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LA FORMA DEL BORGO
Sabato 14 Settembre 2019 15:45

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Prosegue l’edizione 2019 di Lùsignis.

Sabato 14 settembre, alle 17.30 nella sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa della Delizia, sarà inaugurata la mostra "La forma del borgo. Memorie letterarie e identità rustiche nelle fotografie di Giovanni Castellarin".

La mostra, che si compone di una cinquantina di fotografie, rimarrà aperta fino al 13 ottobre dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.

Siamo tutti invitati a rivivere la memoria dello splendore arcaico dei nostri borghi; un invito a ricordare un'identità culturale che ci appartiene e che allo stesso tempo ci è lontana.

Il volto di Casarsa subì una profonda trasformazione a partire dagli anni del boom economico.

Il paese materno e della gioventù di Pasolini era divenuto, sotta la spinta della modernità, come scriveva lo stesso poeta nel 1969, “il campione di un paese neocapitalistico”, in cui via via con la mutazione in atto stavano scomparendo tutte le tracce del passato, dalle rogge alle lucciole, ai casolari poveri e vasti con le grandi facciate grigie di sassi, i ballatoi, i grandi sottoportici.

 

Edifici all’apparenza modesti, ma frutto di un’architettura fatta di storie individuali e collettive perdute nei secoli.

Gli scatti di Giovanni Castellarin ci raccontano due mondi: quello che l’occhio del fotografo ha immortalato di un tempo a lui contemporaneo e insieme il portato esistenziale, del passato, che quei luoghi, quegli angoli di vita rurale racchiudono.

Le immagini fotografiche creano una narrazione da cui emergono in filigrana, quasi “sottovoce”, le parole di Pasolini, versi e prose volte non tanto a evocare nostalgicamente un mondo non ritratto, non (più) presente, quanto a evocare un ricordo, una storia, un frammento di vita che quei luoghi ha attraversato.

Giovanni Castellarin, casarsese, è un appassionato di fotografia da sempre, nonché ricercatore e documentarista di storia locale. La sua esperienza fotografica inizia nel periodo neorealista, alla fine degli anni Quaranta. Negli anni compresi tra il 1950 e il 1965 riceve molteplici segnalazioni nell’ambito di numerosi concorsi di fotografia nazionali e nel ventennio successivo intensifica la sua produzione fotografica. Sue immagini sono apparse in numerosi cataloghi e pubblicazioni.

La sua fotografia testimonia un’indagine attenta e una personale interpretazione del paesaggio friulano in cui è sempre vissuto: dall’architettura, alle attività lavorative, a particolari aspetti della vita rurale.

Nel 2010 è stato insignito del premio Cittadino dell'Anno della Pro Casarsa della Delizia e di Forum democratico per il suo impegno nel tramandare la memoria della comunità.

Il borgo cominciava con una vecchia strada, larga, proprio dietro la casa di Don Paolo, con le sue grandi facciate grige, di sassi, o ricoperte di intonachi scrostati; dei grandi sottoportici si aprivano in mezzo a quelle facciate, tra i balconcini irregolari, coi portoni sempre spalancati, in modo che si vedevano in fondo verdeggiare i gelsi e le viti degli orti interni […].

Ora, nella fresca luce della mattina, […] era tutto pieno di una vita animata, echeggiante […]. Eppure per ogni dove, con la luce, gravava un silenzio che dava al borgo e ai suoi abitanti, un senso di lontananza e di solitudine.

(Pier Paolo Pasolini, Romans)

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Scritto da CENTRO STUDI PASOLINIANI   
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