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TERZA GIORNATA DELL’AUTONOMIA
Giovedì 22 Ottobre 2020 15:31

21 Ottobre 2020

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TERZA GIORNATA DELL’AUTONOMIA

Abbiamo dovuto annullare - stante le disposizioni dell’ultimo Dpcm -  l’evento per celebrare il terzo anniversario dei due referendum del 22 ottobre 2017, come da Statuto dell’Associazione Veneto Vivo, già programmato per domenica 25 ottobre mattina presso la storica Birreria di Pedavena, organizzato insieme con gli amici del Bard di Belluno. In alternativa predisporremo per domani sera, giovedì 22 ottobre, una diretta streaming sulla mia pagina Facebook per promuovere un momento di riflessione sullo stato della procedura a 1.096 giorni dal referendum e l’efficacia della strategia messa sin qui in atto dalla nostra Regione per il riconoscimento dell’autonomia differenziata. Vi allego la relativa locandina. Saranno nostri graditissimi ospiti Matteo Macilotti, sindaco del Comune di Chiampo, già collaboratore della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, e Roberto Bizzo, già componente della Commissione dei Sei, ovvero la Commissione paritetica Stato-Provincia Autonoma di Bolzano prevista dallo Statuto speciale del Trentino Alto Adige per elaborare le norme di attuazione della specialità.

 

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IL NOSTRO È SOLO UN INIZIO, AUGURI A ZAIA PERCHÉ DIA AL VENETO L’AUTONOMIA CHE MERITA

Lo avevamo detto fin dall’inizio: la nostra era una start up che coglieva l’occasione del voto regionale per presentare ed avviare un nuovo progetto politico dal basso, autonomista e federalista. Sapevamo che sarebbe stata una sfida difficilissima per le condizioni impari del confronto e che per la nostra lista arrivare alla soglia del 3% al di fuori da ogni alleanza, in appena tre settimane effettive di campagna elettorale, nelle condizioni limitative imposte dallo stato di emergenza da Covid-19 e senza un precedente radicamento consolidato sui territori, era difficilissimo. L’effetto polarizzazione del terzo mandato di Zaia, unito alla sovraesposizione mediatica dei mesi di gestione dell’emergenza ed all’effetto del voto utile verso i candidati rappresentativi di forze politiche nazionali (Centro destra, Centrosinistra e M5S), ha provocato un vero e proprio tsumani con 1.8876.022 voti validi al candidato Zaia, di cui 911.323 alla sua lista personale. Ne sono state prosciugate tutte le liste, anche del Centro Destra, lasciando un 4% dei voti da dividersi alle altre 6 liste minori, tra cui la nostra (che ha totalizzato 14.496 voti, tutto sommato significativi nelle condizioni date se confrontati anche con i 16.270 totalizzati da un partito nazionale come Italia Viva).
Zaia, che ha gestito bene (anche nella comparazione con le altre Regioni, in primis la Lombardia) la difficile emergenza sanitaria, ha trovato davanti a sé delle praterie, soprattutto per responsabilità di un Centrosinistra ancora una volta arrivato impreparato all’appuntamento.
Il plebiscito a Zaia, al quale vanno comunque i nostri auguri, rappresenta tuttavia un elemento di criticità per la rappresentanza democratica in questa regione. E carica il Governatore di grandissime responsabilità soprattutto in merito alla trattativa con il Governo per l’autonomia. Dopo aver surclassato la Lega, prenda il coraggio a piene mani e investa il risultato elettorale della sua popolarità in modo da far fare al Veneto quel balzo in avanti che merita, perché è evidente che qui tutte le forze politiche nazionali sono uscite sconfitte. Proprio il risultato della Lista Zaia conferma infatti la nostra tesi che in Veneto c’è lo spazio politico per una forza territoriale autonomista, federalista e liberaldemocratica. E che il nostro progetto politico di un movimento territoriale sul modello della SVP dell’Alto Adige o della CSU bavarese è l’unico strumento che può consentire al Veneto di negoziare con lo Stato le condizioni di una vera autonomia. Ecco perché noi continueremo a lavorare sul territorio portando avanti l’impegno della nostra lista civica per radicarlo.

A questi link due video in cui spiego la mia riflessione sul voto: 

https://www.facebook.com/simonettarubinato/videos/380500713109528/

https://www.facebook.com/simonettarubinato/videos/640606503263896/

 

UN BATTESIMO DEL FUOCO NELLA TEMPESTA PERFETTA DELLE ELEZIONI REGIONALI

La riflessione di Giorgio De Carlo, direttore dell’Istituto demoscopico Quaeris, sull’esito del voto per la nostra Lista “VENETO – Simonetta Rubinato per Le Autonomie” nella tempesta perfetta delle elezioni regionali.

“I circa 14.000 voti presi rappresentano non una sconfitta ma una evidenza della bontà del progetto. Il fatto fondamentale è che in una competizione a somma zero con nove candidati, se tre contendenti ottengono il 96% dei voti, gli altri sei devono dividersi il restante 4%. La lista “VENETO – Simonetta Rubinato per le Autonomie” si è presentata per la prima volta ad una competizione elettorale così importante ed ha ottenuto un numero di voti poco inferiore a quello di contendenti blasonati, che si presentavano alla ennesima campagna elettorale e con (potenzialmente) più importanti portatori di voti”.

