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UNA PIAZZA MAI VISTA
Martedì 23 Marzo 2021 18:11

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La descalfarizzazione del Quotidiano La Repubblica si è compiuta, dopo il cambio della linea politica e di alcuni giornalisti, è stato eliminata la scritta: “ Fondatore Eugenio Scalfari “.

Uno sgarbo senza precedenti ad un uomo, un giornalista con una lunghissima militanza nella cronaca del nostro Paese. Lo hanno cancellato dalla testata del giornale ma non nelle coscienze dei suoi affezionatissimi lettori ed estimatori. Ci fu un momento nel quale superò per vendite il Corriere della Sera, di Luigi Albertini, altra fucina di giornalisti liberi ed eccellenti. I suo articoli erano e sono dei quadri, non ci stancheremo mai di leggerlo. Il caso De Lorenzo con l'attacco frontale alla fragile democrazia, del dopo guerra, fu sventato da Scalfari.

L’ Italia deve moltissimo ad Eugenio Scalfari, i suoi editoriali hanno fatto la storia del nostro paese, economista, appassionato di filosofia, la sua penna, una spada contro lo strapotere della Democrazia Cristiana, per ruberie e malaffare, contro gli eccessi del craxismo con l’opposizione e l’emarginazione di Enrico Berlinguer che con Moro guardano al Compromesso storico.

La chiama “L’immensa Forza Tranquilla “ i Tre milioni con la CGIL. Tremonti: così ha vinto l’estrema sinistra.

 

Era difficile contarli, i manifestanti di ieri, il mare di bandiere agitate al vento, le età diverse di quegli uomini e di quelle donne, di quei ragazzi, i loro volti, una moltitudine di volti, di lavoratori, di studenti, di impiegati, di militanti sindacali e politici. Due milioni? Tre milioni? Tutta l’aria del Circo Massimo, Porta Capena, l’Archeologica, il Colosseo, le vie fino a Santa Maria Maggiore, l’ Ostiense, le pendici del Colle Oppio, un mare di folla. Ma non era una folla, non era indistinta marea, erano persone che pur nella loro diversità anagrafica e sociale, avevano alcuni tratti comuni: La compostezza, la maturità degli atteggiamenti, la tranquilla ma ferma decisione di difendere una causa giusta, in nome proprio e in nome di tutto il paese: la causa della democrazia contro la violenza, della certezza dei diritti contro l’arbitrio, della libera uguaglianza contro il privilegio.

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C’era la si vedeva su quei volti di giovani ed anziani una commozione diffusa. Da vecchio cronista che di manifestazioni del genere ( ma no di queste dimensioni e di questa intensità) ne ha vissute tante.

Partimmo da Foggia a mezzanotte con un pullman della CGIL, nel bagagliaio gli zaini e panini, l’acqua minerale e la frutta, arrivammo all’ alba avanzata al grande parche dell’ Anagnina, a piedi raggiungemmo il centro di Roma, ci portammo verso il circo massimo, mai vista tanta gente alle 7 di mattina, l’odore del caffe e dei cornetti non l’abbiamo più dimenticato, insieme alla grande emozione del solo fatto di esserci.

Scrive Curzio Maltese “ La sfida di un leeder “ la più grande manifestazione di tutti i tempi, come l’hanno definita anche a destra, << giornata storica>> . Questo 23 marzo dei tre milioni in piazza, nel sole e nel vento della primavera romana, può cambiare la stori d’Italia… Erano padri e figli che sfilavano per una Italia più giusta e meno disuguale.

Abbiamo raccontato e scritto sul caso Moro, con l’ intervista di Andrea Purgatori, ad Atlatide, al Procuratore capo Lupacchini, il nostro piccolo sito web ha avuto fino ad oggi 500 contatti, non sono pochi. Stiamo vivendo una pericolosissima restaurazione, e quasi del tutto scomparsa l’opposizione sia giornalistica che televisiva. Andrea Purgatori, è una grande risorsa per la giustizia e la verità, dobbiamo fare in modo non scompaia dagli schermi televisivi. Il servizio sulla Banda della Magliana è da manuale di giornalismo, si rifà ad Eugenio Scalfari, alla sua maestria, un mito per le persone della mia generazione.

http://www.memoriacondivisa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7531:caso-moro-il-procuratore-lupacchini-&catid=35:notizie&Itemid=57

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Scritto da Mario Arpaia   
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