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Gli aiuti sanitari urgenti e fulminei della Russia all’Italia
Giovedì 26 Marzo 2020 16:39

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Gli aiuti sanitari urgenti e fulminei della Russia all’Italia e i sospetti di opportunismo politico su un futuro di nuove alleanza strategiche e di scambio tra aiuti oggi e sanzioni domani.  Da Mosca le reazioni dell’ambasciatore d’Italia e da Roma dell’ambasciatore della Russia

L’articolo su La Stampa

«Coronavirus e l’ultima operazione di influenza della Russia sull’Italia. Cento specialisti in guerra batteriologica russi mandati da Mosca, e accettati senza riserve, sul territorio italiano. I principali sono inquadrati con grado militare. E sul Facebook italiano Sputnik celebra l’operazione ‘Dalla Russia con amore’» […].

L’ambasciatore d’Italia a Mosca Pasquale Terracciano

«Nella telefonata di sabato tra il Presidente Putin e il Premier Conte è stato concordato un pacchetto complessivo di aiuti attraverso la Sanità militare e la messa a disposizione, per un arco di 30 giorni, di una fabbrica russa di ventilatori. Di questo materiale, una parte (evidenziata in rosso) viene offerta dal Governo o da donatori privati russi. La restante viene acquista dalla Protezione Civile. Tutto il materiale è stato e sarà trasportato gratuitamente su aerei militari russi».

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«Per quanto riguarda il personale militare, esso fa parte di un modulo standard che le Forze armate russe hanno da tempo definito per operazioni di contrasto alle epidemie. Vi potranno anche essere materiali non prioritari dal nostro punto di vista, ma resta il fatto che si tratta di 80 medici, più infermieri, interpreti e addetti alla logistica, i quali andranno a operare rischiando la propria vita nella provincia di Bergamo, e non credo che avranno il tempo (e la voglia) di andare in giro a fotografare di nascosto i muri di cinta delle basi NATO».

 Solidarietà russa come a Messina 1908

L’ambasciatore di Mosca in Italia, Sergey Razov, a Marta Allevato, Agenzia Giornalistica Italia, AGI. «Rilanciare lo spirito di Pratica di Mare portando aiuto “all’amico popolo italiano, indipendentemente dal contesto politico internazionale”, nel solco di una tradizione di supporto umanitario che affonda radici nel secolo scorso, ma anche ribadire la necessità, espressa dal presidente Vladimir Putin, di unire le forze tra i vari Paesi per combattere nuove sfide e minacce globali, come la pericolosa epidemia  a cui stiamo assistendo».

Propaganda del Cremlino?

«Alcuni in Europa concepiscono la solidarietà come adesione generale alle sanzioni e disciplina di blocco. A nostro avviso, la solidarietà dovrebbe essere altro. In Russia, c’è un detto: ‘Non esiste il dolore altrui’. La Russia non poteva rimanere indifferente davanti a una situazione così difficile per l’Italia”.

Già 14 voli e forse altri

La telefonata tra Putin e Conte la mattina del 22 marzo. «Due giorni dopo la telefonata, nove aerei pesanti, ciascuno con capacità  fino a 60 tonnellate, appartenenti all’Aeronautica militare da trasporto della Russia, sono atterrati in Italia. Altri cinque voli speciali sono arrivati ieri. Decisioni in merito a voli supplementari verranno adottate in base all’evolversi della situazione e a seconda della necessità. Stiamo dunque parlando di una operazione umanitaria oltremodo imponente per la fornitura, in tempi ridottissimi, di attrezzature medicali e presidi di protezione».

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Oltre il come, chi e cosa

«122 medici militari, virologi ed epidemiologi, 8 equipe mediche composte da un terapeuta, epidemiologi, anestesista, infermiera e interprete; 30 unita’ di mezzi speciali-unità mobili (ciascuna composta da due veicoli) e moduli di elaborazione dati installati su veicoli ‘Kamaz’. Inoltre, i velivoli russi hanno portato in Italia presidi di protezione, unità mobili per la disinfezione dei mezzi di trasporto e del territorio, in grado di sanificare anche condutture idriche, attrezzature medicali tra cui alcune decine di ventilatori polmonari, macchine di analisi biologica e patogena, 100 mila sistemi di test, mascherine sanitarie di alta classe di protezione, guanti, mille completi di protezione, 700 completi medico-infettivologo e altre attrezzature varie. “In particolare, è arrivato in Italia un nuovissimo laboratorio, uno dei 15 di cui dispongono in totale le Forze di Difesa NBC. Tutto questo, attraverso il ministero della Difesa della Federazione russa a titolo gratuito».

Russia per ora a Bergamo

«Per il momento è stato deciso che gli specialisti russi verranno inviati in una delle città del Nord maggiormente colpite, Bergamo. I nostri specialisti resteranno in Italia fino a una specifica decisione congiunta delle parti russa e italiana».

Opportunismo scientifico politico russo?

«Gli specialisti russi hanno una vasta esperienza pratica nella lotta contro la diffusione delle infezioni virali e nel superamento di complesse situazioni epidemiologiche. Sono dotati di attrezzature moderne, macchine speciali e prodotti farmaceutici. Si tratta, per la maggior parte, di esperti, leader nel loro campo, che hanno partecipato direttamente all’eliminazione dei focolai di antrace e Ebola e allo sviluppo di vaccini anti-peste. Pertanto, l’obiettivo di acquisire esperienza pratica in caso di proliferazione del coronavirus in Russia non sussiste».

«Nel nostro Paese c’è un detto: ‘Non esiste il dolore degli altri’. La Russia non poteva rimanere indifferente davanti a una situazione così difficile per l’Italia. Sono certo che l’espressione ‘lo spirito di Pratica di Mare’ acquisisce ora un nuovo significato, quello di aiutare l’amico popolo italiano, indipendentemente dal contesto politico internazionale».

Ricordiamoci Messina

«In passato la Russia ha già prestato più di una volta il proprio aiuto al popolo italiano. Nel 1908, durante il devastante terremoto di Messina, i marinai russi salvarono gli abitanti dalle macerie della città e sulle proprie navi li trasportarono negli ospedali. Furono salvate migliaia di vite. Tra l’altro, molti nostri connazionali morirono in quell’operazione. Fa piacere che la loro impresa sia ancora oggi onorata in Italia, e in Sicilia in particolare. Per venire a tempi più recenti citerò l’esempio del devastante terremoto dell’Aquila del 2009, quando la Russia è stata uno dei primi Paesi a inviare un nutrito gruppo di soccorritori del ministero della Protezione civile per gestire le conseguenze del disastro, e poi, sulla base di una delibera del governo russo, ha stanziato ingenti fondi per il restauro di alcuni monumenti architettonici dell’Aquila, che ora hanno ritrovato il loro antico splendore».

Tags: Aiuti sanitari russi ambasciatori polemiche

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Ennio Remondino

Giornalista dalla carta stampata alla radio televisione per finire al web. Giornalista investigativo al Tg1, corrispondente estero Rai per l'Europa centro sud orientale con sedi successive a Belgrado, Gerusalemme, Berlino e Istanbul. Reporter nelle guerre balcaniche, dall'assedio di Sarajevo ai bombardamenti Nato sulla Jugoslavia per il Kosovo, in Iraq, Medio Oriente, Afghanistan. Remocontro.it per non perdere il vizio

Scritto da Ennio Remondino   
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