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"IL SUO NOME E’ FAUSTO COPPI”
Sabato 29 Giugno 2019 15:55

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IL FILMATO DELLA SERATA

https://youtu.be/NQ6frUM5yjo

Gentilissime/i,

la mia grande passione è il ciclismo; ho scalato le più importanti montagne del Giro d’Italia, i passi dolomitici e appenninici : Pordoi, passo Sella, Falzarego, Giau, Manghen, Terminillo, Blockhaus. La 4° Granfondo Internazionale Campagnolo del 21 giugno 1998, la Feltre-Feltre ha 6.000 metri di dislivello, il tappone del Giro d’Italia di quest’anno. Impiegai 11 ore e 14 minuti, avevo 53 anni.

L’altra sera ho avuto il piacere di ascoltare in piazza a Foggia, Maurizio Crosetti, presentava  il libro Casa Editrice Enaudi, "IL SUO NOME E’ FAUSTO COPPI” A cento anni dalla nascita.

Molto apprezzato dal pubblico le letture ispirate dal libro, della Piccola Compagnia Impertinente.

Molti ricordano l’epopea del ciclismo post bellico, quando a seguire il Giro d’Italia andavano grandi scrittori, giornalisti, fotografi, poeti delle due ruote. Si il ciclismo è poesia, fatica e passione, al punto per chi lo pratica a livello amatoriale, non può farne più a meno. Prende l’anima…l’assoggetta alle pendenze che vanno oltre il 10% . Le pagine più belle si scrivono sulle salite, ma anche quelle brutte, quando sul monte Ventoux, in Francia, conosciuto dagli appassionati di ciclismo per la tragica morte, il 13 luglio di 50 anni fa, del britannico Tommy Simpson.

Simpson è considerato la prima vittima del doping nel ciclismo. Simpson e compagno alla Peugeot di un giovanissimo Eddy Merckx.

Una foto spesso vale più di mille parole, l’immagine della copertina del libro è emblematica, tragica, come in parte fu la vita di Fausto. Gli

muore in un incidente il fratello Serse, la ruota anteriore finisce nei binari del tram a Torino e cade, allora i caschi non erano integrali. C’è poi tutta la vicenda sentimentale, il carcere per la Dama bianca e per Coppi l’umiliazione del ritiro del passaporto. Fausto aveva la maglia della Bianchi, il colore era bianco-celeste. Ero coppiano, quelli di sinistra tifavano per Fausto, aumentarono in quanto trasgressore in una Italia Democristiana e bacchettona.

Il libro sicuramente sarà una lezione di vita, la vita del campionissimo, con le testimonianze di chi gli fu acconto e lo seguì fino alla tragica morte, assurda per molti versi, una beffa del destino.

Una cosa è certa, chi pratica il ciclismo sa che le salite consumano, sono durissime sia per i professionisti che per gli amatori, sul Manghen invocai il Signore, perché le hai fatte così dure!

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Scritto da Mario Arpaia   
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