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CHI DEPISTA L'OPINIONE PUBBLICA?
Martedì 29 Giugno 2021 15:43
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Presi bene è la rassegna estiva di Libera Bologna a Villa Celestina, il primo bene confiscato riutilizzato a fini sociali a Bologna
 
 CARISSIMO Riccardo Lenzi,
 
avevo 29 anni quando ci fu la strage di Piazza della Loggia, il 28 maggio 1974, oggi ne ho 76, ho creduto che ce l'avremmo fatta ad ottonere le verità sulle stragi. La morte di Giovanni Falcone fu un tremendo colpo al cuore, scoprire con Paolo Borsellino la trattativa Stato mafia, fu devastante in quanto si collegava alla strategia della tensione. Penso a Piazza Fontana, avevano già pronto prima che scoppiasse la bomba i responsabili, gli anarchici. L'avocazione delle indagini da parte del Procuratore Capo De Peppo, originario di Lucera in provincia di Foggia. Il magistrato di punta della procura di Milano, D'Ambrosio, parlò di morte attiva di Pinelli, un incidente...
 
Mi hanno colpito le parole dell' immunologo Grisanti, esperto di Covid, gli italiani non hanno spina dorsale, gli italiani e tutta l'Europa sanno che conviviamo dalla strage di Portella della Ginestra con il doppio Stato, lo confermò Cossiga per Ustica. Tutti i radar d'italia filmarono la guerra nel cielo di Ustica. Tutta l' Aeronautica sa pefettamente come sono andate le cose. A noi i resti dell'aereo, un costo, un regalo per tacitarci...
 
Grazie di cuore per la comunicazione.

Informazioni sull'evento

Dal 3 giugno al 24 luglio, ogni giovedì, venerdì e sabato dalle 18 alle 22 il giardino della villa, in via Boccaccio 1, a due passi dal centro, si animerà con eventi, iniziative, concerti e spettacoli. E, per il primo anno, ci sarà anche il bar, gestito da ExAequo Bottega del Mondo.

Presi bene è anche una scelta: quella di riprendere un bene confiscato e aprirlo a tutte e tutti. Quella di riaprire un giardino e costruirlo pian piano, insieme a tante e tanti. Perché Villa Celestina è un bene confiscato segno della presenza criminale e mafiosa a Bologna, ma oggi, e speriamo sempre più, è anche il segno di una cittadinanza che si riappropria di un luogo che era mafioso e oggi è uno spazio aperto e condiviso.

Presi bene 2.0 fa parte di #BolognaEstate2021, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Destinazione Turistica.

MAFIE E TERRORISMO: CHI DEPISTA L'OPINIONE PUBBLICA?

Giovedì 1°luglio, ore 18.30, Villa Celestina, Bologna

Prenotazione obbligatoria: https://bit.ly/3xAYN6H

UN APPUNTAMENTO DA NON PERDE

Lo scorso 16 aprile, a Bologna, è iniziato “un processo storico”, quello ai mandanti e complici della strage nera del 2 agosto 1980. Un processo in cui, udienza dopo udienza, stanno riemergendo dal passato recente fatti e protagonisti di alcune tra le pagine più buie della storia d'Italia: quelle della strategia della tensione e delle stragi politiche. https://www.tribunale.bologna.giustizia.it/processo-per-gli-eventi-del-2-agosto-1980

Una storia di poteri occulti, patti indicibili, depistaggi sistematici. Ai depistaggi delle indagini, sono infatti seguiti decenni di depistaggio dell'opinione pubblica. Depistaggio che prosegue tuttora, alimentato da un caos informativo che non aiuta l'opinione pubblica a comprendere le radici dei problemi di oggi, distinguendo i fatti dalle opinioni.
C'è bisogno di fare chiarezza, c'è bisogno di divulgare i fatti storicamente e giudiziariamente accertati, oltre alle notizie che un serio giornalismo d'inchiesta, tra innumerevoli difficoltà, è in grado di raccogliere. Le associazioni Piantiamolamemoria, Libera Bologna e Il Manifesto in rete hanno invitato a Bologna tre grandi conoscitori del lato oscuro della storia italiana. Tre persone che, da diversi punti di osservazione, hanno indagato e approfondito la storia e le cronache del terrorismo politico, delle mafie e degli intrecci tra questi due fenomeni e il “potere”. Un male ancora grave, mai sconfitto. Un conto ancora aperto, con la storia e con il futuro. Un problema enorme, irrisolto, drammaticamente sottovalutato. Che affligge la Repubblica italiana, l'Europa, il mondo.

CARLO FUMIAN (1951) docente di Storia contemporanea all'Università di Padova, è membro del Comitato scientifico dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Tra i suoi lavori: “Terrore rosso. Dall'Autonomia al partito armato” (Laterza 2010), “Il terrorismo di destra e di sinistra in Italia e in Europa. Storici e magistrati a confronto” (Padova University Press 2018). https://www.sissco.it/soci/fumian-carlo/

GIORGIO MOTTOLA (1984) giornalista professionista, lavora nella redazione di Report, la trasmissione Rai condotta da Sigfrido Ranucci. Tra le sue inchieste televisive ricordiamo “Il virus nero”, dedicata alla disinformazione virale messa in opera da un network neofascista europeo, nato a Londra nei primi anni '80. L'inchiesta, che si è avvalsa della consulenza di Andrea Palladino, è andata in onda il 27 aprile 2020 su Rai3 ed è disponibile su RaiPlay: https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Il-virus-del-neofascismo-c0b3a658-3704-4fac-96f1-d64991266449.html

GIULIANO TURONE (1940) magistrato, giudice emerito della Corte di Cassazione. Giudice istruttore a Milano dal 1970 al 1987, ha svolto indagini sul boss di Cosa nostra Luciano Liggio, sul banchiere mafioso Michele Sindona, sull'omicidio dell'avvocato Giorgio Ambrosoli, sulla loggia massonica P2. Ha collaborato con le Nazioni Unite svolgendo attività di pubblico ministero presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja. Il suo ultimo libro è “Italia occulta” (Chiarelettere 2019), di cui è da poco uscita l'edizione aggiornata con un'appendice dedicata alle novità giudiziarie sulla strage del 2 agosto 1980: la recente condanna in primo grado a Gilberto Cavallini e il processo in corso su mandanti e altri complici, che vede tra gli imputati anche il killer fascista Paolo Bellini, originario di Reggio Emilia. http://www.piantiamolamemoria.org/stragi-volete-coltivare-la-memoria-insieme-al-giudice-turone/

«La P2 sembra ed è un'ossessione. Spunta e rispunta. Un fantasma travestito da diavolo, burattinaio di fatti che sembrano tra loro lontani e invece nascono dalla stessa radice, contigui. Chi sono veramente stati i capi della P2? Chi ha manovrato la giostra? Andreotti e Cossiga, si è detto, i più sospettati, i più coinvolti, vicini e amici di quei traditori della Repubblica. Si pensava che alla loro morte si sarebbero rotti i muri del silenzio. Non è accaduto. Mancano le prove, non bastano gli indizi politici. I famosi scheletri sono rimasti negli armadi con i loro segreti, le piaghe non si sono sanate.»

Corrado Stajano (dalla prefazione a “Italia occulta” di Giuliano Turone)

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Scritto da I FAMILIARI DELLE VITTIME   
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