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Repubblica di Weimar?
Domenica 04 Agosto 2019 15:28

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Repubblica di Weimar?

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA

Al PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA

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Gentilissime/i,

 

l' intero Governo, senza nessun pudore intimidisce le persone più esposte nella lotta alla corruzione,i giornalisti, a Priolo in Sicilia, il Sindacato, La dott.sa Grazia Pradella ricopre attualmente l’incarico di Procuratore aggiunto di Imperia, è un magistrato, un servitore dello Stato, l'è stata tolta la scorta. La stampa riporta le notizie

sulle vacanze del Ministro degli Interni, le serate in discoteca e le confereze stampa sulla spiaggia. Il Paese resiste, resiste, resiste, sicuramente dovrà intervenire a breve il Capo dello Stasto, Sergio Mattarella, ieri è intervenuto il vicepresidente della commissione europea David Sassoli.

Carissima Simonetta, è il Paese intero ad essere preso e sfinito, si vive in una Babele continua, tutto e il contrario di tutto, pur di galleggiare. Il Presidente Zaia, è un politico accorto, si rende conto della situazione, temporeggia giustamente.

Dobbiamo rassegnarci a un'Italia divisa in due? Il rapporto Svimez certifica che il divario Nord-Sud continua ad aumentare. E non è nemmeno una novità (in questi anni le differenze si erano ridotte un po' solo nel 2015). Sia chiaro però che anche il Centro-Nord almeno dal 2008 è sempre cresciuto meno della media europea. L'Italia tutta è costantemente fanalino di coda, o quasi, da più di vent'anni: ci stiamo progressivamente allontanando dall’ Europa.

Siamo una associazione che da anni si batte per la legalità e la giustizia, siamo basiti per la disgregazione in atto, per la totale mancanza di senso dello Stato. I Dalla Chiesa, i Falcone e Borsellino non fanno pù meditare, i guasti prodotti dalla  politica folle è senza sbocchi. Il Paese potrebbe collassare in qualsiasi momento, per colpa di un gruppo di dilettanti allo sbaraglio. Si recita a soggetto la Commedia delle Parti, dalle seconde file alle prime, dei due maggiori Partiti al Governo.

(A.M.)

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LO STALLO SULL'AUTONOMIA

Che sulla partita per l'Autonomia si stia cercando di prendere i Veneti per sfinimento a suon di rinvii e rimpalli di responsabilità ormai ci era chiaro, ma non che si arrivasse ad utilizzarla come 'moneta di scambio’ tra Lega e M5S per il via libera alla TAV, come ha ipotizzato il Corriere della Sera in un articolo del 24 luglio scorso (https://www.facebook.com/simonettarubinato/photos/a.733975786618932/3467863969896753/?type=3&theater). Che poi sui progetti dell'Alta Velocità il punto non è tifare pro o contro, ma avere ben chiaro quali infrastrutture sono necessarie e urgenti per i bisogni reali di cittadini e imprese a costi sostenibili.

Poi la notizia dell'istituzione il 29 luglio scorso presso l'Università Federico II di Napoli di un Osservatorio sul regionalismo differenziato, costituito dagli accademici che più tenacemente si oppongono da oltre un anno all'attuazione dell'art. 116, 3° comma, della Costituzione, e che secondo il vicepremier Luigi Di Maio servirà a riscrivere un testo 'migliore' della riforma (buttando alle ortiche il lavoro fatto sino a qui), sembra rappresentare davvero la pietra tombale sulla strada dell’autonomia del Veneto, sacrificata da M5S (ma anche da Salvini) sul'altare dei voti del Sud (http://www.ilgiornale.it/news/politica/maio-sfotte-lega-sullautonomia-vigilare-sar-napoli-1733996.html). 

Le stesse rappresentanze economiche del territorio del resto sono in allarme: sul Corriere del Veneto del 25 luglio scorso il presidente della Camera di Commercio TV-BL, Mario Pozza, ha evocato esplicitamente la possibilità che le aziende scendano in piazza per l’Autonomia, ricordando la manifestazione di Treviso del 2006, durante il Governo Prodi. Mi ricordo bene quella protesta contro l’inasprimento retroattivo degli studi di settore perché ero neoeletta da pochi mesi in Senato. Dal Gruppo delle Autonomie, di cui facevo parte, assunsi l’iniziativa di scrivere una lettera a Prodi, di cui diede notizia il Sole 24Ore, chiedendo con altri colleghi un cambio di rotta della politica fiscale di Visco (https://www.simonettarubinato.it/index.php?area=6&menu=114&page=327&lingua=4&idnotizia=5283).

Ecco perché mi sento di fare due considerazioni:

1) lo stallo sull’autonomia differenziata è tale che l’ora di scendere in piazza come nel 2006 è arrivata, sia per le imprese che per i cittadini che aspettano risposte concrete. Anche perché preoccupa il silenzio e la mancanza di iniziative sul tema dei parlamentari veneti, a differenza dell'attivismo di quelli del Sud: so per esperienza che l’autonomia di pensiero non sempre è gradita ai leader nazionali, ma proprio i deputati e senatori del Veneto sono chiamati per primi a dare rappresentanza e voce all’istanza di autogoverno espressa dal territorio nel referendum del 2017;

2) il presidente Zaia, investito del mandato di negoziare l'autogoverno del Veneto, sarà fedele al suo “Prima i Veneti” o alla Lega di Salvini? Il dubbio legittimo sorge dalla circostanza che, mentre il presidente della Lombardia Attilio Fontana con il sottosegretario Giorgetti sembrano pronti alla 'spallata', Luca Zaia sembra frenare, affermando di confidare ancora nella trattativa (https://mattinopadova.gelocal.it/regione/2019/08/02/news/l-autonomia-incrina-il-governo-giorgetti-e-pronto-alla-spallata-zaia-frena-trattiamo-1.37292298).

È bene che si sappia: noi non molleremo. Non permetteremo che i Veneti e gli Italiani onesti siano presi in giro e che i 14 milioni di euro spesi per il referendum siano stati sprecati, tradendo ancora una volta i fondamentali principi costituzionali di autonomia e responsabilità, di libertà e democrazia.

Scritto da ex On. del Pd Simonetta Rubinato   
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