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Rinasce la speranza di giustizia per i morti di Casale Monferrato
Venerdì 31 Gennaio 2020 17:49

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Prima risposta della Giustizia italiana a Stephan Schmidheiny che recentemente ha espresso dei giudizi generali sull’Italia a dir poco sconcertanti e inaccettabili, nel tentativo di giustificare la sua condotta di grande industriale mondiale produttore di manufatti in amianto, costati la vita a migliaia di lavoratori e cittadini.

S.S. “Dentro di me provo odio per gli italiani e io sono il solo a soffrire per questo. Non ho intenzione di vedere una prigione italiana dall’interno”

Il giudice di Vercelli ha dimostrato che era ampiamente noto e conosciuto anche da Schmidheiny la pericolosità dell’amianto e i suoi effetti e come cio’ sia stato nascosto e taciuto, con un comportamento che dimostra come di fronte al profitto la vita umana passa in secondo piano!

S.S. “Quando oggi penso all’Italia, provo solo compassione per tutte le persone buone e oneste che sono costrette a vivere in questo Stato fallito”.

 

La Repubblica

https://torino.repubblica.it/

Eternit bis, l'ex patron Schmidheiny a giudizio per omicidio volontario: sfuma l'ipotesi prescrizioneEternit bis, l'ex patron Schmidheiny a giudizio per omicidio volontario: sfuma l'ipotesi prescrizione

Il manager svizzero, già nella bufera per le sue frasi choc contro l'Italia in una recente intervista, è accusato di avere provocato la morte di 392 persone

di FEDERICA CRAVERO

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/01/24/news/eternit_bis_l_ex_patron_schmidheiny_a_giudizio_per_omicidio_volontario_sfuma_l_ipotesi_prescrizione-246600854/

24 gennaio 2020

Stephan Schmidheiny è stato rinviato a giudizio per omicidio volontario nel filone cosiddetto Eternit bis per le morti di 392 persone di Casale Monferrato, decedute per le conseguenze dell'esposizione all'amianto. Lo ha deciso il gup di Vercelli che ha mandato davanti alla corte d'assise di Novara il magnate svizzero, ultimo titolare dell'Eternit. L'udienza sarà il 27 novembre.

 Il giudice ha accolto l'impostazione dei pubblici ministeri Roberta Brera, Francesco Alvino e Gianfranco Colace, che avevano indicato come imputazione l'omicidio volontario plurimo: in questo modo il processo potrà continuare. Se invece il gup avesse deciso di derubricare il reato in omicidio colposo - come era accaduto per esempio al tribunale di Torino, dove Schmidheiny è stato condannato a 4 anni di carcere per le vittime della fabbrica di Cavagnolo - è verosimile pensare che il processo si sarebbe estinto con la prescrizione. La decisione di Vercelli si allinea invece a quanto avvenuto a Napoli, dove l'industriale è a dibattimento in Assise per omicidio volontario per le morti dello stabilimento di Bagnoli.

Quello affrontato oggi a Vercelli è uno dei quattro filoni in cui è stato spacchettato il processo Eternit bis, istruito dalla procura di Torino sui decessi che non erano entrati nel primo grande processo per le vittime dell'amianto, in cui si contestava il disastro doloso, e che poi era finito prescritto. "Finalmente rinasce la speranza di giustizia per le centinaia di vittime dell’Eternit di Casale Monferrato e per i loro familiari - dichiara Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie di Medicina Democratica e di Aiea - È la prima volta che la morte per amianto di così tante persone, 392 fra lavoratori e abitanti, viene considerato omicidio doloso, e ciò allontana il rischio della prescrizione, che purtroppo ha consentito nel tempo di vanificare e cancellare le possibilità di giustizia e punizione dei responsabili di tante, troppe morti per amianto in tante fabbriche da un capo all’altro del nostro Paese".

La decisione arriva nella giornata in cui hanno destato sconcerto le parole dello stesso Schmidheiny alla testata svizzera "Nzz am Sonntag". "Mi sono reso conto di provare dentro di me un odio per gli italiani", ha detto nell'intervista rilanciata in Italia nelle ultime ore. Ed ancora: "Quando oggi penso all'Italia provo solo compassione per tutte le persone buone e oneste che sono costrette a vivere in questo Stato fallito. Non ho intenzione di vedere una prigione italiana dall'interno. Alla fine il mio comportamento sarà giudicato correttamente e un giorno verrò assolto".

"La vera battaglia comincia adesso - affermano i rappresentanti dell’Afeva, l’associazione delle vittime dell’amianto - Le parole e la decisione del giudice ci hanno molto confortati. Oggi qualcuno ci ha ascoltato e soprattutto abbiamo fatto vedere che non siamo un popolo di falliti". Anche il sindaco di Casale Monferrato, sede dello stabilimento Eternit, Federico Riboldi ha espresso soddisfazione: "La giustizia farà il proprio corso e la sentenza sarà scritta al termine del processo, ma l’amministrazione farà sempre il suo dovere rimanendo a fianco dei cittadini".

"Anche per i morti di Casale Monferrato si è compiuto un altro importante passo verso l'affermazione della giustizia - è il commento della Cgil - Questo conferma e rafforza l'impegno delle associazioni nella battaglia che da tempo stanno conducendo per la riaffermazione della giustizia e dei diritti delle vittime di queste immani tragedie".

ETERNIT BIS: SI RIPARTE

Eternit bis, Schmidheiny va a processo per le 392 vittime dell’amianto. Il giudice conferma il capo d’accusa: omicidio volontario

Il giudice per l’udienza preliminare di Vercelli ha accolto la richiesta della Procura nel processo sulle vittime dell’esposizione all’amianto a Casale Monferrato. Il processo sarà trasferito in corte d’Assise a Novara e si allontana lo spettro della prescrizione.

http://www.associazioneitalianaespostiamianto.org/amianto/eternit-bis-si-riparte

Stephan Schmidheiny va a processo con l’accusa di omicidio volontario. Il giudice per l’udienza preliminare di Vercelli, Fabrizio Filice, ha accolto la richiesta della Procura e disposto il rinvio a giudizio dell’imprenditore svizzero, accusato della morte di 392 persone a Casale Monferrato che, secondo le indagini, sono vittime delle conseguenze dell’esposizione all’amianto. Il processo sarà quindi trasferito in corte d’Assise a Novara. La prima udienza è fissata per il 27 novembre.

“Siamo delusi della decisione, confidiamo nella giustizia e nel fatto che sul merito ci diano ragione”, commenta all’Adnkronos Astolfo Di Amato, uno dei legali di Schmidheiny, che solo un mese fa in un’intervista al giornale svizzero Nzz am Sonntag aveva dichiarato: “Non ho intenzione di vedere una prigione italiana dall’interno” per aggiungere anche che l’Italia è “uno Stato fallito“.

 

www.huffingtonpost.it       l CRONACA 24/01/2020 11:20 CET

"Odio gli italiani. Non vedrò le loro prigioni". Bufera contro il patron di Eternit

https://www.huffingtonpost.it/entry/odio-gli-italiani-non-vedro-le-loro-prigioni-bufera-contro-il-patron-di-eternit_it_5e2ab590c5b6d6767fd21084

“Dentro di me provo odio per gli italiani e io sono il solo a soffrire per questo. Non ho intenzione di vedere una prigione italiana dall’interno”


“Quando oggi penso all’Italia, provo solo compassione per tutte le persone buone e oneste che sono costrette a vivere in questo Stato fallito”.

   

Scritto da Mario Murgia   
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