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La Regione Puglia ha avviato 30 progetti
Martedì 11 Giugno 2019 11:10

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Bari Gio, 06/06/2019 - Lo ha detto l’assessore alle Risorse idriche, Giovanni Giannini. Si azzerano così le infrazioni UE

La Regione Puglia ha avviato 30 progetti, per un valore complessivo di 80 milioni di euro, destinati ad “affinamento e riuso in agricoltura delle acque da depurazione”. Ad annunciarlo è l’'assessore alle Risorse idriche, Giovanni Giannini, intervenuto in occasione di un convegno organizzato dal Fondo ambientale italiano con Acquedotto pugliese.

Si tratta di “un grande sforzo organizzativo, progettuale e finanziario - dice Giannini - per garantire uno sviluppo ecosostenibile alla nostra regione, i cui frutti sono già una realtà positiva non solo in termini di benessere dei cittadini, ma anche di nuovi flussi turistici, attratti dalle bandiere blu attribuite al nostro mare, oggi al primo posto in Italia insieme alla Sardegna”. Inoltre, “siamo riusciti ad azzerare tutte le situazioni relative alle infrazioni Ue”.

Attualmente, si legge in una nota, “Aqp gestisce il più importante parco depuratori d’Italia”, costituito da 183 siti e 9 impianti di affinamento. Il volume dei reflui trattati è pari a 250 milioni di metri cubi, i fanghi prodotti sono 245.000 tonnellate. “Depurazione e riutilizzo dei reflui costituiscono per Acquedotto pugliese uno degli assi principali della propria strategia aziendale”, spiega il presidente Simeone di Cagno Abbrescia.

“Solo lo scorso anno gli investimenti per il potenziamento degli impianti e la progettazione di interventi per il riutilizzo delle acque reflue sono stati pari a 50 milioni di euro. Aqp è impegnato anche in una serie di campagne e iniziative culturali, che insieme alla necessità di tutelare l’acqua danno conto dei significativi progressi in ambito ambientale conseguiti dalla nostra regione, che oggi può vantare uno dei mari più puliti di tutta Italia grazie anche alle attività della nostra azienda per una gestione ottimale del servizio idrico integrato”.

 il Prof. Paolo BROGLIO, e la D.ssa FERRO,  sono esperti del settore agroalimentare, della depurazione delle acque reflue e delle Energie Rinnovabili .

Come Associazione  sosteniamo il modello economico TRI di Jeremy Rifkin, che poggia su 5 pilastri:

1-     passaggio alle energie rinnovabili, colonna portante di tutte le altre
2-     convertire gli edifici in centrali produttive, così da soddisfare non solo il fabbisogno di chi vi abita, ma divenire una vera e propria centrale produttiva per la collettività
3-     utilizzo dell’idrogeno come mezzo di stoccaggio dell’energia elettrica (il primo esempio europeo è stato realizzato a Trioa (FG).
4-     applicazione di una tecnologia smart grid, una rete di informazioni che affianca e gestisce la rete elettrica in maniera “intelligente” evitando sprechi energetici, sovraccarichi e cadute di tensione elettrica
5-     mobilità sostenibile

Cordiali saluti

Scritto da Giovanni Giannini   
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