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Aumentano i morti sul lavoro e le malattie professionali, ma all'INAIL aumentano gli utili. Qualcosa non torna! Quale deve essere il ruolo dell'INAIL?
Mercoledì 18 Settembre 2019 17:40

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COMUNICATO STAMPA

Aumentano i morti sul lavoro e le malattie professionali, ma all'INAIL aumentano gli utili.

Qualcosa non torna! Quale deve essere il ruolo dell'INAIL?

Medicina Democratica e l'Associazione Italiana Esposti Amianto chiedono che si attui un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, garantendo sicurezza e vigilanza nei luoghi di lavoro e giuste sanzioni

“Il gravissimo incidente sul lavoro di Arena Po, dei giorni scorsi, nel quale hanno perso la vita 4 persone, ha purtroppo, riacceso l'attenzione sullo stillicidio insostenibile dei morti sul lavoro in Italia: una media di 3,3 al giorno, compresi ferie e festivi, con un aumento del 6% nel 2018 e del 2% nei primi 7 mesi del 2019, secondo gli Open Data dell'INAIL. Un 'bilancio' assurdo e inaccettabile, per cui occorre rapidamente capire se davvero si sta facendo tutto il necessario per prevenire tragedie simili e per sostenere le vittime di infortuni e dei loro familiari”, è quanto denunciano Medicina Democratica, MD, e l'Associazione Italiana Esposti Amianto, AIEA.

Urgenza di riflessione, che scaturisce dalle perplessità suscitate dal conto consuntivo 2018 presentato dall'INAIL nei giorni scorsi, in cui si parla con molta enfasi di un “avanzo di bilancio” di quasi 2 miliardi di euro, 1.804 milioni di euro per la precisione, e che più giustamente l'ANMIL ha definito “utile”.  Come è possibile un aumento costante di utili per l'INAIL a fronte di un aumento costante anch'esso non solo dei morti sul lavoro, ma anche delle denunce per malattie professionali, con un +2,7% nei primi 7 mesi di quest'anno?”

C'è qualcosa che non torna, una contraddizione in termini e che riguarda più nello specifico il ruolo e le funzioni dell'INAIL: “E' ovvio che ci sia “un risparmio” da parte INAIL, innanzitutto perché c'è stata la riduzione delle rendite per le vittime di infortuni sul lavoro, di malattie professionali e per le vittime di incidenti mortali sul lavoro o in itinere”, dichiarano Fulvio Aurora, responsabile vertenze giudiziarie MD e Maura Crudeli, presidente nazionale AIEA. “Ma ciò che sfugge o di cui non si parla- aggiungono- è che sul tema dei riconoscimenti delle malattie professionali, infortuni e quant'altro c’è una grande vertenzialità giuridica in un gran numero di casi, perché i lavoratori fanno fatica a farsi riconoscere la malattia professionale, come ad esempio attestano, con drammatica attualità, le vicende legate all'amianto. Per questo i lavoratori vanno in causa, ma molti alla fine rinunciano per questione di tempi e di costi e anche questo si traduce in una sorta di risparmio per l'INAIL.  E non dimentichiamo, inoltre, che il forte attivo, è dovuto anche al fatto che sul Servizio Sanitario Nazionale si scaricano i costi per le cure e la riabilitazione e, nei casi dovuti come per l’amianto, vi sono anche i costi per la sorveglianza sanitaria”.

L'INAIL, istituito nel 1936, (derivato dalla trasformazione in ente statale delle assicurazioni delle imprese) con la legge 23/12/1978 n° 833, sarebbe stato trasformato in semplice ente erogatore: si tratta infatti della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, a cui si affidava tutto ciò che atteneva al diritto alla salute. Attraverso normazioni, che si sarebbero dovute concludere nel 1980, come previsto agli art. 75, e art. 14, lettera f, il riconoscimento degli infortuni e delle malattie professionali sarebbe infatti passato alla competenza dei servizi di prevenzione delle USL, attuali ASL, 

Invece, stranamente, con la Finanziaria del 1988, 10 anni dopo, tutte le vecchie prerogative dell'INAIL sono state riconfermate e successivamente con la legge 257/1992, di messa al bando dell’amianto, gli sono stati affidati anche i riconoscimenti dei benefici previdenziali dei lavoratori esposti all'amianto.

