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il “lockdown
Sabato 21 Novembre 2020 10:39

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I pipistrelli non mi sono mai piaciuti…mi allontana da loro il vederli un po’ uccello e un po’ topo.  Durante un soggiorno nell’isola di Bali, in Indonesia,  fummo portati in una foresta a vedere un grande albero dai cui rami  pendevano tanti di questi “macabri” animali  a testa in giù e molto simili a dei “vampiri”.  Gli indigeni del posto andavano fieri dello spettacolo privi di altro da farci vedere. A me, torno a dire, non piacquero affatto. Forse il mio inconscio presagiva il ruolo del pipistrello nell’attuale pandemia.

Oggi ci ritroviamo in una situazione per cui ci si deve imporre una totale chiusura; chiusi in casa, chiusi nella propria regione, chiusi nel proprio comune e, l’imposizione, per i benpensanti, è da ritenersi uno strattagemma a salvaguardia della nostra vita. Quindi non possiamo ne dobbiamo prendercela con chi che sia.

Improvvisamente si è  mutato il nostro modo di vivere, le nostre abitudini e non sappiamo quando ne usciremo. Cambia anche  il modo di esprimerci: se dici di essere stato ” tamponato” non ti riferisci più a problema di traffico e se ti dichiarano ” positivo”  non è più titolo di merito.  La causa è il Coronavirus o, in breve, il COVID-19 la D finale sta per “Disease” che significa “malattia, morbo, male” ed è quanto si sta verificando…Per la categoria degli ultra sessantacinquenni si tratta di terrore e poi, si contano i morti. Certo si tratta di pandemia o epidemia mondiale che colpisce indistintamente persone nella popolazione del mondo. I  guariti in molti casi restano debilitati e anche coloro che non hanno contratto la malattia vivono, comunque, una alterazione del loro stato di benessere che aggrava il malessere per la costante preoccupazione di venir contagiati.  Ci vengono presentati, dai media, tanti numeri, in sequenza purtroppo crescente negli ulti giorni,  ma niente nomi, niente fotografie, nemmeno un funerale e dolorosamente nemmeno una carezza.

Vero che anche a Gesù hanno posto sul capo una corona di spine ed è morto, ma poi è risorto! Noi dobbiamo saper “risorgere” motu proprio. Non dobbiamo cadere nel tranello dei negazionisti e degli speculatori politici, non dobbiamo essere fatalisti o superficiali dobbiamo fare tutto quanto ci viene raccomandato evitando gli inutili contatti, tenendo ben allocata la mascherina, restando quanto possibile A CASA. Stare in casa è un invito molto semplice da comprendere: non subisci contaminazioni e non contamini gli altri. Chi ci suggerisce questo, costretto in fine a imporcelo, lo fa nell’intento di salvaguardare la nostra salute, la nostra vita e quella dell’intera nazione.  E’ loro incarico e loro impegno. I politici di destra insistono ,inopinatamente, con l’attribuire immense colpe al Presidente Conte e al suo governo: sono scopertamente  infantili!  Dovrebbero spiegarmi se Conte governa anche gli altri paesi europei o tutto il mondo dove la pandemia ha, esattamente, gli stessi comportamenti che da noi (sic!). 

Una buona notizia ci giunge oggi con la vittoria dei Democratici in America e a scapito della tentata propaganda esercitata, impropriamente, dalla mascherina del  “fascioleghista felpato”.

Pensando allo sport, esso pure condannato dalle restrizioni, viene in mente il “catenaccio” nel calcio;  tutti indietro per non prendere gol,  per noi tutti in casa con lo  scopo  di non prendere il virus!

L’attuale modernità, delle attrezzature di cui disponiamo, agevola molto la permanenza in casa e, se un tempo, solo delle buone letture potevano aiutare, oggi la televisione con YouTube può sostituire la sala cinema e i giochi elettronici possono intrattenere i più piccoli, e poi Facebook e gli altri social, il PC per chi lo ha, la musica, torniamo a guardare le vecchie foto ripercorrendo, senza fretta, il nostro passato. Sono esercizi che rinfrescano la memoria e quindi la mente e ci aiuteranno nella convivenza con gli altri. In famiglia si è sempre andati  di corsa;  è il momento di soffermarci a parlare perché è parlando che ci si può spiegare e arrivare a  conoscerci  meglio, è questo un grande dono riservato a uomini e donne.

Per ultimo mi sia consentito ricordare a chi detiene animali domestici quanto possa essere affettuoso un gatto capace di  riempire gli spazi in questo momento di, necessario, isolamento.

Scritto da Nedo W. Nenci   
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