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TANTE MORTI POTEVANO ESSERE EVITATE
Sabato 14 Dicembre 2019 18:25

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 Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.

Gentilissime/i
Abbiamo avuto la grande opportunità,  assistere all'inchiesta su Piazza Fontana, fino al rapimento Moro, di Andrea Purgatori. Un lavoro eccezionale, una narrazione dei fatti provenienti in parte dalla desecretazione degli archivi, ne è emerso un paese devastato da spie, spioni, servizi deviati, collusioni, magistratura compiacente. La cosa che ci ha particolarmente colpito è stata la dichiarazione del sostituto procuratore di Milano Ugo Paolillo, al quale furono sottratte le indagini e avocate dal procuratore capo, Enrico De Peppo, emargina il sostituto di turno, che aveva mostrato di non voler assumere acriticamente la tesi preconcetta della pista anarchica e assume direttamente la gestione delle indagini, dopo aver dato la disposizione di far brillare la bomba inesplosa rinvenuta alla Banca Commerciale: alla affrettata decisione di distruggere un corpo di reato si aggiunge la mancata campionatura e conservazione dei pochi reperti rimasti.
 
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La cosa triste è che fu scelto scientemente di addossare le colpe dell'attentato agli anarchici. E' risaputo che il commissario Calabresi non era nella stanza, dove veniva trattenuto per lunghissimo tempo e illegalmente Giuseppe Pinelli, il malore attivo secondo Licia la moglie,  non l'ha mai preso in considerazione.
Se si fosse indagato senza depistaggi come ha confermato il Presidente Mattarella, non ci sarebbero state le stagi succesive, da Brescia a Bologna.
 
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Il lavoro di Purgatori, dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole d'Italia, il Ministero dell' Istruzione dovrebbe avere la sensibilità di imporlo, un contributo di giustizia a tutte le Vittime dello stragismo e del terrorismo brigatista.
 La testimonia del magistrato Guido Salvini, Alla fine degli anni ottanta, dopo la scoperta di Gladio e grazie all'apertura di alcuni archivi dei Servizi di informazione e al manifestarsi in modo più ampio del fenomeno della collaborazione anche nell'area dell'estrema destra eversiva, ha riaperto le indagini sulla Strage di piazza Fontana. L'indagine, che ha toccato un ampio arco di episodi precedenti e successivi la strage ha potuto ricostruire, nonostante l'assoluzione delle persone indicate come materiali responsabili della strage, in modo convincente il periodo della strategia della tensione, tanto che anche le sentenze di assoluzione dei singoli imputati indicano esplicitamente nel gruppo neonazista Ordine Nuovo l'organizzatore ed esecutore degli attentati del 12 dicembre 1969.
Il racconto di Vinciguerra condannato all'ergastolo è illuminate, racconta Purgatori di un colloquio in via Gradoli, tra un maresciallo dei Carabinieri e Mario Moretti.
 
 
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Tutte le associazioni dovrero spingere affiche il Ministro dell' Istruzione in persona decida con una Circolare di divulgare il filmato. Potrebbe essere utilizzato ai fini del Bando del concorso allegato. Quale materiale migliore per stimolare gli stundenti a fare nuove ricerche, neofiti storici, non credete? E' nelle scuole che bisogna battere, tutti insieme, affratellati da un unico desiderio, dimostrare che la ricerca dell' uomo forte è la conseguenza di non aver mai fatto definitivamente i conti con il fascismo; L'uccisione Alessandrini: in quegli anni Emilio Alessandrini continua a lavorare alla seconda istruttoria sulla strage di Piazza Fontana (quella nata in Veneto, sulla cd. pista nera, dalla quale, a seguito dello stralcio di alcune posizioni, nascerà anche una terza istruttoria); il magistrato depositerà la sua requisitoria per il rinvio a giudizio dei componenti della cellula fascista veneta il 6 febbraio 1974. Il Magistrato Galli, era un obiettivo ideale perché continuava l'opera di Alessandrini. Sono andati a vedere se si poteva fare e lo hanno fatto. Se non si fosse potuto, non avrebbero fatto nulla». E anche perché Galli, spiega Albesano, arrestato il 17 maggio: «rappresentava un obiettivo facile, in quanto girava senza scorta».A chi le dobbiamo queste morti eccellenti se non all'animo fascista ancora dentro di noi. C'è una maggioranza silenziosa che potrebbe esplodere in qualsiasi momento.
 
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Scritto da Mario Arpaia   
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