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IL CAPO DELLO STATO E LA GIUSTIZIA
Martedì 28 Aprile 2020 17:38

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Ornella Favero DIRIGE LA REDAZIONE DEL CARCERE 2 PALAZZI DI PADOVA Ristretti Orizzonti, quello famoso panettone di Natale,

un carcere a 4 stelle

Carissimo Carmelo, si possono rilasciare mille interviste, ti assicuro che per gli italiani l'emrgenza
carceri non estiste. C'è un vecchio proverbio che recita: chi vuole và chi non vuole manda.
E' inutile giraci in torno.

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA

PREVENIRE NON REPRIMERE, UNA GIUSTIZIA DEBOLE HA BISOGNO DEL 41 BIS

Businarolo Francesca

Bazoli Alfredo

Bordo Miche

noi le siamo infinitamente grati per la soluzione di un a caso penosissimo che si trascinava da tempo, siamo riusciti attraverso il suo intervento, ad ottenere gli arresti domiciliari per Rosa Zagari, aveva fratture alle vertebre ed era diventata anoressica, le ricordiamo che siamo i familiari di Luigi Pinto, caduto a Brescia a soli 25 a causa di una bomba fascista fatta esplodere in Piazza della Loggia. Un gruppo di docenti tra i quali  una familiare dell' On. Bazoli Alfredo, della Commisssione Giustizia della Camera dei Deputati.

Siamo interessati a conoscere dalle associazioni che, si occupano della dignità e della salute dei detenuti, il motivo per il quale non si procede a ranghi compatti, per ottere un diritto sacrosanto, per otterlo  è necessario insistere, cercare in Parlamente gli onorevoli più sensibili a battersi per un confronto presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, è il pensiero quotidiano di Papa Francesco, fino ad ottenere la convocazione. Saremmo grato ricevere .

CAP. 12

FINE DELLE PENE Dalla semplice considerazione delle verità fin quiesposte egli è evidente che il fine delle pene non è di tor-mentare ed affliggere un essere sensibile, né di disfareun delitto già commesso. Può egli in un corpo politico, che, ben lungi di agire per passione, è il tranquillo mo-deratore delle passioni particolari, può egli albergare questa inutile

crudeltà strumento del furore e del fanatismo o dei deboli tiranni? Le strida di un infelice richia-mano forse dal tempo che non ritorna le azioni già con-sumate? Il fine dunque non è altro che d’impedire il reodal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli al-tri dal farne uguali. Quelle pene dunque e quel metodo d’infliggerle deve esser prescelto che, serbata la propor-zione, farà una impressione piú efficace e piú durevole sugli animi degli uomini, e la meno tormentosa sul corpo del reo. Cesare Beccaria - Dei delitti e delle pene.

Il famigerato carcere  a vita del quale da anni ne parla Carmelo Musumeci, ovvero l’ergastolo ostativo è una tortura. Dichiara Carmelo, al giornalista Claudio Botton: dal carcere uscirà solo il cadavere. Dio scopre il delitto di Caino e lo maledice, scacciandolo dalla terra che ha macchiato del sangue di suo fratello, ma ponendo su di lui 'un segno' che lo protegga dalla vendetta.

Il carcere il più delle volte è una vendetta, tortura pena senza pietà,  abbiamo visitato l’ Asinara dove Carmelo è stato trattenuto per oltre 5 anni, ci siamo resi conto rendendo che si trattava della Cayenne, del famoso romanzo-film. Vogliamo ancora una volta precisare che non siamo esperti di problemi carcerari, abbiamo semplicemente trasformato il nostro dolore di familiari di vittima dello stragismo in solidarietà.Un team che sostituisce il dimissionario Francesco Basentini con Dino Petralia (quante nuove carceri tipo il 2 Palazzi di Padova farà costruire? ) e che taglia le polemiche politiche sulle recenti scarcerazioni dei boss (Zagaria, Bonura, Iannazzo e altri) decise dai magistrati di sorveglianza, ma addebitate politicamente allo stesso Bonafede. Il quale ha comunque avviato, per il via libera a Zagaria.

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Ci sono delle cose che non tornano,la nuova  nomina del Capo Compartimento,  la chiusura totale della politica a rivedere il dossier carceri.Ci chiediamo, vi chiediamo, visto la grande pericolosità per un pandemia carceraria, perché le associazioni, gli avvocati, gli esperti come il prof. Giuseppe Ferraro, la dott.ssa Grancesca De Carolis, Marietti di Antigone, Sandra Berardi, una task force, termine che piace al presidente Conte, non chiede di essere ricevuti in audizione dalla Commissione Giustizia della Camera.

Scritto da Mario Arpaia   
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