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COMBUSTIONE DI RIFIUTI E LORO DERIVATI
Domenica 16 Maggio 2021 17:08

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LETTERA APERTA


Al Ministero della Transizione Ecologica

Roberto CINGOLANI  

p.c. 

Al Ministero della Salute

Roberto SPERANZA

                                                                   

Italia, 11 maggio 2021 

COMBUSTIONE DI RIFIUTI E LORO DERIVATI

NEI FORNI DA CEMENTO

Egregio Signor Ministro,

Le scriviamo da numerose Regioni d’Italia: Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto, Umbria.

Siamo Gruppi e singoli Cittadini seriamente preoccupati per la qualità dell’ambiente e per il destino dei beni comuni (quali aria, acqua e suolo) nei nostri territori.

Le nostre città, le nostre vallate, i nostri mari, i nostri, laghi, le nostre colline – come del resto tanti altri in Italia – sono esposte a gravi rischi ambientali e sanitari dovuti alla presenza di cementifici, attivi ormai da decine e decine di anni, situati a pochi chilometri dai centri abitati (se non addirittura all’interno di essi), dove purtroppo gli inquinanti emessi, polveri sottili, ricadono e ristagnano, contaminando aria e terreni.

In molti casi, la situazione è stata o sta per essere ulteriormente aggravata dall’uso di rifiuti e da combustibili da esse derivati (precedentemente denominati “CDR”, più recentemente “CSS”).

Bruciare tali “combustibili” nei cementifici alla stessa stregua dei combustibili convenzionali, sottraendoli alle regole applicabili agli ordinari impianti di incenerimento, è una anomalia tutta italiana nel quadro normativo comunitaria, che si pone in contraddizione con lo spirito e la lettera delle Direttive Europee sull’Economia Circolare intese a ridurre al minimo indispensabile il ricorso al Waste to Energy.

Soltanto qui in Italia, infatti, tale pratica fortemente inquinante ed ormai obsoleta viene incentivata per legge in virtù del Decreto del Ministero dell’Ambiente n° 22 del 14 febbraio 2013 (il così detto “Decreto Clini”) sui Combustibili Solidi Secondari.

Se non proprio un …………………………

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……… i cementifici non possono di colpo mascherarsi da inceneritori, perché non sono nati, né attrezzati per quella funzione.

In estrema sintesi, bruciando rifiuti e loro derivati nei forni da cemento si “baratta” una cattiva soluzione con un’altra cattiva soluzione.

……… esistono inconfutati studi scientifici che hanno evidenziato come la combustione di rifiuti nei cementifici, al confronto con gli inceneritori dedicati, comporti maggiori emissioni di metalli pesanti: mercurio, cadmio, tallio e piombo, senza considerare le emissioni di composti organici persistenti, i policlorobifenili, le diossine ed altri composti tossici.

Oltre alle emissioni, andrebbe inoltre considerato l’inglobamento delle ceneri tossiche, prodotte dalla combustione dei rifiuti, nel prodotto finale, vale a dire quel cemento che ritroviamo poi nelle nostre case, scuole, ospedali e strade. La recente letteratura scientifica fa emergere anche questo.

Quasi tutti gli studi hanno dimostrato relazioni significative, associazioni altamente probabili, finanche nessi eziologici tra esposizioni alle emissioni dei cementifici e patologie, non solo respiratorie, ma anche cardiovascolari.

Si è dimostrato che nelle popolazioni esposte vi è un accumulo di metalli pesanti, con effetti negativi sui più fragili, bambini e anziani, con possibili danni addirittura transgenerazionali, come nel caso del mercurio (uno dei metalli pesanti che, tra l’altro, con l’utilizzo di rifiuti e/o CSS non può certo diminuire).

……… L’ultimo Decreto di recepimento del pacchetto europeo sull’Economia Circolare (Waste Framework Directive 2018/851), quello del 3 settembre 2020, n. 116, esclude il recupero “energetico” e considera recupero soltanto quello di materia prima-seconda.

Qualunque tipo di rifiuto o CSS da incenerire e co-incenerire è quindi fuori luogo, non può in alcun modo entrare a far parte dell’Economia Circolare, come invece certa propaganda insiste tuttora a volerci far credere.

……… La pandemia da COVID-19 ha rimesso in circolazione, oltre al virus, anche il tema prioritario della qualità dell’aria, …………..

……… L’inquinamento fa male come il virus, anzi a volte lo precede e accompagna. ……

……… un altro serio problema in Italia, proprio perché siamo il paese europeo con il maggior numero di forni da cemento rispetto alla popolazione, forni che negli ultimi decenni si sono via via trasformati in “bombe ecologiche”, immettendo rifiuti nel loro ciclo produttivo. …

……… Già nel 2013 numerosi Senatori firmarono un documento contro l’approvazione del famigerato “Decreto Clini” e, l’anno successivo, alcune Associazioni presentarono contro di esso una denuncia alla Commissione Europea.

Nel frattempo, si sono succedute ininterrottamente numerose altre iniziative popolari, amministrative, legali e politiche a tutti i livelli che hanno richiesto la revisione e/o l’abolizione di tale Decreto, non soltanto ad opera di Comitati e Associazioni come i nostri, bensì anche da parte di Enti della Repubblica Italiana quali le Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Marche.  

Da ultima, la mozione al governo presentata al Senato alcune settimane fa dalla Senatrice Emma Pavanelli.

Al momento, non ci risulta alcuna risposta ufficiale, da parte del Ministero dell’Ambiente, a tutte queste sollecitazioni.

Apprezzando i Suoi sforzi e confidando nelle Sue sensibilità, competenze e capacità, ci rivolgiamo e ci affidiamo direttamente a Lei, Signor Ministro.

Alla luce di quanto esposto sopra, é a nome di tutti i Cittadini italiani “esposti involontari” che Le

CHIEDIAMO

di abrogare il Decreto del Ministero dell’Ambiente n° 22 del 14 febbraio 2013 (cosiddetto “Decreto Clini”), e di scongiurare l’approvazione di qualunque altro provvedimento inteso a incentivare e il coincenerimento di rifiuti e loro derivati.

Abolire quel Decreto Ministeriale vecchio e dannoso significa ripristinare nel nostro quadro legislativo e civile la giusta e fondamentale valenza del principio di prevenzione e Precauzione in materia ambientale, a piena difesa e tutela dei Territori e del fondamentale diritto alla Salute dei Cittadini.

Sta a noi, a noi tutti, lasciare alle generazioni future un territorio sano, non inquinato né avvelenato irrimediabilmente.

A Lei, Ministro, per questo nuovo anno e per quelli a venire, buon lavoro!

Firmato:

Le Associazioni, i Comitati, i Gruppi di Cittadini

In all’allegato il testo integrale della lettera con i firmatari

Scritto da Le Associazioni, i Comitati, i Gruppi di Cittadini   
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