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Venezia da salvare. Dalle acque e dall’ingordigia degli uomini
Domenica 17 Novembre 2019 09:26

A bordo di gondole e barchini, per difendere Venezia soprattutto dai mostri creati dall’incultura e dall’ingordigia. Ascoltando le voci di due veneziani che per la loro “città anfibia” mai hanno smesso di battersi: “Lo stato di Venezia”, di Angelo Marzollo e “Il ponte di debole costituzione”, di Nelli-Eleva Vanzan Marchini.

 
https://www.remocontro.it/

Libreria Acqua Alta

 

“Che tristezza…, ricordi?” mi ha scritto Monica, Monica Murru, mandandomi una foto di “Acqua Alta”, la leggendaria libreria di Venezia, che lo scorso settembre, di ritorno dal festival della lettura di Pordenone, siamo andate a visitare…


Che tristezza… pensarne gli scaffali, le vasche, la splendida gondola incastonata nel centro dello stretto locale, carica di tutti quei libri ora ingoiati dalle acque… Simbolo, quella gondola, dei libri che resistono a tutto, anche all’acqua, se la barca sempre rappresenta, insieme al viaggio, la sicurezza, ché aiuta ad attraversare della vita anche le tempeste.
E torna il ricordo di un’altra barca, il “barchino” che, scivolando dal suo approdo, in un canale alle spalle di San Barnaba, si è tante volte spinto insieme ad altri, in cortei di protesta, fino sotto le grandi navi che ogni giorno, come mostri prepotenti e ingordi, oscurano l’orizzonte sul Canal Grande e ne agitano le acque. Il “barchino” di Angelo Marzollo, veneziano per nascita, europeo per lavoro… ve ne voglio parlare, perché è tra le persone che tanto per la sua Venezia si batte. Il suo piglio, le sue braccia da vogatore (e voga ancora nonostante il passare del tempo e delle età), il profilo del suo volto, che sembra uscito da un quadro di Tiziano…

 

Scritto da Francesca de Carolis   
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