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Alex Schwazer: “Trattato da mostro adesso voglio Tokyo”
Venerdì 19 Febbraio 2021 10:50

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«Come festeggio? Mia moglie Kathrin mi ha preparato una torta al cioccolato. E sopra ci ha messo cinque cerchi di zucchero, pensi che gran donna che ho sposato!». Cinque cerchi su un dolce posson bastare. Per ora. Ma la ciliegina sulla torta di Alex Schwazer la può mettere solo lo sport, riabilitandolo, scusandosi, aprendogli le porte per andare a Tokyo, sempre che abbia ancora nelle gambe i tempi record che aveva quando l’hanno fermato>>.

Gentilissime/i,

come sapete gli sport di resistenza sono i più duri e impegnativi, le maratone se ne possono correre massimo 3 all'anno, Schwazer fu trovato positivo ad un controllo atidoping e squalificato. La stessa cosa successe a Pantani, che purtroppo ci ha lasciato la vita, in seguito ad una serie di eventi sfavorevoli. Una grande forza d'animo e il desiderio di continuare a correre, lha portato Alex ad incontrare Sandro Donati, l'allenatore di Mennea. Un percorso di recupero interrotto da un nuovo test risultato positivo. Oggi, dopo tantissimo tempo è stato dimostrato che si è trattato di un maledetto imbroglio. Quando un atleta entra in contrasto con la propria Federazione è la fine! Una terribile forma di omertà, una ostinazione a ritenerlo colpevole può distruggere un uomo forte e determinato come Alex. Lui ce l'ha fatta, un giudice ha dimostrato la sua innocenza, probabilmentè potrà andare a Tokio. Il presidente del CIO, Giovanni Malagò, sicuramente lo convocherà, sanerà una ferita che ha fatto tantissimo male ad un campione che ha cercato con tutte le sue forze di rinascere, di riconquistare la dignità perduta. Auguri, ho partecipato alla Maratona di ciclismo delle Dolomiti, 6.000 metri di dislivello e so cosa significa il dolore della fatica per giungere al traguardo...

Mario Arpaia

Il marciatore scagionato dal giudice di Bolzano: "Non potevo pagare per una cosa che non ho fatto: devi lottare sempre per i tuoi diritti. Volevano colpire me e Donati".

Caso Schwazer, Donati: “La vittoria di Alex, grazie ad un giudice coraggioso”

L’allenatore di Schwazer racconta questi anni a lottare contro la manipolazione delle provette. E il marciatore festeggia allenandosi

Alex Schwazer ha appreso la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta doping mentre si stava allenando. Lo racconta il suo legale Gerhard Brandstaetter: “Il giudice ha approfondito la questione in maniera straordinaria. La soddisfazione ovviamente è grande, perché abbiamo lottato anni per questo”. Al più presto Schwazer si attiverà a livello di giustizia civile, ma anche sportiva per una revoca della squalifica. “Motivazioni di questa portata di un giudice penale di certo vanno prese in considerazione”, sottolinea Brandstaetter.

 

La battaglia

Sandro Donati, tecnico dell’olimpionico di marcia e paladino da sempre dell’antidoping, parla di “grande vittoria grazie a un giudice coraggioso ma anche a chi in questi anni è rimasto dietro le quinte. Questa era la grande battaglia per la verità, l’abbiamo vinta, e adesso ci sarebbe la battaglia sportiva per sanare il misfatto. Anch’io in qualche modo sono stato incastrato: passato per fesso o complice, e non sono né l’uno né l’altro. Ora tutto lo sport italiano deve fare le sue valutazioni, ma anche a livello internazionale devono rendersi conto, capire come quello che è successo possa essere evitato in futuro”. Poi Donati aggiunge: “Ho parlato con Alex ed era emozionato. Si sta allenando, è molto costante. L’ho tenuto a un livello non molto elevato ma in una condizione tale che, se dovesse arrivare giustizia pure in ambito sportivo, potrebbe essere pronto per i Giochi di Tokyo”. Alex, che ora allena amatori non tesserati nella zona di Vipiteno, resta squalificato fino ad agosto 2024, squalifica che si è visto infliggere mentre si trovava a Rio nel 2016. Donati ringrazia ”chi mi ha dato fiducia nei momenti più bui” prendendosela invece con “gli altri che si sono associati ai dopati di professione e mi hanno attaccato perché io li ho combattuti a lungo. Voglio ringraziare il presidente del Coni, Giovanni Malagò, dietro alle quinte ci è sempre stato vicino”. Anche Alessandro Gassmann, commenta: “Doping. Prosciolto per non aver commesso il fatto Alex Schwazer. Finisce l’incubo di un campione”.

L’ordinanza

A pagina 76 dell’ordinanza la pesante accuse del Gip del Tribuinale di Bolzano Walter Pelino, secondo il quale “nell’odierno sistema Wada e Iaaf operano in maniera totalmente autoreferenziale ed il presente procedimento ha eloquentemente dimostrato come esse non tollerino affatto controlli dall’esterno ed anzi siano pronte a tutto per impedirlo, al punto di produrre dichiarazioni false e porre in essere frodi processuali”. Sull’alterazione dei campioni di urina prelevati ad Alex Schwazer del primo gennaio 2016 al fine di risultare positivi, in merito al rapporto Wada-World Athletics, aggiunge, “il controllante e il controllato finiscono per coincidere, anzi per invertirsi, come la mail (quelle hackerate da Fancy Bear, ndr) da cui emergono pressioni subite dal laboratorio di Colonia, eloquentemente dimostrano”. Da qui il “falso ideologico, la frode processuale e diffamazione” reati che Pelino ipotizza nei confronti di chi avrebbe manipolato le provette di Alex Schwazer. Rimettendo gli atti al Pm, Pelino lo invita a indagare su quei reati. Schwazer ha sempre contestato la validità di questo secondo caso di presunta positività, puntando il dito sugli anomali valori, altissimi, del Dna contenuto nella provetta, dichiarandosi vittima di un complotto.

Scritto da Mario Arpaia   
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