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Legge di Stazzema contro la propaganda fascista
Domenica 25 Aprile 2021 15:50

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25 aprile, Segre rilancia la proposta di legge di Stazzema contro la propaganda fascista: "Quello che è accaduto può tornare"

La senatrice a vita: "Come ci ammoniva Primo Levi non dobbiamo mai abbassare la guardia"

"Come ci ammoniva Primo Levi non bisogna mai abbassare la guardia: ciò che accaduto può sempre tornare a minacciarci, anche se in forme nuove e subdole. Per questo nei mesi scorsi ho appoggiato la proposta di legge di iniziativa popolare promossa proprio" dal Comune di Stazzema (Lucca) "contro ogni forma di propaganda e per il divieto di linguaggi, simboli, manifestazioni del fascismo". E' il messaggio inviato dalla senatrice a vita Liliana Segre al Comune di Stazzema per la cerimonia del 25 aprile oggi a Sant'Anna, luogo dell'eccidio nazifascista del 12 agosto 1944.

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Liliana Segre sostiene la legge antifascista di Stazzema. Lettera al sindaco: "Vigilerò sul Parlamento"

23 Febbraio 2021

Il biennio "1944-1945 - afferma Liliana Segre - copre un arco di tempo dei più tragici della storia dell'umanità ma include anche la finale vittoria delle forze antifasciste e l'apertura di una stagione nuova per Italia e per il mondo" E la città martire di Sant'Anna, "luogo simbolo della tragedia del '900", è anche un "luogo cruciale della nostra memoria proprio perchè tiene insieme i due estremi: una strage orrenda di uomini, donne, bambini, a opera dei nazisti e dei collaborazionisti fascisti e invece una resistenza che saldamente legata al territorio con tenacia e coraggio portò avanti la sua missione fino alla liberazione. Istituzioni come il Parco della pace e il Museo storico della Resistenza hanno appunto la funzione morale non solo di serbare la memoria ma anche di promuovere cittadine e cittadini sempre più consapevoli, aperti e tolleranti".

A Sant'Anna di Stazzema è intervenuto per le celebrazioni del 25 aprile anche l'ex ministro e deputato Pd Giuseppe Provenzano: "Questo anniversario non ci parla del passato, ci parla dell'oggi. Episodi di pochi giorni fa, come quello del consiglio comunale di Imola, che oltraggia la Memoria, o di Genova, con le bandiere dell'Anpi imbrattate con le svastiche, ci dimostrano che parlare di 25 Aprile non è parlare del passato, è parlare di oggi".

Roberto Benigni testimonial della legge antifascista di Stazzema: "Ci aiuterà a promuovere l'iniziativa"

03 Febbraio 2021

Poi Provenzano ha proseguito: "La mia generazione - ha aggiunto Provenzano - ha dato la democrazia per cosa acquisita, scontata, ma non è così. Nessuna conquista può essere data per scontata. Quei valori di democrazia sembrano rattrappirsi anche dove aveva radici più antiche, persino in Europa viene minacciata. Ma se democrazia e libertà esistono e resistono ancora oggi, è perché più di 70 anni fa è stato eretto un argine. Oggi siamo qui per prendere la nostra dose di vaccino contro la barbarie".

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Sono figlia di un Partigiano, innamorato del PD sin dalla sua nascita. Mio padre non c’è piu ed io ho ereditato da lui questa grande lealtà e resiliente impegno nei confronti di questo partito, tanto da essere candidata alle Regionali 2020 nella lista PD di Foggia. Ritengo che il PD abbia sempre incluse persone di grande levatura culturale , basata sull’antifascismo.
Voglio donarvi le parole di mio padre Garibaldino:
“Figlia mia, Il 25 aprile fummo liberati dalla schiavitu nazista. La libertà e’ come una bella vigna o un oliveto. ESIGE INFINITA CURA. Altrimenti la si perde. E si può ricomprare solo con coraggio e sangue. Custoditela. Esultate in questo giorno. Fatene memoria e siate politici attivi e passionali”

ISABELLA DAMIANI

Si celebra il 25 Aprile di ogni anno, quale festa nazionale, il giorno “della liberazione” e della fine della tremenda guerra voluta dalla follia del nazifascismo.

Personalmente voglio sottolineare la data del 28 Aprile 1945 giorno in cui fu giustiziato il dittatore Mussolini dando fine all’esistenza di colui che era stato “l’inventore” di tanta follia!

Abitavo con la mia famiglia a Treviso, circa 400 chilometri da Dongo, quando  giunse tempestiva  la bella notizia della fine di chi, con i suoi gerarchi (colpevoli quanto lui), avevano pagato il loro debito. Assieme a mio padre, membro del CLNAI e alcuni amici festeggiammo l’accadimento.  Avevo 11 anni, non bevevo ancora ma chiesi, a titolo di partecipazione, di fumare una sigaretta. Fui accontentato, per me ebbe il valore di un “calumet della pace” di alto significato rappresentativo! 

 Nedo W. Nenci

 

Scritto da Umberto Gentiloni   
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