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IL RACCONTO DEL MAGISTRATO NINO DI MATTEO
Giovedì 28 Maggio 2020 07:22

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GENTILISSIME/I,

SONO STATI TRADITI DA CHI DOVEVA PROTEGGERLI.

E' un dovere civico diffondere la testimonianza del dott. Nino Di Matteo, Membro del CSA. La lunga inchiesta condotta sulla 7 Tv, spiega come sono andati i fatti che hanno coinvolto per lunghi anni la Magistratura siciliana. Testimonianze, interviste, servizi giornalastici, spiegano e raccontano una delle pagine più oscure della storia republicana. La trattativa Stato/Mafia. E' un dovere civico far conoscere ai giovani, agli studenenti, le morti eccellenti di Servitori dello Stato? Un Paese civile si regge sulle regole e sulla giustizia. Abbiamo un Governo che sta facendo bene il suo lavoro, un Governo serio, fatto per lo più di persone serie. Il MInistro della Giustizia deve chiarire al più presto il suo ruolo e il suo giuramento nelle mani del Presidente dello Stato. Deve dire tutta la verità, senza ombra di dubbio sulla direzione del DAP. L'apertura di fiducia dell' Europa verso un Paese con il più alto debito pubblico, è una grande occasione da non perdere. Il Governo è solido, le grandi intese, sono un diversivo. IL Governo Conte vada avanti, senza tentennamenti. I risultati verranno se i Servitori dello Stato sono stati scelti con oculatezza. l'On. Bersani che è un'ottimo polico lo dice tutti i giorni. 

 

IL RACCONTO DEL MAGISTRATO NINO DI MATTEO , PROCURATORE A PALERMO E MEMBRO DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, HA CHIARITO IN MODO INEQUIVOCABILE , LA TRAGEDIA CHE HA ATTRAVERSATO LA SICILIA NEGLI ULTIMI DUECENTO ANNI E' IN PARTICOLARE DAL 1950 IN POI. AL CENTRO DELLA STORIA UN COMMISSARIO DI POLIZIA, IL NUMERO TRE DEI SERVIZI SEGRETI, “BRUNO CONTRADA” LEGATO AL GENERALE DEI CARABINIERI SUBRANI. DOBBIAMO ALL’IMPEGNO DI DUE GIORNALISTI D’INCHIESTA, LODATO E PURGATORI, IL MERITO DI INTERVISTE CHE HANNO CONFERMATO LA SOLITUDINE NELLA QUALE FURONO LASCIATI FALCONE E BORSELLI, A COMPETERE DA SOLI CON LE FAMOSE “MENTI SOPRAFFINI” CHE ALLA FINE L’EBBERO VINTA, UCCIDENDO LA SPERANZA CHE UN PAESE MIGLIORE SAREBBE POTUTO NASCERE. IL RAPIMENTO E L’UCCISIONE DI ALDO MORO, DI GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO, DIMOSTRARONO CHE L’ITALIA E' LIBERA E DEMOCRATICA A PAROLE MA CHE NEI FATTI E’ OSTAGGIO DI DI UN DIO MINORE. UN DIO CHE LA VUOLE FRAGILE E DISPONIBILE AI RICATTI DI UNA POLITICA SENZA ANIMA E CULTURA, PRIVA DI PROTAGONISMO SULLO SCACCHIERE MONDIALE.

Il nostro è il Paese che più di tutti deve fare autocritica, Paese che per i suoi mali deve piangere se stesso. Paese ingrato e traditore, che non seppe, non volle proteggere personalità investigative di qualità internazionale. Studiosi come pochi di mafie. Siciliani che conoscevano fin dalle origini il fenomeno ma che non furono supportate adeguatamente dalla Procura di Palermo. Nel momento di maggiore debolezza del pool antimafia, fu scelto come Procuratore di Palemo Antonino Meli che nulla sapeva di mafie. Fu decretato dalle "menti sopraffine" che il pool doveva essere sepolto sotto tonnellate di asfalto e tritolo. Nemmeno un mese dopo le menti sopraffine convocarono Paolo Borsellino a Roma, dove gli comunicarono che era in atto la trattativa Stato Mafia. Lo aspettarono in via D'Amelio e lo seppellirono insieme alla sua scorta come Falcone, Chinnici, Dalla Chiesa, Montana, Cassarà. L'elenco è lunghissimo di servitori dello Stato? NO! Visionari romantici, lontani dalle miserie della terra. “Considerate la vostra semenza“. Considerate, cioè pensate, prendete in valutazione la vostra semenza, cioè da dove venite, considerate la vostra natura, considerate il fatto che siete esseri umani, esseri intelligenti, e non bestie, non animali. Semenza viene da “seme”, da cui nascono le piante. La semenza quindi rappresenta l’origine, la razza umana in questo caso. Loro erano umani a differenza di chi li ha traditi spudoratamente.

Ebbene, se considerate la vostra semenza, arriverete facilmente a capire, dice Dante, che non siete fatti per vivere come bruti – “fatti non foste“, cioè “non siete fatti”.

L'Italia è un Paese maledetto! Senza verità scrisse Leonardo Sciascia. Da Portella della Ginestra ai giorni nostri è sempre stato mestare nel torbido. Iniziò con l'uso dei mafiosi da parte degli americani, per agevolare lo sbarco in Sicilia. Utilizzarono il Bandito Giuliano, il politico capo della Sicilia Mario Scelba e da allora tutto è stato permesso e consentito.

 

Dichiarò nell'ultima intervista a Giorgio Bocca, il Generale Dalla Chiesa, che lo trattavano  meno cdel Prefetto di Forlì. E' la storia di una interminabile tragedia greca, semidei per capacità, coraggio ed esperienza,  I loro ideali erano quelli dei Partigiani che combatterono per la libertà,  la giustizia, la democrazia. Una libera scelta. Un Albo apposito andrebbe creato con tutti i nomi dei morti e assimiliati   ai combattenti della Guerra di Liberazione nazionale. 

https://www.youtube.com/watch?v=Xbpdj6AZqxs

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FRANCESCO DE GREGORI Viva l'Italia (1979) Con testo

Scritto da andrea purgatori la7   
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