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Orrore foibe, Narodni Dom e contro gli sloveni l’incendio fascista
Martedì 11 Febbraio 2020 15:57
 

Chiunque abbia infoibato esseri umani ha commesso un crimine e ciò deve essere riconosciuto, le vittime hanno diritto alla giustizia e la loro sofferenza al compianto e alla memoria. Lo stesso si dica per la tragedia degli esuli istriani contro cui vennero praticati anche atti di crudeltà ideologica a priori. Stabilito questo, il compito che sarebbe spettato alle generazioni successive e anche alla nostra sarebbe quello di capire.

Quale è l’origine violenta che ha causato le foibe? La risposta, a mio parere è iscritta nella storia della seconda guerra mondiale: la criminale guerra genocida, voluta, preparata e scatenata dai nazisti tedeschi e dai loro sodali con l’intento di imporre una dittatura razzista schiavista e assassina su tutta l’Europa. Moni Ovadia

Oltre le ferocie incrociate della guerra

Il presidente Napolitano fianco a fianco, per la prima volta, con i presidenti di Slovenia e Croazia. «Assieme, avevano voluto testimoniare «la ferma volontà di far prevalere quel che oggi ci unisce su quel che ci ha dolorosamente diviso in un tormentato periodo storico».

«Era il 2010 e sembrava che finalmente tutti avessero capito che questa è una terra mistilingue dove si vuole, e si può, vivere in pace. La frontiera è luogo privilegiato di scambi, di commistioni, di arricchimento reciproco: questo andrebbe ricordato e tutelato sempre. Invece, anno dopo anno e con furia crescente, in Italia si è cominciato a tentare di riscrivere la storia e di rialzare i muri», scrive Marinella Salvi da Trieste.

Non c’è rispetto per la storia

«Sono sempre di più i connazionali che non sanno nulla di cosa sono state le guerre di occupazione italiane, dalle colonie alle conquiste “imperiali” fino alla Jugoslavia, quelli che pensano che nei campi di sterminio sono stati mandati soltanto gli ebrei e soltanto da quei pazzi dei nazisti tedeschi e sempre di più quelli che cominciano a dare per scontato che nelle foibe del Carso ci siano davvero i resti violati di decine di migliaia di ‘italiani solo perché italiani’ e che tutti gli italiani d’Istria siano dovuti scappare per non essere infoibati dalle orde slavo-comuniste».

Falsità e ideologia revansciste

Finisce così che non solo si tradisce la verità ma si fanno crescere nostalgiche ideologie revansciste pericolose per ogni vivere civile, come il secolo breve dovrebbe avere insegnato. «A 75 anni dalla fine della guerra, c’è una ulteriore ciliegina, non bastasse il terzetto di parlamentari presenti a Basovizza, inevitabilmente attorniati da molteplici divise e gonfaloni, compreso quello della X Mas che ormai da mesi fa la spola tra Trieste e Gorizia». Triste Trieste tradita.

Il ‘Narodni Dom’ rovesciato

«Il Narodni Dom, la casa degli sloveni dei croati e dei cechi di Trieste che ospitava in un unico grande edificio l’albergo Balkan, le banche, le sedi delle associazioni e delle organizzazioni sportive e culturali, la biblioteca ecc, incendiato dai fascisti capeggiati da Francesco Giunta nel luglio del 1920, in realtà sarebbe stato dato alle fiamme … dagli sloveni».

Vergogna e quasi beffa. Iniziativa, ospitata in una sala pubblica e pubblicizzata da locandine del Comune. E il 13 luglio prossimo, a cento anni esatti dall’incendio fascista, il nostro presidente della Repubblica restituirà al collega sloveno e alla comunità slovena l’edificio, «per diritto di proprietà e per correttezza storica».

Scritto da REMOCONTRO   
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