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Un baraccone ambulante
Sabato 24 Agosto 2019 15:27

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È una crisi di governo da luna park anni Sessanta, un baraccone ambulante arrivato ieri notte nello sterrato di periferia. Hanno guidato alla cieca per mesi sono ubriachi di stanchezza, sporchi di polvere, sono tutti un po’ fuori fuoco nella foto: è la canicola d’agosto. Venghino signori venghino. C’è lo spaccone con la carabina, il finto dottore, il giocoliere più veloce del mondo, la donna con le ali. Venghino, si accomodino. È uno spettacolo da non perdere, irripetibile per fantasia e folclore. (Concita De Gregorio)

Una intuizione geniale, un baraccone piantato su una spiaggia della Romagna. La politica in mutande, nemmeno la canottiera di Bossi, moto d’acqua che con grandissima abilità scansa i bagnanti come fossero birilli. Viva l’Italia, canta De Gregorio, peccato per il12 dicembre… E’ così che si governa il Paese, insieme appassionatamente verso il disastro, con il consenso di gran parte del Popolo Sovrano. E si! E’ il popolo che comanda, che decide se girare a destra oppure a sinistra, per moltissimi italiani meglio a destra, il nostro DNA e li, altrimenti non avremmo avuto i Cavalieri, il primo con il Fez, il secondo con la sciarpa bianca e cravatta di Marinella. Vogliono cambiare registro, un nuovo governo politico, ma l’auto deve avere la guida a destra, nemmeno al centro come le macchine da scontro. Si prega con il Rosario tra le dita, che la macchina vada a sbattere il più presto possibile, in modo che si torni velocemente in dietro e si risalga sulla vecchia macchina più sicura e potente.

 

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò,
e oltre l’azzurro della tenda nell’azzurro io volerò.
Quando la donna cannone
d’oro e d’argento diventerà,

senza passare dalla stazione
l’ultimo treno prenderà.

E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà,
dalle porte della notte il giorno si bloccherà,
un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
e dalla bocca del cannone una canzone suonerà.

E con le mani amore, per le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non avrò paura se non sarò bella come dici tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più…
na na na na na

e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via.

Così la donna cannone,
quell’enorme mistero volò
tutta sola verso un cielo nero nero s’incamminò.
Tutti chiusero gli occhi nell’attimo esatto in cui sparì,
altri giurarono e spergiurarono che non erano stati lì.

E con le mani amore, con le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più…
na na na na na

E senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via…

(Francesco De Gregorio)

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Scritto da Mario Arpaia   
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