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Che differenza tra fare il medico in Italia e in Inghilterra!
Martedì 25 Giugno 2019 14:54

SPEAKERS' CORNER: qui non ci sono gli abusi dei primari e il sistema delle raccomandazioni come da noi, bensì maggiori opportunità e uno stipendio migliore, afferma un dottore italiano di un Pronto Soccorso NHS a Londra. (Avete una storia da raccontare? Scrivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e la pubblicheremo)

di FEDERICO FEDEL

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Sono un medico laureato in Italia nel 2015 e "scappato" nel 2016 in Inghilterra dove ormai lavoro regolarmente da 3-4 anni. Due recenti articoli di Repubblica mi hanno spronato a scrivere e raccontare il mio punto di vista. Ecco il primo: “L'Italia senza medici: mancano ottomila camici bianchi. E d’estate è emergenza”.  Penso che le recenti vicende rappresentino solo la punta dell'iceberg di un sistema che funziona (se funziona) male, molto male. Partendo con ordine ci sono voluti anni di battaglie prima di arrivare a capire la necessità di un test unico, univoco ma soprattutto UGUALE per tutti per accedere alla specialistica.

Nonostante la novità del test i problemi rimangono.
 
-Le borse di studio per specializzandi sono troppo poche. Nonostante la consapevolezza delle necessità di aumentare i posti d'ingresso alla

specialistica e quindi di assumere più specializzandi le autorità predisposte hanno senza ombra di dubbio chiuso gli occhi davanti a tutto ciò ed ora ne paghiamo le conseguenze.
 
-Il sistema di selezione è cambiato ma mentalità no. Sistema di selezione più giusto rispetto al precedente (se prima ci fosse mai stata una vera e propria selezione, visto che prima era basato tutto su amicizie, concorsi interni con criteri di selezione molto poco chiari, ecc) ma purtroppo condizioni di lavoro pessime. Perdo ormai il conto dei miei colleghi/amici che mi raccontano storie di abuso di potere da parte dei loro primari, costretti a continui straordinari NON pagati NON da contratto per evitare l’ira dei loro superiori e le conseguenze che si possono facilmente immaginare. Una gerarchia arcaica, difficile da cambiare dove chi si espone rischia grosso.

-Salario e contratto. Sicuramente non incentiva soprattutto considerando gli straordinari non pagati le condizioni di lavoro, le responsabilità che un giovane specializzando deve prendersi e la corrispettiva mancanza di tutela. Contratto: mancanza di flessibilità, impossibilità di svolgere attività extra e turni ad-hoc.

-Sistema regolato dal "pezzo di carta", se non hai la specialistica non vai da nessuna parte. Purtroppo il sistema sanitario è specialistica dipendente e da qui nascono molte delle difficoltà nelle assunzioni di nuovi medici. La matematica è molto semplice, se non hai abbastanza borse di studio per specializzandi finirai con non avere abbastanza medici, cvd. Il sistema di assunzione deve e molto probabilmente dovrà adattarsi ad un nuovo mercato del lavoro non più basato sul conseguimento della solo specialistica.

Cito ora dall'articolo apparso su Repubblica Londra sul "re del Botox" di Harley Street. l’italiano che ringiovanisce le dive (e i divi): "Il dottor Amendola è arrivato in Inghilterra nel 1996. Per qualche tempo ha fatto un po’ di tutto, il GP (medico generico del National Health Service, il servizio sanitario nazionale), i prelievi del sangue, il medico delle carceri, dei tribunali, degli aeroporti e degli alberghi, prima di prendere una specializzazione alla Scuola Internazionale di Medicina Estetica."

Ebbene io sono emigrato in Inghilterra senza sapere molto di cosa aspettarmi ed ho trovato e scoperto un mondo completamente nuovo. Una boccata d'aria fresca: un mondo dove la gerarchia in campo medico è ormai un lontano ricordo, dove vengo valorizzato per i miei "achievements", dove la flessibilità dal punto di vista lavorativo, contrattuale ed interpersonale è all’ordine del giorno e molto altro. Qualcosa che difficilmente potrei immaginare in Italia.

Ho citato qui sopra l'articolo a proposito del "re dei botox" per sottolineare la vasta gamma di opportunità che un medico ha in Inghilterra con o senza specializzazione. Per esempio, io attualmente lavoro come libero professionista (scelgo personalmente i turni che voglio fare) nel pronto soccorso di un noto ospedale di Londra, SENZA avere una specializzazione in medicina di emergenza o essere uno specializzando in "training", ma con la semplice qualifica di SHO (senior house officer) e sufficiente esperienza per assumere questo ruolo. Guadagno il triplo di quello che uno specializzando guadagna in Italia, con la massima flessibilità, senza straordinari. Oltretutto ricevo giornalmente mails da "recruiters" che mi offrono lavoro in qualsiasi angolo della Gran Bretagna con contratti anche a maggiori cifre di quelle che percepisco al momento. Un mercato libero.

Ovviamente anche qui in Inghilterra il sistema sanitario NHS ha i suoi problemi, carenza di medici, costi, mancanza di strutture ecc. Ma la grande differenza è la sensazione della constante ricerca di miglioramento, di trovare una soluzione e l'atteggiamento propositivo verso il cambiamento cosa che in Italia non c'e' se non quando si arriva ad una emergenza vera e propria.

Scritto da Quotidiano La Repubblica   
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