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SALVIAMO TUTTI IN SIEME LA DEMOCRAZIA DAL FASCISMO
Lunedì 06 Luglio 2020 08:03

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(Antifascista militante)

Sig. Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ero amico di Costanzo Pedicino e di Pasqualino Iarrapino, abitavano in Piazza Bilancia, a pochi metri da dove è nato lei in piazza Bilancia.Pasqualino peoduceva un ottimo olio DOP, avendo pure il trappeto. Di estate era lui addetto alla mietitura. Stimatimo ed amatissimo a Volturara Appula (Foggia) la mia città.

Una persona senza memoria, vaga alla ricerca di una strada che lo riporti in dietro, nei luoghi che ha conosciuto e si è battuto per l’unica cosa che vale veramente , “La Democrazia” la libertà. Conosciamo la storia del fascismo di ieri e di oggi. Lo stesso approccio, seduti uno accanto all’altro, li chiamavano la Maggioranza silenziosa, avvolti nel tricolore dell’ avvocato Adamo degli Occhi, spadroneggiavano a Milano. Guardateli nonno e figli, il passato e il presente. Uno che di fascismo se ne intendeva, lo aveva avuto al suo servizio, in Africa, Indro Montanelli, per anni ha aspettato il Vaccino, è arrivato prima il Corona Virus. Era sicuro che provato il berlusconismo, l’Italia sarebbe cambiata. intanto molti più giovani asserisco che la strage della Banca dell’ Agricoltura fu opera delle Brigate rosse.

 

Spesso pensiamo che la memoria l’abbiamo persa noi. Abbiamo oltre mille iscritti,scriviamo tutte le settimane mai nessuno  alle nostre litanie,ricordiamo Adamo degli Occhi, in doppio petto di grisaglia grigia, di Loro Piana, faceva un certo effetto tra i fascisti milanesi.

Conosco Letizia Battaglia per fama e per una telefonata , doveva venire a Casarsa della Delizia per raccontarci della casa della madre di Pier Paolo Pasolini. Scrive Letizia: ricordo il tono arrogante di qualcuno che lo invita a maggiore impegno e la sua risposta che più o meno chiede il diritto all’evasione. La serata è una sofferenza, straziata da una atmosfera irrespirabile e da incomprensioni lacerante .L’aria di via Brera, all’uscita è fresca ma non cancella il senso di insoddisfazione. Il dibattito ha sollevato inquietudini e ripensamenti: Le critiche da destra (come allora si diceva) non mi avevano turbato, le critiche da sinistra mi erano sembrate cattive e ingiuste e, proprio perché dettate da una ideologia che condividevo, ancora più dolorose. Scegliendo Pasolini e il suo bisogno di libertà andavo contro i miei stessi compagni di viaggio. Eppure non potevo fare diversamente . Credo di aver iniziato quella sera a sfumare i contorni di “destra” e “sinistra” e ritrovare in me di cancellare le ideologie per per difendere gli ideali e le idee. Quaranta anni più tardi parlando co Letizia Battaglia, scopro che condividiamo le stesse emozioni, lo stesso disagio per una serata meravigliosa e sofferta. Scopro che nel ricordo i quaranta anni non sono passati. (Giovanni Calvezzi) Milano maggio 2012.

Siamo nella tempesta caro Presidente del Consiglio, stanno tentando di giocare la carta Berlusconi e prendersi tutto e sostenere il loro governo. Il nonno con i nipoti presidiano le piazze. Gazebo con raccolte di firme..

Presidente lei è giovane, non ha vissuto lo stragismo e gli anni di piombo. Gli Stati generali devono coinvolge la parte sana, un dibattito che i informi il Paese dei reali pericoli che stiamo correndo. Sono pronti alla spallata. Lo sceneggiato su Don Minzoni , è la dimostrazione di come si presero il potere.

Certo su questo Paese e su tutti noi grava il peso della mancata giustizia. A volte viene spontaneo pensare se davvero sia valsa la pena di andare nelle piazze. Loro ci hanno rimesso la vita , noi familiari abbiamo visto le nostre totalmente stravolte.

E il risultato qual è? Quello di vedere le stragi ancora totalmente impunite. E di trovarci ancora a chiedere risposte da quelle stesse istituzioni che eravamo a difendere in in piazza quei giorni

MARIO ARPAIA

Scritto da Mario Arpaia   
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