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Vogliamo cambiare il nostro destino
Sabato 30 Novembre 2019 16:37

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Carissime/i, è stato suggerito da un amico di stanare la politica e i politici, cerchiamo di farlo, a mani nude, cerchiamo di aggregare le persone di buona volontà, il degrado della città di Foggia è sotto gli occhi di tutti. Indifferenza, assuefazione al peggio, sta prendendo anche chi fino a qualche tempo fa cercava di scuotere chi di dovere. Abbiamo suggerito di formare un governo ombra che incalzi l’amministrazione Comunale di Foggia. Un nucleo di persone alle quali poterci rivolgere, per denunciare tutte le inadempienze e il lassismo della classe dirigente a tutti i livelli. Possibile che non nasce un sussulto e capire  che siamo all'ultimissimo posto nella classifica della vivibilità, per noi il Sole 24ore,deve inventarsene una. Abbiamo avuto la possibilità di visitare Trento, ed abbiamo potuto constatare cosa significa primo posto in Italia, per qualità della vita! La chiesa dovrebbe preoccuparsi, contribuire palesemente dal pulpito, a cercare una svolta, Pippo Cavaliere e Giovanni Quarato, sono l’opposizione al Comune, è legatissimo al Vescovo.

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Nelle città civili i cittadini partecipano ai consigli comunali, sono una spina nel fianco, a Foggia il nulla assoluto. Suggeriteci cosa fare? Dobbiamo cambiare città,

abbandonare il nostro impegno civile? Preghiamo tutti i giorni lo Spirito Santo affinchè ci illumini e dia la forza per sopravvivere.Abbiamo la sensazione che i politici di oggi sono clonati, tutti uguali, unica anima, indifferenza e pressapochismo, impreparati a governare una società complessa, globalizzata. Provate a scrivere una lettera ad un politico, non rispondono, non hanno argomenti, sono per lo più semianalfabeti, è quanto abbiamo capito in 15 anni di fila di associazionismo. La scuola è a pezzi, gli universitari vanno a prendersi gli esami nelle Repubbliche baltiche, ai licei si studia pochissimo e si copia tantissimo su Internet. I bravi mi dice mia figlia li trovi tra i cinesi, pachistani, e indiani, sono loro il futuro.

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A Natale vogliono essere assegnati tantissimi compiti a casa. E l’Università con il nuovo Rettore, si rendono conto che essere ultimissimi è una iattura, quale considerazione possiamo avere dalle Università delle città dove l’impegno, la partecipazione alla vita pubblica le fa primeggiare, le rende protagoniste del destino di tantissimi studenti. La magistratura, i medici, gli avvocati, cosa pensano di Foggia? Possibile che non deve esserci una strada per iniziare a riscattarci, per invertire il senso di marcia, costringere l’amministrazione comunale ad inspirarsi ai Comuni virtuosi, dove il senso comune di appartenenza è la molla che fa crescere l’intera città. Abbiamo un potenziale enorme nell’agricoltura, un territorio pianeggiante, eccellenze come l’olio d’oliva lavorato a freddo, il colore verde lo mette ai primi posti e gli ortaggi, potrebbero nasce più serre per la coltivazione intensiva, abbiamo la Facoltà di Agraria, invece ci conoscono per il Borgo Mezzanone, per i neri sfruttati nella raccolta del pomodoro.

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Alzati Lazzaro e cammina viene da pensare, cogito ergo sum, penso dunque sono! Vogliamo cambiare il nostro destino, non vogliamo più essere succubi della politica imbelle, partecipiamo, ribaltiamo la situazione, invitiamo i dirigenti scolastici a parlare di riscatto, di crescita socio-economica. Deve partire da noi, la politica non lo farà mai, ognuno ha il suo piccolo orticello da curare.

Scritto da Mario Arpaia   
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