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CAVALLI E CARCERATI, UNA GRANDE OPPORTUNITA'
Martedì 15 Giugno 2021 15:12

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Dalla nascita del progetto i detenuti che hanno partecipato al corso di formazione sono stati 168 di cui oggi 10 lavorano presso la scuderia a tempo pieno.
La scuderia interna al carcere è stata costruita interamente dai detenuti con materiale recuperato dai cantieri intorno al carcere e abilmente trasformato.
La scuderia ospita 22 cavalli che hanno diverse provenienze (fine carriera, sequestri, cavalli in allenamento) e sono curati giornalmente dai detenuti.
Lavorare con i cavalli favorisce un profondo cambiamento di attitudine personale che produce relazioni sane e di rispetto reciproco.

Non dovrebbe mai giungere l'alba per i "sogni " un sogno uno di quelli che nonostante l'alba si era realizzato, portare i cavalli nel Carcere di Opera, un carcere europeo. Lo racconto sempre quando si parla di carceri. Qualche anno fa sono stato al Due Palazzi di Padova,ad incontrare  Carmelo Musumeci l'ergastolano ostativo. Non c'era posto nel parlatoio e fummo spostati nel giardino, in un angolo un'altalena per bambini. Ci arrivai grazie a Nadia Bizzotto disabile per un incidente stradale, è su una sedia a rotelle, si occupa di recupero e dell' assistenza delle persone in difficoltà. Le prime parole furono: è la prima volta da quando sono qui che calpesto, un prato, morbido con l'erba, solo cemento grigio come i palazzoni dell' Est Europa. I cavalli, quale animale più vicino all'uomo, un esperimento bellissimo una simbiosi uomo-cavallo. Grazie all' amico Roberto Villa, sono venuto a conoscenza della dipartita del progetto. Qualcosa che muore nell'anima delle persone che hanno creduto e si sono

battuti per realizzare il sogno. L'Italia, la politica, la burocrazia non sanno cosa significa progettare, se muore qualcosa di importante, non provano nessun rimorso, carissimo Roberto, artista e amico di Pasolini, che gli italiani li conosceva benissimo.I cavalli,gli uomini e le donne che li accudiscono hanno trovato ospitalità, presso il Centro Ippico "La rosa bianca " a Milano.

Chi non ricorda la foto di Santino di Matteo sul cavallo da corsa. Graviano, scrive alla ministra della giustizia per ricordarle che l'accordo Stato mafia, è  li che ci osserva e ci ricorda il doppio Stato, come le loggi massoniche  P2 e Ungheria.

A.M.

Inaugurato al carcere di Opera “Freedom” il maneggio pensato anche per i ragazzi disabili

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INAGURAZIONE Ottobre 03, 2020

MILANO -Sono stati inaugurati questa mattina, all’interno del  penitenziario milanese di Opera, un grande maneggio, una fattoria didattica e un ranch dal nome simbolico: “Freedom” (libertà). Libertà intesa quale percorso di rieducazione e reinserimento. Gli ospiti dell’istituto di pena potranno infatti così apprendere l’arte del maniscalco, dell’artiere e del sellaio, utili per il proprio reingresso nella società. All’evento ha partecipato il garante dei detenuti di Regione Lombardia Carlo Lio, invitato dal direttore dell’Istituto di pena Silvio Di Gregorio e dal comandante Amerigo Fusco.

Lio, che ha seguito il progetto sin dal suo avvio, l’ha definito ”un esempio di buone prassi” e ha sottolineato l’importanza che le istituzioni siano sempre al fianco di chi realizza iniziative come quella inaugurata oggi, “opere che diffondono speranza non solo negli istituti di pena ma anche nella società”.

Lio, che ha seguito il progetto sin dal suo avvio, l’ha definito ”un esempio di buone prassi” e ha sottolineato l’importanza che le istituzioni siano sempre al fianco di chi realizza iniziative come quella inaugurata oggi, “opere che diffondono speranza non solo negli istituti di pena ma anche nella società”.

Il progetto prevede l’accesso al maneggio degli esterni a prezzi contenuti ed è volto ad accogliere in particolare ragazzi diversamente abili. Oltre ai cavalli, sequestrati alla criminalità organizzata, nel ranch sono presenti altri animali: asini, maialini thailandesi, pavoni, tartarughe e pappagalli.

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Il team di volontari che hanno dato vita e sostanza al progetto è composto dalle “Giacche verdi” Onlus attiva con i cavalli all’Idroscalo, oltre ai membri della Polizia penitenziaria dell’istituto di pena, con il contributo di  Fondazione Cariplo. Due ristretti già operano all’interno del centro ippico: il primo si è formato con le “Giacche verdi” come maniscalco, mentre l’altro si occupa degli animali della fattoria, in particolare degli asini.

Il progetto, quale realtà aperta alla città, realizza uno scambio fra società esterna e struttura detentiva ed offre un’opportunità di reinserimento sociale e lavorativo, dando così concretezza alla finalità riabilitativa della pena prevista dalla Costituzione e dall’Ordinamento Penitenziario.

Lettera di Graviano alla ministra Cartabia, Morra: “Tempistica singolare, approfondire”. Silenzio di politica, agenzie e siti

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Nessun esponente politico o rappresentante del governo è intervenuto sulla notizia rivelata dal Fatto quotidiano. Solo il presidente della commissione Antimafia ha parlato all'agenzia Adnkronos sollecitando approfondimenti sul caso

“Tempistica singolare, da approfondire”. Nel silenzio della politica e dei siti di informazione sulla lettera invita del boss Giuseppe Graviano alla ministra della Giustizia Marta Cartabia, scoop de Il Fatto quotidiano, l’unico a parlare è stato il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra. Interpellato dall’agenzia Adnkronos, unica agenzia di stampa ad aver dedicato almeno un lancio alla notizia, l’ex esponente 5 stelle, ha dichiarato: “C’è certamente una singolare coincidenza relativamente ai tempi in cui sono state inviate le missive. Se è vero quello che è riportato dal Fatto Quotidiano, emerge una tempistica quantomeno meritevole di approfondimento, sia per quanto riguarda la prima lettera che quest’ultima. Anche perché nel frattempo si è interposta l’udienza del processo ‘Ndrangheta stragista in cui Giuseppe Graviano ha, secondo molti, detto e non detto volutamente perché doveva inviare ‘messaggi'”. Per il momento nessun esponente politico o rappresentante del governo è intervenuto sull’argomento.

La lettera, come rivelato dal Fatto Quotidiano, è stata inviata subito dopo la formazione del governo di Mario Draghi. Già nel 2013 il boss di Brancaccio aveva scritto a Beatrice Lorenzin, in quel momento ministra della Salute, in quota Pdl, dell’esecutivo di Enrico Letta. Ora Forza Italia è tornata al governo dopo otto anni e Graviano ha scritto a un’esponente dell’esecutivo alla vigilia della sentenza della Consulta, che ad aprile ha decretato l’incostituzionalità della legge sull’ergastolo ostativo. Per Morra, “anche questa può essere una coincidenza singolare, anche perché tutti sappiamo che Cartabia ha avuto un passato importante in Consulta, quindi è un’associazione che è normale fare, ma da qui a trarne conclusioni c’è un mondo. Noi possiamo fare inferenze, deduzioni, ma poi dobbiamo passare sempre sul piano dei fatti, che è cosa ben diversa. Insegnava Falcone che bisogna cercare riscontri, e i riscontri sono fatti, non opinioni

Scritto da Mario Arpaia   
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