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IN NOME DELLA TRASPARENZA
Sabato 07 Dicembre 2019 20:59
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Abbiamo assistito in queste settimane alla querelle tra il Presidente del Parco  Nazionale del Gargano e il Centro Studi Naturalistici. Nessuno è esente da responsabilità rispetto alla impossibilità di accedere e fruire di quel grande patrimonio naturalistico  che è rappresentato dal Lago Salso. L'Oasi ha avuto negli anni una "mission" sociale diversa da quella  che ci si sarebbe aspettati, ovvero  utilizzare gli LSU presenti in azienda.  Tutti i progetti servivano oltre che a migliorare la struttura del comprensorio anche a utilizzare la  forza lavoro in carico alla  società.
Dal 2015 non ci sono più LSU (andati in pensione) e con loro sono terminati  anche i progetti. Questi (LIFE soprattutto) vincolavano a delle azioni  di disseminazione e fruizione dell’area e numerose scolaresche e turisti  hanno potuto accedere e visitare l’area umida e il centro visita. 
Da allora la fruizione della zona umida  è  avvenuta sempre più a singhiozzo e  sempre meno frequentemente, creando un danno alle prospettive di  sviluppo turistico del territorio. 
Il presidente Pazienza lamenta che il centro aziendale è in stato di abbandono e non possiamo non concordare soprattutto visti gli sforzi  economici sopportati per realizzare il centro visita, il  b&b, il CST, il  centro  del patto pesca, il centro recupero di  fauna selvatica (tranne il ristorante dato in gestione). 
Le ipotesi che si stanno delineando sono diverse: a) se il Parco  dovesse liquidare la  società, il comprensorio tornerebbe nella disponibilità del Comune di Manfredonia che attualmente non ha, OGGETTIVAMENTE, le forze e le capacità per gestirla in proprio né progettuali per affidarla ad un soggetto  terzo con un  bando pubblico. I  contributi AGEA (circa 45.000 € annui) dovrebbero essere venduti perché gli  Enti pubblici non possono riceverli. 
b) Se il Parco dovesse cedere le proprie quote al CSN, quali garanzie avrebbe il territorio di una buona gestione aziendale, vista la situazione in cui versa attualmente l’Oasi? 
c) Se il Parco rilevasse le quote del  CSN, non ci sarebbero più scuse.  Potremmo vedere gestita finalmente in  modo razionale e conforme alle ipotesi  di  sviluppo turistico che Manfredonia sta cercando di costruirsi? Per  avvalorare questa ipotesi il Presidente vista la presenza di un socio privato (il  4% del CSN) ha affermato che il Parco, "non può esercitare alcuna forma di investimento e/o di intervento diretto”.  Questa frase appare però in netto contrasto con gli interventi fatti in precedenza. 
A nostro parere nessuna delle tre soluzioni è oggi praticabile. 
Riteniamo  che la società debba rimanere tal quale ma suddividere la  propria azione in quattro “rami aziendali”: 
La ricerca scientifica che dovrebbe essere affidata al CSN (con la gestione dei progetti). 
La ristorazione e l’ospitalità che dovrebbe essere affidata con bando  di  evidenza pubblica all’esterno  ricavandone un giusto canone. 
La fruizione turistica che dovrebbe essere affidata all’esterno con bando  di evidenza pubblica ricavandone un giusto canone e le attività di manutenzione ordinaria delle aree di visita.
La residua parte agricola che dovrebbe essere affidata all’esterno sempre con bando di evidenza pubblica con un giusto canone e le attività di  manutenzione ordinaria del comprensorio.
Rimarrebbe così alla società il coordinamento ed il controllo delle attività. 
Infine riteniamo che la  donazione delle quote del Comune al Parco sia stato un errore e che dovrebbe rientrare con il 10% del  capitale sociale, proprio per verificare  che non si disperda il valore dell’azienda che, tra l’altro, è soggetta ad uso civico.
 
 
L'ignobile triangolo di connivenza e clientelarismo tra politica, imprenditori ed elettori con lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose è saltato e i poteri forti, gli imprenditori, quelli che hanno spadroneggiato attraverso i politici ora scendono direttamente in piazza con comunicati contro la città.
Questo triangolo è stato denunciato anche da Padre Moscone il mese scorso: "In cambio di favori clientelari, l’imprenditore corrotto promette al politico dei posti di lavoro che egli potrà usare nelle proprie campagne elettorali. Nasce così il politico colluso il quale pensa che la forza della politica risieda, non nei programmi seri e articolati in vista dello sviluppo del territorio e della promozione del bene comune, ma nella quantità di posti che riesce a promettere e far aggiudicare".
Lo scioglimento ha messo a tacere anche quel poco di dignità che aveva la nostra classe politica quando perseguiva il bene comune come la lotta contro ENERGAS. Oggi sembra che sia rimasta solo la forza individuale, che ha nel più forte economicamente il decisore delle scelte in tutti gli ambienti e nelle istituzioni che reggono il territorio.
Autorità portuale e Confindustria, ecco i poteri forti che vengono allo scoperto per i loro interessi personali e di categoria contro gli interessi e le scelte democratiche fatte dai cittadini con il 95,06% di voti al referendum consultivo, con 24.449 NO ad ENERGAS.
Come VERDI di Manfredonia abbiamo presieduto il comitato referendario per il NO e abbiamo informato la cittadinanza, autotassandoci e chiedendo ai partiti e alle associazioni di stare tutti dallo stesso lato della barricata. I cittadini sono andati a votare bene informati. Se il presidente di confindustria ed ENERGAS avessero voluto e creduto nella democrazia avrebbero potuto intervenire nel dibattito due anni fa!
Per questo Rotice dimettiti dal consiglio di amministrazione dell'autorità portuale. Riccardi ti ha nominato ma oggi non rappresenti più la città ma solo i tuoi interessi.
Di Girolamo è l'imprenditore dei trasporti che vedrebbe crescere il suo fatturato fregandosene delle tutele ambientali e dei rischi dei cittadini.
Per non parlare del presidente della autorità portuale, latitante per anni sui veri problemi del territorio.
Dov'era quando, con il nostro assessorato all'ambiente, abbiamo organizzato la pulizia di spiaggia castello, quando abbiamo dovuto chiamare l'ASL e minacciare denunce per costringerli a fare il loro dovere per la pulizia del porto? Dove sono i risultati per la marineria di Manfredonia che vede ancora chiuso il Mercato Ittico?
Patroni Griffi sei pagato dal popolo e il popolo di Manfredonia ha detto NO ad ENERGAS!
Tutti hanno diritto di parola ma in Italia siamo ancora in democrazia e TRE VALGONO SOLO TRE!
La sovranità popolare non si tocca. 
Se avete la forza raccogliete le firme e richiamate al voto i cittadini di Manfredonia, altrimenti rispettate la volontà dei 24.449 cittadini che si sono espressi!

 

Scritto da Innocenza Starace e Alfredo De Luca Verdi di Manfredonia   
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