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AL SEGRETARIO DEL PD
Venerdì 09 Agosto 2019 09:33

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Ma come è potuto succedere così velocemente? Perché eravamo un Paese quasi normale, col bello e il brutto, e in un paio d'anni siamo diventati un popolo con tutta la ferocia che si vuole dare adesso a questa definizione? L'assalto di insetti sconosciuti, lo scioglimento dei ghiacciai, il mago Merlino redivivo, l'invasione degli ultracorpi come nell'omonimo spaventosissimo film di Don Siegel del 1956? Tutte le risposte fino ad ora non sono convincenti.

La crisi di Governo ridà la possibilità di rientrare nella corsa per il governo del Paese, se solo si capisse che per rinascere il PD deve liberarsi di Matteo Renzi e del renzismo. Dell’uomo solo al comando. Renzi deve farsi un suo partito. Renzi con il giglio magico hanno portato l’Italia nelle braccia di Salvini e di Maio, avventurieri senza bussola, tanto da schiantarsi sugli scogli per i loro disastri.

Abbi coraggio, non so se siamo nella situazione di Don Abbondio: il coraggio chi non ce l’ha non può darselo. Sai che il Paese

è in pezzi, diviso, il Sud è precipitato verso il Nord Africa, il Nord chiede l’Autonomia differenziata, si rende conto che metà dell’Italia è una palla al piede, per lo sviluppo e la crescita economica. Corruzione, malversazione, mafie di tutti i tipi crescono in modo esponenziale e infestano tutto il Paese, siamo paralizzati, divorati dal nulla, dalle chiacchiere di politicanti senza scrupoli.

Abbiamo sperimentato un buon Presidente del Consiglio in Gentiloni, il PD potrebbe riproporlo per la guida seria del Paese insieme a Cottarelli e Calenda.

Caro ministro Salvini,

 

Noi siamo italiani che non voteranno per lei alle prossime elezioni.

Italiani che non cederanno all'odio e alle divisioni della sua campagna elettorale permanente.

Italiani che rigettano gli insulti, la disinformazione, i capri espiatori: non fanno per noi.

Noi lotteremo, giorno dopo giorno, per ricostruire un'Italia che saremo fieri di consegnare ai nostri figli e alle nostre figlie. Noi saremo uniti contro le grandi sfide del nostro tempo, perché solo uniti le potremo vincere: la crisi climatica, le ineguaglianze sociali, l'ingiustizia economica e la devastazione ambientale.

Noi siamo italiani, siamo europei, siamo persone proprio come lei, e non smetteremo mai di insegnare ai nostri figli che cosa significa essere umani.

Con speranza e determinazione,

Francesco, Pati, Christoph e tutto il team di Avaaz

 

" Se voi avete diritto di dividere il mondo in  italiani e stranieri, allora vi dirò che... io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati, oppressi, privilegiati e oppressori. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri" ( don Lorenzo Milani )

 

Scritto da Mario Arpaia   
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