre, nell'appello, spiegano: "Eravamo convinti che il Movimento potesse essere una valida via d’uscita dal sistema della seconda Repubblica ed il portatore di interessi popolari  da troppo tempo disattesi". Ma "l’innaturale alleanza di governo con la Lega ha spento - almeno per ora - queste  speranze e ne fanno fede i troppi cedimenti alle imposizioni leghiste (citiamo per tutti il caso Diciotti, il voto alle leggi in materia di sicurezza e legittima difesa)". Ecco dunque le tre scelte del Movimento più devastanti - dal punto di vista dei tre ormai ex elettori: aver salvato Salvini sul caso Diciotti, aver avallato la stretta sui migranti con il decreto sicurezza, aver reso possibile la riforma della legittima difesa, bandiera del leader leghista.

I tre indicano uno scenario di lungo periodo: "Nella attuale conformazione del sistema politico c’è una sola possibile alleanza  alternativa a quella attuale:  quella fra M5s, Pd e Sinistra, ma tanto il M5s quanto il  Pd non sembrano affatto orientati in questo senso. D’altro canto una alleanza fra M5s e Pd non è oggi praticabile sin quando essi resteranno come sono".

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Quindi esprimono la loro scelta di voto: "Un successo della lista La Sinistra (unica formazione che ritenga possibile questa alleanza) avrebbe la funzione di spingere in questa direzione e di creare un gruppo di pressione per il rinnovamento dei due partiti". Tra pochi giorni si capirà se la scelta di questi artisti ed esponenti del mondo della cultura rappresenterà solo la punta di un iceberg per il Movimento.

Scritto da Quotidiano La Repubblica   
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