“Riteniamo doveroso- concludono Aurora e Crudeli- affrontare il problema e pensare a ricollocare l'INAIL solo come ente risarcitorio, ritornando a quanto previsto dalla legge 833/1978. Fidiamo in quanto annunciato dal nuovo Governo al punto 4 del programma, dove ha previsto di “realizzare un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, assicurando livelli elevati di sicurezza e di tutela della salute nei luoghi di lavoro, nonché un sistema di efficiente vigilanza, corredato da un adeguato apparato sanzionatorio. Se così fosse, e speriamo che lo sia, non potrà fare a meno di intervenire sulla organizzazione e la funzione dell’INAIL."

Per info:
Carmina Conte, cell 393 1377616
Fulvio Aurora, cell.  3392516050

 

Tumore al polmone, un'arma in più per non ammalarsi: nasce la diagnosi che predice i rischi

 

https://www.liberoquotidiano.it/news/scienze---tech/13503901/tumore-polmone-fumo-test-diagnosi-precoce.html

 

 

 

 

 

 

 

La combinazione di LDCT e Test miRna ha dato infatti risultati sorprendenti e significativi, perché inaspettatamente il 58% dei partecipanti, ovvero la maggioranza, è risultato negativo ad entrambi i controlli, ed è stato così classificato a Basso-rischio di tumore del polmone, il 37% è risultato positivo solo ad uno dei due esami, e classificato a Medio-rischio, mentre solo il restante 5% ha avuto entrambi i valori positivi, e definito quindi ad Alto-rischio di ammalarsi.

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Lo studio italiano, chiamato bioMILD (Multicenter Italian Lung Detection), pubblicato sul Journal of Thoracic Oncology, è partito proprio dalla ipotesi di partenza, da quell' interrogativo succitato, cioè che il rischio di ammalarsi per i forti fumatori non fosse affatto omogeneo, e nemmeno lo stesso per tutti, per cui ci si è cominciato a chiedere come fosse possibile e soprattutto come individuare i futuri e probabili pazienti che si sarebbero ammalati di tumore al polmone. Ebbene, i risultati sono stati chiari, anzi chiarissimi, e per la prima volta si è riusciti a profilare il rischio di neoplasia e soprattutto di definire che, a parità di esposizione, il rischio biologico è diverso, e a capire perché alcuni soggetti vengono aggrediti dal cancro ed altri invece no.

Quali sono i vantaggi per i forti fumatori di seguire questo screening preventivo?

Innanzitutto, una volta individuata la fascia di rischio, viene messo a punto un programma di prevenzione personalizzato, con riduzione delle Tac di controllo, poiché chi risulta a basso rischio viene richiamato a distanza di tre anni, ed inoltre è possibile stabilire chi non necessita di cure, a parte naturalmente la disassuefazione dal fumo, la quale permette di colpo la riduzione del 50% del rischio entro i primi cinque anni.

Ma questo esame sarà fondamentale per individuare i tumori del polmone nella loro fase davvero iniziale, al loro esordio, quando sono così piccoli da poter essere operati ed eliminati, senza nemmeno doversi sottoporre successivamente alle pesanti cure oncologiche attualmente in atto. Non solo. All' Istituto dei Tumori di Milano è appena iniziato un nuovo studio scientifico del programma SMILE, l'unico in Italia che prevede la combinazione di Cardioaspirina e Citisina, due molecole che assunte insieme quotidianamente permettono di abbattere i valori della Proteina C-reattiva nel sangue, un importante indice di flogosi, cioè di infiammazione cronica, nei fumatori sempre associata ad un alto rischio di sviluppo di tumore al polmone, e valuteremo a breve i risultati. Intanto lo studio italiano bioMILD permetterà di costruire le basi, a livello internazionale, per l'avvio di programmi di controllo mirati per la diagnosi precoce del carcinoma polmonare, svolta di prevenzione avanzata per i forti fumatori che vogliano eseguirla, per evitare il big killer del secolo, od almeno per sapere se corrono il rischio di andare incontro ad una patologia, che se non diagnosticata e curata in tempo, è ancora troppo spesso mortale.


Ps: Struttura Complessa di Chirurgia Toracica. Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Direttore Prof. Ugo Pastorino, tra gli autori dello studio.

di Melania Rizzoli

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https://www.liberoquotidiano.it/news/salute/13502160/tumore-polmone-cosa-aumenta-sopravvivenza-ricerca-sorprendente-esperti.html

 

Scritto da Carmina Conte-Fulvio Aurora   
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