A questo link l'analisi completa: https://www.venetorubinato.it/una-prima-riflessione-sullesito-del-voto-per-la-lista-veneto-simonetta-rubinato-per-le-autonomie/

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UN AUTONOMO MOVIMENTO POLITICO PER IL VENETO

In un articolo del 28 settembre scoros il Mattino di Napoli ‘denuncia’ che la Conferenza delle Regioni è dominata dalle Regioni del Nord. A dire il vero mi sembra che sia altrettanto penalizzato il Nordest e il Veneto in particolare, considerato che è uno dei tre motori economici del Paese. Il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia si difendono in ogni caso con gli strumenti dell’autonomia speciale, ma il Veneto quanto conta nelle scelte della politica nazionale? Anche perché Il Mattino si dimentica di dirci quanti sono i membri del Centro-Sud del Governo nazionale (che tiene i cordoni veri della borsa, cioè la redistribuzione delle risorse). Anche su questo fronte il Veneto conta poco o nulla. Il plebiscito ottenuto da Zaia cambierà qualcosa? Ce lo auguriamo. Ma se - come temo - non accadrà sarà più evidente a tutti perché sostengo la necessità di un autonomo movimento politico del Veneto per negoziare l’Autonomia.

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IL NEVEGAL MERITA NUOVE OPPORTUNITA' DI SVILUPPO

Ecco perché avevo deciso di girare lo spot della nostra campagna elettorale sul Nevegal, un colle del comprensorio bellunese da cui nelle giornate limpide si può vedere la laguna di Venezia, un tempo seconda località sciistica dopo Cortina, i cui primi impianti risalgono agli anni ‘50, che ha ospitato le Universiadi 1985 e accolto decine di migliaia di bambini dalla pianura veneta che qui hanno imparato a sciare. A settembre scorso si è avuta infatti la notizia che era seriamente compromessa la stagione sul colle e a rischio la scuola di sci per i bambini perché la prospettiva era che di 10 impianti storici di risalita non ne sarebbe stato aperto più alcuno. Pensare che il prossimo anno ci saranno i Campionati mondiali di sci a Cortina, mentre qui operatori economici e residenti stanno combattendo contro il declino per valorizzare e rilanciare un territorio stupendo, chiedendo da anni a Istituzioni locali e regionali di cogliere le opportunità di sviluppo di un'area unica investendo sul suo rilancio con una visione strategica per la stagione estiva oltre che invernale. Tuttavia alle parole non è seguito alcun fatto concreto. Se solo pensiamo a quanto investono nella promozione del territorio e negli impianti di risalita le confinanti Autonomie speciali, senza considerare la gran cassa mediatica della politica regionale sulle prossime Olimpiadi 2026 a Cortina, vi sembra giusto che nella provincia di Belluno dopo tre anni da ben due referendum sull’Autonomia (quella del Veneto e quella di Belluno) si stia ancora a discutere se sia o meno possibile investire risorse pubbliche sul rilancio del Nevegal? Dobbiamo dare ragione a Sappada che si è fatta annettere dal Friuli Venezia Giulia per questo? Per fortuna gli amici del Nevegal, insieme con l’Associazione Vivaio Dolomiti, non si sono arresi: è di questi giorni la notizia che la stagione invernale è salva: una nuova società, composta da un investitore privato e da una quindicina di operatori, interverrà per acquistare gli impianti dalla società Alpe una volta incassato l’impegno del Comune a ricomprare gli stessi in primavera. 

 

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IL DISEGNO DI LEGGE DI BOCCIA E' UN BLUFF

Guardate queste due tabelle, la prima da Piazza Pulita, la seconda dell’Anac. Quando si capirà che il divario di diritti tra i cittadini non dipende dalla determinazione di LEP e risorse visto che in sanità ci sono già entrambi per tutte le Regioni? Questi dati dimostrano assurdità/mistificazione del disegno di legge annunciato da ministro Boccia su autonomia differenziata: un bluff per insabbiare la richiesta di autogoverno dei Veneti.

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VAJONT: FARE MEMORIA PER INDURRE A SCELTE POLITICHE DI INVESTIMENTO PER LA SICUREZZA DEI TERRITORI

Il 9 ottobre, anniversario della tragedia del Vajont, quando la natura indotta dalla mano dell'uomo ha spazzato via in pochi attimi oltre duemila persone con le loro abitazioni, lasciando dietro di sè un mare sconfinato di dolore, è riconosciuto dalla Repubblica come “Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo” grazie alla legge n. 101 del 2011, frutto della proposta di legge presentata alla Camera dall’on. Sabina Rossa e dalla sottoscritta il 26 marzo del 2010. Le ripetute catastrofi che puntualmente si verificano nel nostro Paese, a causa di una dissennata crescita industriale che non ha rispettato gli equilibri ambientali, non hanno purtroppo ancora indotto a scelte politiche che, a tutti i livelli, operino gli investimenti adeguati per mettere in sicurezza i territori e la salute dei cittadini. Ecco perché abbiamo voluto con gli amici del Bard, durante la campagna elettorale, il 10 settembre scorso, fare memoria, con una fermata a Longarone, di quanto accaduto in quella notte del 9 ottobre del 1963

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Scritto da Simonetta Rubinato   
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